Falconeria e medioevo

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Rappresentazione di falconieri medievali

Come tutti ben sappiamo, la Falconeria non nasce nel Medioevo, ma ben prima. Tuttavia in questo periodo (per alcuni cupo e oscuro e per altri in rivalutazione e pieno di nuovi slanci per il mondo che sarebbe venuto), la Falconeria raggiunge un ottimo livello di diffusione in tutta l’Europa. Successivamente, nel Rinascimento, quest’Arte giungerà alla sua massima espressione, per poi declinare drammaticamente con l’avvento della polvere da sparo.

Ma qual è il ruolo della Falconeria medievale?

Molto difficile immaginarlo con la nostra esperienza di uomini del Duemila.

Nel Medioevo, il Falco era un cosiddetto status symbol, e praticamente nessun nobile era sfornito di uno di questi animali. Gli uccelli non venivano riprodotti ed allevati in cattività. Si trattava infatti di haggard, ovvero animali catturati in natura ed addestrati successivamente. Tali animali avevano qualcosa di estremamente differente dai nostri: nascevano liberi. La loro indole era plasmata dalle difficoltà della vita e dalla necessità di sopravvivere e il loro volo era “tramandato” di generazione in generazione, non solo in modo strettamente biologico, ma anche con una vena “culturale”, ovvero una modalità di trasmissione delle cose apprese, attraverso l’imitazione (frequentissima tra gli animali). Di conseguenza il falco possedeva sì una base istintiva che ne “regolava” il volo, ma vi era tutto il bagaglio “culturale” e frutto dell’esperienza, fatta allo stato selvatico, che veniva tramandato attraverso l’esempio di caccia fornito dai genitori.

Oggi le cose stanno un po’ diversamente, i Falchi sono tutti nati in cattività, e ciò che li porta a volare è fondamentalmente l’istinto. Il Falconiere è a terra, vincolato ad essa, e deve individuare stratagemmi e tecniche atte a stimolare un corretto volo del Falco. Con un buon addestramento, anche un animale nato in cattività potrebbe (anche grazie alla propria esperienza e quella del Falconiere), raggiungere livelli prossimi a quelli di un selvatico.

Tornando al Medioevo, parlare di Falchi era come parlare oggi di automobili, di lusso e non. L’imperatore aveva l’Aquila reale, e poi via via, scalando, venivano i principi, e tutti i vassalli e il clero, ciascuno con un proprio animale adatto al suo ceto sociale.

In realtà, per il clero ci furono alcune limitazioni all’uso dei falconi in alcune epoche. Questi vincoli furono per esempio sanciti nel concilio di Agda nel 506 d.C. e furono poi confermati nei concili di Epaon nel 517 d.C. e di Macon nel 585 d.C.

In pieno periodo di crociate nella Terra Santa, bisogna ricordare come, per esempio, anche gli ordini monastico-cavallereschi (Templari, Ospitalieri, Teutonici) non potessero di fatto praticare alcun tipo di caccia avendo preso i quattro voti fondamentali (povertà, obbedienza, castità e prontezza alle armi).

Abbiamo parlato di Crociate, ed è proprio tramite queste invasioni-conquiste-difese dei territori della cristianità (il commento dipende dai punti di vista di ciascuno di noi), che tra l’Occidente e l’Oriente si verifica un intenso scambio culturale che apporterà numerose modifiche nel modo di pensare, nei commerci, nei rapporti tra i due popoli.

Con l’incontro-scontro con i turchi (ricordiamoci che le Crociate furono combattute contro le popolazioni arabe guidate dalle popolazioni turche dei selgiuchidi e degli “ortochidi”), si verifica anche lo scambio delle tecniche tra quelle che sono le due direttrici della Falconeria, una che passa per l’Asia e l’Arabia, e l’altra che giunge fino in Europa.

Grandissimo vantaggio che introducono gli arabi è quello dell’utilizzo del cappuccio, mentre in Europa era prassi comune la tecnica della ciliatura, ovvero la legatura delle palpebre dell’animale, effettuata in modo tale che queste potessero essere chiuse o più o meno aperte. Dopo questo addestramento, la ciliatura non veniva più effettuata e l’utilizzo del cappuccio non era più necessario.

Per quanto riguarda il ruolo politico, la Falconeria fu fondamentale in molte occasioni in cui venivano stipulati trattati, accordi ed altre importanti decisioni. Poteva anche essere utilizzata come dote di nozze durante gli sposalizi regali.

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Dame e signori del Tardo Medioevo

Alcuni nobili e alcuni regnanti arriveranno addirittura a vietare la cattura di questi uccelli, forse più per un fine egoistico e d’orgoglio, che non protezionistico. Le pene cui si era sottoposti in caso di abbattimento o cattura di un Falco senza autorizzazione, erano veramente severe e commisurate alla mentalità medievale.

Perché il Falco e la Falconeria sono entrate a far così parte della cultura dell’uomo? Come mai i falconi hanno assistito alle dispute umane, dalle desolate distese della Mongolia, fino alle Crociate e alle guerre in Europa? Cos’è che questi animali provocavano e provocano nell’animo umano?

Questa è una domanda cui difficilmente si può rispondere.

Il Falco è visto come un essere quasi sovrannaturale. In lui si intuisce a colpo d’occhio una “cattiveria” e “freddezza” dei lineamenti della testa, della sua forma, degli artigli. Questa aggressività viene inoltre associata alla sua natura di predatore, alla sua picchiata e al suo modo perfetto di volare e di abbattere prede talvolta molto più grosse di lui.

Ma forse, come è sempre stato negli uomini, il Falco è un essere volante, e tutto ciò che è in aria ha sempre affascinato l’animo umano. Quindi, il volo, il “coraggio” (se così si può dire per i falchi), l’abilità, la fisionomia, hanno portato questo animale a entrare nella mente dell’uomo, a diventare l’esempio della cavalleria e della nobiltà.

Quest’influenza sulle attività umane è innegabile, sia dal punto di vista sociale che politico.

FEDERICO__IILa figura alata dei rapaci è riuscita a tramutarsi in un’immensità di simbologie, stemmi e racconti.

è difficile riuscire ad immaginare cosa significasse nel XIII secolo la parola Falconeria. Si trattava di qualcosa estremamente radicato nella cultura di allora. Molto spesso, anzi, sempre, questa forte influenza è trascurata a livello scolastico e tra le persone in generale. L’unico accenno che, in alcuni licei, ancora si fa, è relativo a poche righe sul De Arte venandi cum avibus di Federico II di Svevia in alcuni testi di letteratura italiana.

Oggi la parola Falconeria è in alcuni casi addirittura sconosciuta. Certi chiedono persino “che cos’è. E’ incredibile osservare il “declino” che, in alcuni paesi, quest’Arte ha tristemente subito. Gradualmente è cambiata la mentalità, l’uomo ha scoperto nuovi simboli e occupazioni, nuovi passatempi e, pian piano, gli orgogliosi falconi sono stati sempre più messi da parte.

Addirittura, proprio nel nostro secolo, è successo qualcosa di assolutamente inconcepibile ed opposto a ciò che si verificava in epoca medievale. I Falchi sono stati difatti perseguitati volontariamente o involontariamente. Essi sono stati considerati “nocivi” in base a criteri assolutamente infondati e falsi, che erano e sono imperniati sull’ignoranza di alcune persone. Ancora oggi una vecchia tradizione venatoria è propensa a considerarli “animali nocivi” perché sottraggono e spaventano la selvaggina. Capirete benissimo che il termine “nocivo” è quanto di più complicato esista da definire. Nocivo a chi? Per chi? La questione è piuttosto relativa.

Oltre a questo, involontariamente, i rapaci hanno dovuto subire il massacro che ha comportato il DDT, pericolosissima molecola che comportava seri danni epatici e riproduttivi (come l’assottigliamento del guscio delle uova).

Ancora oggi, sullo stretto di Messina, ogni anno si deve porre molta attenzione ad una bizzarra tradizione che porta all’abbattimento dei Falchi pecchiaioli che lì transitano durante il periodo migratorio.

Come si sia arrivato a tanto non si sa. Il Falco, la simbologia del potere e del coraggio, si è tramutato in pochi secoli in un animale come altri e, per alcuni anni, in un animale addirittura in pericolo d’estinzione. Forse una mancanza di cultura, associata all’allontanamento dell’uomo dalla natura, ha portato a cambiare il modo di vedere questi stupendi animali.

Certo è che la Falconeria, per fortuna, è comunque riuscita a salvarsi. Sicuramente non raggiungerà mai più i livelli e le influenze del passato, e questo è normale, perché le cose cambiano, alcune altre prendono il sopravvento su quelle passate e tutto è giusto e naturale.

Oggi i Falchi, anche se in minor numero, continuano a volare. Probabilmente il vero ruolo dei Falconieri del 2000 è proprio quello di conservare questa tradizione che è nata nella notte dei tempi, mantenere elevato il rispetto per la Falconeria che, al giorno d’oggi, rischia d’essere messa a repentaglio. La Falconeria come fine a sé stessa e per il piacere del Falconiere, come anche scuola per importanti valori, e non come spettacolo e negazione di quella signorilità e simbologia cavalleresca di cui tanto era carica un tempo.

La Falconeria va conservata, ampliata e diffusa, correttamente e con i giusti e sani principi che caratterizzano la falconeria con la F maiuscola.

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Vedete… Il rapporto tra uomo e falco è qualcosa di indescrivibile. Adesso mi viene in mente un paragone, magari un po’ azzardato. L’uomo e il falco sono come due nemici in una delle tante battaglie medievali. Prendete le crociate e i due schieramenti, franco e turco. Tra loro c’erano tensioni, battaglie, conquiste, capitolazioni di castelli e fortezze… Ma spesso ci si rendeva conto che il motivo della battaglia era in fondo lo stesso da ambo le parti. In quelle terre si conobbero uomini che si odiavano e che, contemporaneamente, si rispettavano. In alcuni casi tutto questo divenne anche una solida alleanza.

Per esempio quando Zengi va ad assediare Damasco nel 1139, i damaschini resistono con vigore sotto il comando dell’anziano visir, il capitano Unur (Aynard nella sua forma francesizzata). Unur fa appello ai Franchi per la difesa della città. L’ambasciatore Usama viene inviato da re Folque e, tra loro, nascerà una solida ed importante alleanza che verrà poi danneggiata dagli stessi Franchi che arrivarono con la seconda crociata e dettero retta alla Mélisende, moglie dell’ormai deceduto re Foulque.

Si racconta quindi che Usama fece visita a re Foulque a San Giovanni d’Acri, il baluardo cristiano nelle terre d’Oriente. Qui si fermarono ad osservare un grande falco con tredici penne timoniere, di proprietà di un genovese che lo aveva addestrato per la caccia alle gru. Re Folque regalò questo falco ad Usama. Era un mezzo per confermare la loro alleanza, mezzo che oggi può apparire strano, ma che allora era di fondamentale valore.

Di conseguenza, uomo e falco sono due nemici, due caratteri troppo differenti per comprendersi fino in fondo. Tra l’uomo ed il falco c’è rispetto, anche se, a differenza dei cavalieri medievali, questo rispetto è manifestato solamente da parte dell’uomo. Il falco fa il suo interesse, è un animale molto “orgoglioso”, senza sentimenti o attaccamento al suo “padrone” (se di padrone si può parlare). Eppure è proprio per questo motivo che noi lo ammiriamo e continuiamo ad addestrarlo.

Forse è proprio questa diversità e questa voglia di conoscere che porta l’uomo e il falco ad avere un legame che dura da più millenni.

Probabilmente questo legame durerà ancora a lungo. Ma la cosa dipende solo dai Falconieri. Siamo come un’enorme collana distesa nel tempo, di cui noi non siamo che un anello che dovrebbe pensare a consentire il legame degli anelli che verranno dopo di noi. Tutto questo perché la Falconeria continui a volare nei cieli futuri.

 

Bibliografia essenziale

A. Arpa, Trattato di Falconeria.

René Grousset, La Storia delle Crociate, edizioni Piemme.

Federico II scienziato e padre della Falconeria in Italia

federicoPARLARE DI FEDERICO II (1194-1250) in un sito di Falconeria mi sembra doveroso: si tratta infatti dell’autore di un celeberrimo trattato sulla caccia con gli uccelli rapaci, il De arte venandi cum avibus, giunto fino a noi in due redazioni differenti (una di due libri e una di sei), certamente il punto più alto mai raggiunto da questo genere di letteratura.

Il paradosso, però, è solo apparente: lo stesso Federico II, nel proemio alla sua monumentale opera, dichiara senza mezzi termini che l’arte della falconeria “è subordinata alla scienza naturale, poiché fa conoscere le nature degli uccelli” (P. I 6) [La traduzione italiana è fatta sul testo latino edito in Trombetti Budriesi 2000].

La caccia, nel Medioevo, è uno dei territori principali, se non il principale, dove l’uomo può incontrare l’animale, incontrare nel senso di conoscere, e rispettare. La falconeria, in particolare, col suo contatto continuo e delicato, quasi intimo, con animali selvaggi come i rapaci, è per l’uomo medievale esercizio incessante dello sguardo sulla natura, luogo di conoscenza solidamente empirica sulla fauna.

Non a caso l’imperatore introduce i libri dedicati alla falconeria vera e propria – cattura e preparazione dei falchi, addestramento e caccia con il Girfalco, il Falco sacro e il Pellegrino – con un intero libro dedicato agli uccelli in generale, dove si parlerà “delle classificazioni generali degli uccelli, dei diversi spostamenti che compiono per procurarsi il cibo, dei differenti alimenti che consumano, delle migrazioni che fanno verso luoghi vicini e lontani, a causa del caldo o del freddo delle stagioni, della loro riproduzione, dei diversi organi e della loro utilità, della natura del piumaggio, del modo di volare, della capacità di attacco e difesa che hanno, della muta del piumaggio” (I 1).

Lo sguardo di Federico è quello dell’osservatore attento e scrupoloso che non ha niente da invidiare ai moderni ornitologi. Ecco come in pochi tratti descrive le caratteristiche fondamentali dell’aspetto dell’Airone guardabuoi (Bubulcus ibis) nel periodo riproduttivo: “E ci sono uccelli che mutano il colore del piumaggio al tempo dell’accoppiamento, e mutano aspetto in più parti del loro corpo, come gli airones bisi [il latino bisus corrisponde all’italiano bigio, oppure, meglio, al francese beige], le penne e le piume dei quali, durante il tempo dell’accoppiamento, si ricoprono come di un colorazione polverosa e beige, […], [e] al tempo dell’accoppiamento il loro becco e le loro zampe tengono a diventare rossi” (I 220).

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La notazione sul mutamento della colorazione di becco e zampe dell’Airone guardabuoi implica una grande esperienza e precisione. La descrizione del becco del Cormorano è un altro esempio appropriato per sottolineare le capacità di osservatore dell’imperatore: “Il genere dei cormorani ha un becco atto a facilitarli nella pesca. Infatti, hanno un becco alquanto lungo e arrotondato, curvo all’estremità, più appuntito di quello del pellicano, dotato di denti sopra e sotto; una membrana aderisce alla parte inferiore del becco, come nei pellicani, ma, in proporzione, non tanto grande come quella” (I 144).

La descrizione dell’aspetto degli uccelli chiamati mergi ci permette subito di identificare questa specie con gli svassi – in particolare molto probabilmente con lo Svasso maggiore (Podiceps cristatus): “Altri hanno piume sollevate sopra il capo, a destra e a sinistra, e, oltre a ciò, [hanno] piume pendenti da un lato e dall’altro della gola verso il collo, come certi svassi” (I 133).

L’imperatore coglie subito l’essenziale e, in tempi in cui non esistevano binocoli o cannocchiali, risaltano in maniera formidabile l’esperienza
e la confidenza col mondo degli uccelli. Senza queste caratteristiche l’imperatore avrebbe difficilmente potuto isolare tra le gru, e identificare, la Damigella di Numidia (Anthropoides virgo), lasciandone una descrizione degna di figurare in una moderna guida ornitologica (Paulus e van den Abeele 2000): “Altre [gru] sono più piccole, di color cenere sul dorso, hanno occhi rossi, le penne sulla nuca lunghe come gli aironi, sulla testa non sono di color rosso né sono prive di penne, ma hanno delle piume bianche alle ginocchia, sul petto sono nere e hanno delle piume sottili come peli, hanno voce rauca, nel resto del piumaggio invero e nella forma delle membra differiscono poco dalle [gru] maggiori” (IV 12).

federico_II_SveviaLo spirito di osservazione di Federico non si rivolge solo all’aspetto degli uccelli, la sua attenzione si indirizza anche ai principali comportamenti caratteristici di alcune specie. Nel caso degli svassi già citati, l’imperatore mostra di conoscere l’attività notturna di questi uccelli – “di notte escono e volano” per procurarsi il cibo (I 18) -, ne descrive il modo repentino di fuggire “immergendosi interamente sott’acqua” (I 284) – caratteristica questa, poco apprezzata dai cacciatori, tanto che nella zona del Lago Trasimeno il nome attribuito allo svasso è votaborzétte: le borzette svuotate sono naturalmente quelle che contengono la polvere da sparo utilizzata invano contro l’imprendibile uccello – e ne segnala la propensione all’erratismo locale (I 56).

L’imperatore si avvicina con altrettanta curiosità e amorosa pazienza alle stranezze e apparenti mostruosità della natura. Quando gli portano in dono una nidiata di un uccello chiamato praenus (forse si tratta della pispola, Anthus pratensis) si accorge che tra i pulcini ve ne è uno, orribile e deforme, che nell’aspetto quasi non somiglia nemmeno ad un uccello: bocca grande, privo di penne e molti lunghi peli sparsi sul capo che gli scendono sugli occhi e sul becco. Decide allora cum diligenti custodia, accuratamente, di nutrire di persona questi nidiacei, incuriosito da quel singolare pulcino. Risulterà naturalmente che si tratta di un giovane Cuculo. L’esperimento si trasforma subito in una lezione di metodo: ex quo, da questa esperienza – dichiara l’imperatore – si può ricavare, e dunque dimostrare, che il Cuculo non fa il nido ma depone le uova nei nidi altrui (I 93) (Paulus, van den Abeele 2000).

La voglia di conoscere di Federico II si spinge anche oltre, andando a indagare alcuni luoghi comuni estremamente diffusi nel Medioevo. Uno di questi, trasmesso dai bestiari, affermava che gli avvoltoi rintracciassero le carogne di cui si nutrono attraverso l’olfatto. Federico II decide di verificare questa notizia. Per prima cosa ordina che alcuni avvoltoi siano ciliati, cioè siano loro cucite le palpebre secondo il metodo usato dai falconieri per addestrare i loro rapaci. Così, momentaneamente accecati, ma con l’olfatto integro, come sottolinea correttamente Federico, alcuni individui vengono posti davanti a della carne, il risultato è che questi uccelli non riescono a sentirne l’odore e di conseguenza non riescono a nutrirsi, dunque ne deriva che questo genere di uccelli non si procura il cibo grazie all’odorato. Inoltre l’imperatore cerca la conferma del carattere charognard degli avvoltoi ponendo di fronte ad alcuni individui affamati un pollo vivo, e constatando che né lo catturano né lo uccidono (I 41).

Un’altra credenza diffusa nel Medioevo voleva che un tipo di oche dette bernecle – di colore bianco e nero, forse identificabili con l’Oca facciabianca, Branta leucopsis (Paulus, van den Abeele 2000) – nascessero, nel profondo nord, da vermi generati dalla putrefazione del legno delle navi naufragate. L’imperatore cercò a lungo (diuturnus inquisivimus) di trovare una conferma a queste voci, fino al punto di mandare degli inviati nelle plaghe settentrionali per farsi riportare alcuni pezzi di quel legno. Il legno che gli fu portato, però, aveva attaccato solo delle conchiglie “che i
n nessuna parte somigliavano nell’aspetto ad un’uccello”. La conclusione dell’imperatore sono perentorie “per ciò non crediamo a questa opinione, a meno che non avremo a questo riguardo una prova più convincente”. D’altronde, aggiunge Federico stesso, quasi a mitigare le sue stesse asserzioni, la credenza della nascita delle bernecle dal legno marcio è dovuta, probabilmente, al fatto che tali uccelli vivono in terre lontanissime, e non potendo gli uomini osservare direttamente i loro costumi, propongono le più disparate ipotesi (I 99).

L’onnivora curiosità dell’imperatore non può ignorare infine la struttura dei corpi di quelle perfette, aeree creature che sono gli uccelli; infatti, a lui possono essere attribuite varie scoperte: la struttura dei muscoli del volo, la differente struttura dello stomaco tra uccelli carnivori e granivori, l’assenza della vescica biliare in alcuni uccelli, la descrizione della trachea della gru, piuttosto particolare nell’ambito degli uccelli (Paulus e van den Abeele 2000). L’interesse per l’anatomia aviare, tradisce una volta di più, la volontà di Federico di indagare fino in fondo e spiegare – ma è soprattutto uno spiegarsi – le cause di certi comportamenti e attitudini. Il suono profondo, quasi di tromba, emesso dalla gru, viene chiarito grazie alla particolare struttura della trachea di questo uccello che forma una cassa di risonanza capace di amplificare il suono; la descrizione di quest’organo è precisa come in un moderno manuale di veterinaria (I 208).

Basta poi dare una veloce scorsa a come la materia del primo capitolo sia suddivisa meticolosamente, e siano presentate attività e caratteristiche fisiche degli uccelli, fornite ogni volta di uno o più esempi concreti (solo al colore del piumaggio sono dedicati otto paragrafi: I 119-126), per rendersi conto dell’attenzione dedicata nel De arte venandi ad ogni aspetto, fisico e comportamentistico, degli uccelli.

Le osservazioni di Federico II, pur nella loro eccellenza, non sono le uniche attestazioni ornitologiche medievali: le sculture magnifiche e levigate delle chiese romaniche, i riferimenti sparsi nella poesia e nella prosa – dove compare persino lo scricciolo (bederesc in provenzale) – certe bellissime miniature che ornano i messali., alluminati di uccelli di ogni sorta, spesso rappresentati con mirabile precisione, parlano dell’interesse del Medioevo per gli uccelli, presenze consuete e familiari come forse mai più in seguito.

Bibliografia

Paulus A., van den Abeele B. (2000), Frédéric II de Hohenstaufen, “L’art de chasser avec les oiseaux”. Le traité de fauconnerie “De arte venandi cum avibus”, traduit, introduit et annoté par Anne Paulus et Baudouin Van den Abeele, Nogent-le-Roi, J. Laget, 2000, pp.564 con figg. e tavv. n.t. e f.t. (Bibliotheca cynegetica, 1)
Trombetti Budriesi A.L. (2000), Federico II di Svevia, De arte venandi cum avibus. L’arte di cacciare con gli uccelli, Edizione e traduzione italiana del ms. lat. 717 della Biblioteca Universitaria di Bologna collazionato con il ms. Pal. Lat. 1071 della Biblioteca Apostolica Vaticana, a cura di Anna Laura Trombetti Budriesi, Roma-Bari, Laterza, 2000 (Collana di Fonti e Studi, 10)
Tratto da: http://www.ebnitalia.it

CITES

CONVENZIONE SUL COMMERCIO INTERNAZIONALE DELLE SPECIE DI FAUNA E FLORA SELVATICHE MINACCIATE DI ESTINZIONE

COS’E’ LA CITES?

La Convenzione di Washington sul commercio internazionale delle specie di fauna e flora minacciate di estinzione, denominata in sigla CITES, è nata dall’esigenza di controllare il commercio degli animali e delle piante (vivi, morti o parti e prodotti derivati), in quanto lo sfruttamento commerciale è, assieme alla distruzione degli ambienti naturali nei quali vivono, una delle principali cause dell’estinzione e rarefazione in natura di numerose specie. La CITES, che è compresa nelle attività del Programma delle Nazioni Unite per l’Ambiente (UNEP), è entrata in vigore in Italia nel 1980 ed è attualmente applicata da oltre 130 Stati. In Italia l’attuazione della Convenzione di Washington è affidata a diversi Ministeri: Ambiente, Finanze Commercio con l’Estero, ma la parte più importante è svolta dal Ministero delle Politiche Agricole, come prevede la legge, tramite il Servizio CITES, che cura la gestione amministrativa ai fini della certificazione e del controllo tecnico-specialistico per il rispetto della Convenzione. Il Servizio CITES del CFS è strutturato in un Centro di Coordinamento, presso la Direzione Generale in Roma, e in 40 Uffici periferici. Il Centro di Coordinamento ha le funzioni di assistenza operativa e di coordinamento delle attività degli Uffici periferici, di consulenza tecnico-scientifica, di emanazione di direttive, di rapporto con Enti e Organismi Internazionali. Gli Uffici periferici si differenziano in 24 Uffici territoriali, con funzione di rilascio certificati, accertamento infrazioni e controllo territoriale, e in 16 Nuclei Operativi presso le Dogane, con funzione di verifica merceologica, controllo documentale e verifica della movimentazione commerciale, nonché accertamento di illeciti.

IL SISTEMA DEI CONTROLLI

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Il Sistema dei controlli si fonda sull’accertamento della situazione biologica delle specie animali e vegetali, che può risultare di tre categorie:

a) specie gravemente minacciate di estinzione, iscritte all’Appendice I della Convenzione, per le quali è rigorosamente vietato il commercio;

b) specie iscritte all’Appendice II, il cui commercio è regolamentato per evitare sfruttamenti incompatibili con la loro sopravvivenza;

c) specie protette da singoli Stati, iscritte all’Appendice III, per regolamentare le esportazioni dai loro territori.

Ogni Stato può autorizzare, rilasciando appositi permessi o certificati, l’esportazione o la riesportazione degli esemplari, o dei loro prodotti derivati, purché in conformità alle disposizioni della Convenzione. Gli Stati di importazione possono autorizzare l’ingresso nei loro territori di questi esemplari per i quali è stato presentato un permesso od un certificato di riesportazione.

LE SANZIONI

In Italia dall’anno 1992 è in vigore una legge – la legge 7 febbraio 1992, n.150 – con la quale sono state indicate specifiche sanzioni alle violazioni delle disposizioni della Convenzione. In base a tale legge, è vietato importare, esportare o riesportare, trasportare, vendere, esporre o detenere esemplari vivi, morti, nonché loro parti e prodotti derivati dalle specie iscritte all’appendice I. Inoltre sono vietate le importazioni, le esportazioni o le riesportazioni, la vendita ed il trasporto degli esemplari e dei prodotti derivati da specie iscritte all’Appendice II e III che siano sprovviste di regolari permessi. La legge 150/92 configura la inosservanza dei sopraelencati divieti come reati e li penalizza con l’arresto o l’ammenda e, sempre, con la confisca degli esemplari, che come già detto, comprendono anche i prodotti derivati. Per i soli oggetti che siano effetti personali sono previste specifiche deroghe e diverse sanzioni.

LE SPECIE MINACCIATE DI ESTINZIONE

Sono iscritte all’Appendice I della Convenzione e la loro utilizzazione può essere consentita solo per circostanze eccezionali (ricerca scientifica ecc.). Si tratta di un elenco di circa 1000 specie animali e vegetali. Tra queste specie si trovano: tutte le scimmie antropomorfe (orango, scimpanzé e gorilla), i lemuri, il panda, alcune scimmie sudamericane, i mammiferi marini, il lupo indiano, alcuni orsi, le lontre, il giaguaro, la tigre, il leopardo, l’ocelot, gli elefanti, qualche zebra, i rinoceronti, la cicogna, alcuni cervi, lo struzzo nordafricano, alcune specie di fenicotteri, i rapaci diurni e notturni, molte specie di pappagalli (soprattutto le are e le amazzoni), le tartarughe marine, alcune testuggini di terra, alcune specie di alligatori e coccodrilli, alcuni varani asiatici, la salamandra gigante, il pitone indiano, la vipera dell’orsini, lo storione comune, certe conchiglie, alcune farfalle (papilionidi), le orchidee ed i cactus selvatici alcune specie di aloe.

LE SPECIE SOGGETTE A CONTROLLO E REGOLAMENTAZIONE

Sono le specie iscritte all’Appendice II e III, il cui commercio deve essere compatibile con la loro sopravvivenza in natura.cites 53 L’elenco comprende oltre 3.000 specie, delle quali le più comuni sono: tutte le specie, che non risultino all’Appendice I di scimmie, lupi, orsi, lontre, felini, rapaci diurni e notturni, zebre, pecari, ippopotami, guanachi, alcune specie di cervi ed antilopi, nandù, fenicotteri, gru, pappagalli, buceri, tucani, colibrì, tartarughe di terra, alligatori, caimani, coccodrilli, gechi, camaleonti, iguane, cordilidi, tegu, elodermi, varani, boidi, cobra, salamandre, storioni, farfalle della specie ornitottere, sanguisughe, conchiglie tridacne, coralli madreporari a forma complessa, alcune palme, cactus, felci arboree, cicas, euforbie, aloe, orchidee, ciclamini. Nel corso di ogni Conferenza degli Stati aderenti alla Convenzione, si provvede agli aggiornamenti delle liste degli Appendici I, II e III e alla revisione del sistema di regolamentazione. La CITES non esclude che alcuni Stati possano adottare misure di protezione più rigorose per la protezione delle specie tutelate dalla Convenzione o anche di altre.

LA CITES NELLA FALCONERIA

esempio_citesQui di seguito sono riportati alcuni stralci di articoli particolarmente importanti per noi Falconieri:

Art. 1 – Chiunque importa, esporta o riesporta, sotto qualsiasi regime doganale, vende, espone per la vendita, detiene per la vendita , offre in vendita, trasporta, anche per conto terzi, o comunque detiene esemplari di specie indicate nell’allegato A, appendice I, e nell’allegato C, parte 1, è punito con le seguenti sanzioni:
– arresto da tre mesi a un anno o ammenda da 15 a 200 milioni;
– in caso di recidiva, arresto da tre mesi a due anni o ammenda da 15 milioni a sei volte il valore degli animali, piante, loro parti o prodotti derivati oggetto della violazione.

Art. 2 – Chiunque importa, esporta o riesporta, sotto qualsiasi regime doganale, vende, espone per la vendita, detiene per la vendita , offre in vendita, trasporta, anche per conto terzi, o comunque detiene esemplari di specie indicate nell’allegato A, appendici II e III – escluse quelle inserite nell’allegato C, parte 1 – e nell’allegato C, parte 2, è punito con le seguenti sanzioni:
– ammenda da 20 a 200 milioni;
– in caso di recidiva, arresto da tre mesi a un anno o ammenda da 20 milioni a quattro volte il valore degli animali, piante, loro parti o prodotti derivati oggetto della violazione. (In entrambi gli articoli si intende chiaramente senza regolare documentazione CITES.)

Art. 4 – In caso di violazione dei divieti di cui agli articoli 1 e 2 è disposta la confisca degli esemplari vivi o morti degli animali selvatici o delle piante ovvero delle loro parti o prodotti derivati. Nel caso di esemplari vivi è disposto il loro rinvio allo Stato esportatore, a spese del detentore, o l’affidamento a strutture pubbliche o private in grado di curarne il mantenimento a scopi didattici e la sopravvivenza. Nel caso di esemplari morti, loro parti o prodotti derivati, il Servizio certificazione CITES del Corpo Forestale dello Stato ne assicura la conservazione a fini didattico-scientifici e, ove necessario, provvede alla loro distruzione.

Art. 5 – Comma 2 – E’ fatto obbligo a coloro che detengono esemplari vivi degli animali selvatici e delle piante di cui all’art. 1 di comunicare le variazioni del luogo di custodia degli esemplari stessi al più vicino ufficio del Corpo forestale dello Stato.

Art. 5 – Comma 3 – E’ fatto obbligo, all’atto dell’importazione o della riesportazione degli esemplari di cui all’art. 2 di far apporre dal più vicino ufficio del Corpo forestale dello Stato i necessari visti sulle licenze di importazione ed esportazione.

Art. 8-bis – Tutte le nascite o riproduzioni in cattività degli esemplari appartenenti a specie incluse nell’allegato A, appendici I e II, nonché nell’allegato C, parte 1 e 2, devono essere denunciate entro 10 giorni dall’evento, al Ministero dell’agricoltura e delle foreste – Direzione generale per l’economia montana e foreste – Servizio Certificazione CITES, il quale ha facoltà di verificare presso il denunciante l’esistenza dei genitori e si può avvalere di analisi genetiche per stabilire il grado di parentela fra i presunti genitori e la prole. Per tali esemplari, il predetto servizio rilascerà al denunciante un certificato conforme al regolamento CEE.

In Italia si possono detenere regolarmente SOLAMENTE rapaci nati in cattività da almeno 2 generazioni (F2).

Esigete quindi TUTTA la documentazione dal vostro allevatore o dal vostro venditore.

Controllate SEMPRE che il rapace abbia al tarso un anello INAMOVIBILE con un numero UGUALE al numero riportato sul documento.

http://www.corpoforestale.it/WAI/serviziattivita/CITES/index.html

Sanzioni penali per il cacciatore

Legge 11 Febbraio 1992, n. 157
Art. 30 – Sanzioni penali
prigione

 

Sanzione riguardanti la mancanza o irregolarità dei documenti

Descrizione Sanzionesoldi Sequestro Competenza

Esercizio di caccia senza licenza (mai conseguita o revocata) ovvero porto d’armi e licenza scaduti (applicare anche le sanzioni per la mancata effettuazione dei versamenti di concessione governativa, regionale e stipula di assicurazione).

€ 308
recidiva
€ 516

arresto
da 18 mesi
a 3 anni

Armi
Fauna
Penale

Esercizio di caccia senza aver provveduto al versamento del contributo annuo per l’accesso all’A.T.C.

€ 308
recidiva
€ 516
Fauna Provincia
Esercizio di caccia senza aver stipulato la polizza di assicurazione per la responsabilità civile verso terzi o con polizza scaduta o con massimali inferiori € 206
recidiva
€ 412
sosp licenza
per 1 anno
Fauna Provincia
Esercizio di caccia senza aver effettuato il versamento delle tasse di concessione governativa o regionale € 308
recidiva
€ 516
fauna Provincia,
Agenzie
delle Entrate
Esercizio di caccia senza aver conseguito il tesserino regionale, quindi non potervi iscrivere le indicazioni prescritte € 226 Fauna Provincia
Mancata effettuazione delle prescritte annotazioni sul tesserino regionale:  giornata venatoria , ATC, mobilità
capi abbattuti ecc
€ 154 Provincia
Superamento del carniere complessivo per ogni giornata di caccia € 206
recidiva
€ 412 e
sosp licenza
per 1 anno
Fauna in + Provincia
Esercizio di caccia oltre i tre giorni
consentiti settimanalmente
€ 206
recidiva
€ 412 e
sosp licenza
per 1 anno
Fauna Provincia
Uso di penna non indelebile per le annotazioni previste sul tesserino regionale. € 102 Provincia
Esercizio di caccia senza osservare la prescrizione emanata nel pubblico interesse dall’Autorità di Pubblica
Sicurezza di obbligo di lenti riportato sul libretto di porto di fucile
Arresto fino a 3
mesi o ammenda
fino a
€ 206.58 
Penale

 

Sanzione riguardanti infrazioni del calendario venatorio,
ATC, tempi e modalità di caccia

Descrizione Sanzionesoldi Sequestro Competenza
Esercizio di caccia in periodo di divieto generale intercorrente tra la data di chiusura e la data di apertura per ogni singola specie prevista arresto da 3 mesi a 1 anno o ammenda
da € 929.63 a
€ 2582.28
recidiva sosp.
licenza
da 1 a 3 anni
ulteriore recidiva
sosp. definitiva
licenza
Armi e
Fauna
Penale
Esercizio di caccia nei giorni di Silenzio venatorio (martedì e venerdì dalle 0 alle 24) arresto fino a 3
mesi o ammenda
fino a € 516.46
recidiva
sosp. licenza da
1 a 3 anni
Armi e Fauna Penale
Esercizio di caccia oltre i tre giorni consentiti settimanalmente € 206
recidiva
€ 412
e sosp. Lic. 1 anno
Fauna Provincia
Esercizio di caccia in ATC senza iscrizione o senza aver pagato la relativa quota. € 308
recidiva
€ 516
sosp. Lic 1 anno
ulteriore recidiva
€ 722
sosp lic.1 anno
Fauna Provincia
Esercizio di caccia in ATC senza iscrizione avvenuta mediante sconfinamento da quello autorizzato € 205.34 Fauna Provincia
Esercizio di caccia fuori dagli orari consentiti € 206
recidiva
€ 412 e
sosp lic. per 1 anno
Fauna Provincia
Esercizio di caccia vagante nel periodo in cui la caccia si svolge solo da appostamento fisso o temporaneo € 102 Fauna Provincia
Abbattere, catturare, detenere specie cacciabili e nei periodi non previste dal Calendario Venatorio regionale € 206
recidiva
€ 412
sosp. Lic 1 anno
Fauna Provincia
Abbattere, catturare, detenere specie cacciabili e nei periodi previsti dal calendario regionale ma non previsti dal Calendario Venatorio Provinciale € 102 Fauna Provincia
Esercizio di caccia in battuta alla lepre con un numero superiore a sette partecipanti € 206
recidiva
€ 412
sosp.Lic. 1 anno
Fauna Provincia
Addestramento e allenamento dei cani in violazione agli orari e ai periodi stabiliti dalla € 102 Provincia
Esercizio di caccia in forma diversa da quella prescelta € 412
sosp. Lic.1 anno
recidiva
sosp. Lic. 3 anni
Fauna Provincia
Esercizio di caccia a rastrello in più di tre persone € 206
recidiva
€ 412
sosp.lic. 1 anno 
Fauna Provincia

Sanzione riguardanti le specie e Aree Protette

Descrizione Sanzionesoldi Sequestro Competenza
Abbattere, catturare, detenere mammiferi o uccelli particolarmente protetti(vedi sotto) arresto da 2 a 8
mesi o ammenda
da € 774.69 a
€ 2065.83
sosp. lic.
da 1 a 3 anni
Armi e
Fauna
Penale

Specie Particolarmente Protette
MAMMIFERI:

Lupo ; sciacallo dorato; orso; Martora ; Puzzola ; Lontra ; Gatto selvatico ; Lince ; Foca monaca; tutte le specie di cetacei; Camoscio d’Abruzzo; Cervo sardo
UCCELLI:
Marangone minore ; Marangone dal ciuffo ; tutte le specie di pellicani ; Tarabuso ; tutte le specie di cicogne ; Spatola ; Mignattaio ; Fenicottero ; Cigno reale ; Cigno selvatico ; Volpoca ; Fistione turco ; Gobbo rugginoso ; tutte le specie di rapaci diurni ; Pollo sultano; Otarda; Gallina prataiola; Gru ; Piviere tortolino ; Avocetta ; Cavaliere d’Italia ; Occhione ; Pernice di mare ; Gabbiano corso ; Gabbiano corallino ; Gabbiano roseo ; Sterna zampenere ; Sterna maggiore ; tutte le specie di rapaci notturni ; Ghiandaia marina ; tutte le specie di picchi ; Gracchio corallino .

Abbattere catturare detenere specie di mammiferi o uccelli nei cui confronti la caccia non è consentita ammenda fino a
€ 1549.37
recidiva
sosp lic da
1 a 3 anni
Armi e
Fauna
Penale
Esercitare la caccia nei Parchi nazionali, nei Parchi naturali regionali e nelle Riserve naturali arresto fino a 6
mesi e ammenda
da € 464.82 a € 1549.37 sosp. Lice 1-3 anni ulteriore recidiva
revoca lic.
arresto fino ad 1
anno e ammenda
da € 103.29 a € 25822
recidiva:
le sanzioni sono
raddoppiate
Armi e
Fauna
Penale
Esercizio di caccia nei giardini, Parchi ad uso pubblico e Privati, parchi storici ed archeologici e nelle aree interessate da impianti sportivi. all’interno di proprietà demaniali regionali € 206
recidiva
€ 516
Fauna Provincia
Disturbo della fauna selvatica nelle oasi di protezione € 102 Provincia
Addestramento e allenamento dei
cani nelle Oasi di Protezione.
€ 102 Provincia

Porto D’armi uso caccia

fucile standard1

Gli aspiranti Falconieri, per ottenere la licenza di porto di fucile per uso caccia e quindi la licenza di caccia che vi permetterà di cacciare con il vostro falco, devono conseguire l’ abilitazione all’esercizio venatorio.

Gli esami di abilitazione, in particolare, riguardano le nozioni sulle seguenti materie:

-Legislazione venatoria

-Zoologia applicata alla caccia

-Tutela dela natura e principi di salvaguardia delle produzionoi agricole

-Armi e munizioni da caccia

-Regole e comportamenti del cacciatore

-Norme di pronto soccorso

-Cinofilia

Per essere ammesso all’esame, l’aspirante falconiere deve presentare domanda in carta bollata al Presidente della Commissione d’esame provinciale competente, allegando i seguenti documenti:

-Certificato medico di idoneità fisica all’esercizio venatorio in bollo rilasciato da un medico militare o dalla Usl

-Ricevute di versamento a favore della Provincia competente

-Certificato di residenza

L’esame sarà prima scritto e poi orale con una prova pratica di montaggio – smontaggio di un’arma da caccia.

Se verrete ritenuti idonei, la Provincia vi rilascerà il foglio di Abilitazione all’Esercizio venatorio con il quale potrete richiedere il porto di fucile al vostro commissariato di polizia di zona.

Dovrete presentare al commissariato i seguenti documenti:

-Domanda in carta da bollo

-2 fototessere

-Ricevute dei versamenti

-Certificato di Abilitazione all’esercizio venatorio

-Congedo militare

-Certificato medico

Prima di comprare un rapace

 
JAPGOS6

Se avete l’intenzione di acquistare un rapace, spero che sia per utilizzarlo per la caccia, se così non fosse, mi permetto di darvi comunque qualche dritta.

Assicuratevi di comprare esclusivamente animali provvisti di anello inamovibile alla zampa che ne garantisca la nascita in cattività. L’anello deve essere chiuso, senza giunti, provvisto di un numero progressivo.  All’anello viene associato un “documento di identità del rapace” chiamato documento CITES che riporta tutti i dati dell’animale: specie, sesso, stesso numero che trovate sull’ anello, i dati dell’allevatore, e il timbro dell’ufficio che lo ha emanato. La fotocopia del documento va portata sempre con se quando si trasporta l’animale in caso di una verifica da parte delle autorità competenti.

Per fare le cose fatte per bene, occorre SEMPRE anche un foglio di cessione (se comprate il rapace da un altro privato o se comprate un animale in seconda appendice come ad esempio falchi di harris)

Il foglio di cessione è in pratica una scrittura privata in cui si dice che “Tizio” ha comprato il falco da “Caio”. Sarebbe corretto anche che “Caio”fornisse all’acquirente anche il foglio di cessione che aveva già in suo possesso. Questo serve per avere chiaro in caso di controllo gli eventuali passaggi di propietà che ha avuto l’animale.

Come dicevo sopra, i falchi di harris essendo in seconda appendice, non hanno bisogno di CITES poichè non appartengono alla lista degli animali in pericolo di estinzione. Hanno però SEMPRE bisogno che abbiano l’anello o il microchip e la dichiarazione di nascita in cattività dell’allevatore e del foglio di cessione se lo comprate da un privato.

ESIGETE TUTTI I DOCUMENTI come è nel Vostro diritto per non avere problemi in futuro con la legge e per vivere sereni in compagnia del vostro rapace.

Verificate tramite il servizio sveterinario comunale che non vi siano particolari esigenze per la detenzione di rapaci in cattività.

Ovviamente prima dell’arrivo del rapace a casa vi sarete ben documentati sulle esigenze alimetari, biologiche e avrete anche preparato la voliera che lo ospiterà.

Per detenere un rapace, non serve il porto d’armi, serve invece se volete cacciare col falco.

Perchè dovrei avere il porto d’armi per cacciare col falco? mica è un’arma!

Infatti non lo è ma la legge nazionale sulla caccia, la 157/92 indica il falco come mezzo di caccia insieme al fucile e all’arco quindi, se volete cacciare col falco vi serve la licenza di caccia, sostenere esattamente gli stessi esami e pagare le stesse tasse.

Superato l’esame di abilitazione, otterrete un foglio di carta sul quale si evidenzia che avete sostenuto tutte le prove di esame, sritte e orali, che sapete maneggiare un’arma. Consegnando il documento in questura, pagando marche da bollo e versamento su cc/ postale, richiederete il porto d’armi uso caccia.

Arrivato il porto d’armi, potrete finalmente pagare le tasse per il porto d’armi, la tassa di concessione regionale, l’assicurazione ed ottenere il libretto o tesserino venatorio per iniziare finalmente a cacciare col falco! Facile no? 🙂

Buona Fortuna,

Federico Lavanche

Veterinari aviari

vet

IL TUO VETERINARIO AVIAREanestesia falco

PER REGIONE!

per essere inserito o per delle variazioni, lavanche[at]tiscali[dot]it

 

LOMBARDIA

PECCATI Claudio
Specialista in tecnologia e patologia aviare
Via Ravasi 23
21100 Varese (VA)
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Clinica Veterinaria Valcurone
Via Kennedy snc
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TIMOSSI Linda
Clinica Veterinaria Valcurone
Via Kennedy snc
23873 Missaglia (LC)
039.9279338
348-8751175
Nota : riceve anche in Via Borsieri 32, Como (su appuntamento)

GRANATA Roberto
Via Gramsci 45
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02-98081636
vet.gagg@tiscali.it

RE Luca
Ambulatorio veterinario Santa Rita
via A. Binda 33
20143 Milano (MI)
02.39661903
drlucas(at)libero.it

RIPAMONTI Roberto
Medico Veterinario
Clinica veterinaria Galilei
Via G. Galilei 2
20068 Peschiera Borromeo (MI)
02.55302644
338.6469346
clinicavet.galilei@libero.it

RIPEPI Paolo
Medico Veterinario
c/o Clinica veterinaria Nord Milano
ambulatorio di Muggiò – sez. animali esotici
viale della Repubblica 9
20053 Muggiò (MB)
039.794823

TIRLONI Elena
Ambulatorio Veterinario Associato Di
D.ssa Manfredini S. E D.ssa Tirloni E.
Via Roma, 63
24048 Treviolo (BG)
035.201114 – 3332767871

GHELFI Elena
Clinica Veterinaria città di Pavia
Viale Cremona, 179
27100 Pavia (PV)
0382.571510

VISIGALLI Giuseppe
Clinica Veterinaria Liana Blu
Via Crispi Francesco, 14
20814 Varedo (MB)
0362.544020 – 3472471285
clivetlianablu@yahoo.com

PIEMONTE

 

BIELLI Mattia
Ambulatorio Veterinario
Viale Buonarroti Michelangelo, 20/A
28100 Novara (NO)
0321.624480
03356687471
mtbielli@tin.it oppure presso
Centro di referenza veterinario
Corso Francia 19
10138 Torino (TO)
011-7650570
mattia.bielli@vierreci.it

SILVETTI Sergio DMV
via per Armeno n°1
28010 Miasino (NO)
340.1441276

GOCC Marietta Marzia
10134 Torino (TO)
Visite domiciliari in Torino con reperibilità 24h su 24
333.9106713

VERRA Marco
Largo Iv Novembre, 13
12012 Boves (CN)
0171.389994
348.7938981

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14100 Asti (AT)
3388378976
ales.viale@tiscali.it

VALPREDA Enzo
Via Gozzano 5°
14100 Asti
0141216887

LIGURIA

PALESTRA Luca
studio Veterinario Marino
Via Vesuvio, 31/R
16134 Genova (GE)
010.2424899

VERDINA Melania
Studio Veterinario
Via delle Cave 144I
19100 La Spezia (SP)
338 3656333
lostris1@supereva.it

FRIULI

 ZUCCA Paolo
Università di Trieste
Via Severo Fabio, 140
34127 Trieste (TS)
0405587103 – fax 0405587104
zucca@univ.trieste.it

VENETO

VIANELLI Massimo (è anche Falconiere)
Ambulatorio Veterinario

Isola Saloni, 36

30015, Chioggia (Ve)

041404140

MARTINI MARCO (è anche Falconiere)

Ambulatorio Veterinario San Carlo

Via Giuseppe Verdi 21

31027 Spresiano (Tv)

scott30@libero.it
info@sancarlovet.it

Tel. e segreteria 0422-880956 
Cell.: 3288339641 3470974268

CONZO Gino

Solo su appuntamento a Verona

3291661573

gino.conzo@fastwebnet.it

BELLESE Alessandro
Ambulatorio Veterinario
Via Buonarotti, 38/A/B
30038 Spinea (VE)
0415412007 – 041952847
ambuvetspinea@libero.it

MENENGHIN Ketti
Ambulatorio veterinario “San Giorgio”
Vilaggio della Cooperazione 20
30020 Marcon (Ve)
Tel e fax:041 5951668
347 1856910

AVANZI Marta
Ambulatorio Veterinario Associato
Dr.Avanzi – Dr. Mori
Via S. Pio X, 154
31033 Castelfranco Veneto (TV)
041 5952256 – 042 3722094

BENINI Fabrizio
Ambulatorio Veterinario Biban
Via Iv Novembre, 13
31030 Biban di Carbonera (TV)
0422.445022 02700431175
exoticben@libero.it

BEDIN Marco
Clinica Veterinaria Euganea
Via Tiziano, 6
35043 Monselice (PD)
0429 / 789809
338 / 4009259
dott.bedin@libero.it

Diego Cattarossi
Ambulatorio veterinario”Casale sul Sile”
Via G. Marconi 48/C 31032
Casale sul Sile (TV)
Tel e Fax 0422 820468
cell.347933450
sito internet: http://www.diegocattarossi.com
visita anche a Jesolo presso l’ ambulatorio del Dr. Tasinato tel. 0421 350609

EMILIA ROMAGNA

SANTUNIONE GRANDI Franco
Via Cornadura, 11
41058 Vignola (MO)
059.773226

ZAMBONI Livia
Ambulatorio Veterinario Associato
Dr.ssa L. Zamboni E Dr.ssa M. Carretta
Via Mazzini Giuseppe, 6
40024 Castel San Pietro Terme (BO)
051.948094

BEDIN Marco
Ospedale veterinario “I Portoni Rossi” ”
via Roma
40069 Zola Predosa (BO)
Visite specialistiche su appuntamento:
338 4009259
Segreteria Osp. Vet. : 051755233

BERTONI Pierfrancesco
Veterinary Health Center
Via Don Sturzo 14
42042 Fabbrico (RE)
fax 0522.665295
335.6114033

NARDINI Giordano, DMV
Exotic Veterinary Team
Ambulatiorio Cavina-Nardini
P.zza Sassatelli 28
41057 Spilamberto (MO)
fax 059.783272
329.4271591 (24h)
http://www.ambulatorioveterinario.net
oppure presso
Clinica Veterinaria dell’Orologio
40037 Sasso Marconi (BO)
visita il giovedì mattina su appuntamento
0516.751232

TONELLI Alberto
Effettua visite domiciliari (anche negli allevamenti)
Collabora con numerosi Ambulatori e Cliniche di Bologna e Provincia.
Membro della Association of Avian veterinarians
Dottore di Ricerca In patologia dei volatili del coniglio e della selvaggina
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Tel. 051 333962 – 051 581917

Katiuscia Cavallin
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E-mail: katiuscia.cavallin@gmail.com.

TOSCANA

ARUS Alberto
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Clinica veterinaria 24H
via Martiri di Liggieri, 10H
55060 San Michele in Escheto (LU)
0583.370500

BRUNETTI Leonardo
Clinica Veterinaria Dott. Leonardo Brunetti
E Maria Cristina Stroscio
Ambulatorio Veterinario
Via Bonellina, 242
51100 Pistoia (PT)
0573.382344
leonbru@clivet.191.it

TENTI Gabriele
Medico Veterinario
50137 Firenze
055/8728056

STOCCHI Luca

Ambulatorio veterinario “La Fenice”

Via Giuseppe chiarini, 69/A , Arezzo

0575/907911

lucastocchidot@libero.it

MARCHE

 

BEDIN Marco (è anche Falconiere)

Ambulatorio Veterinario Associato

Dr. A. Colombo Dr. T. Cristalli

Via Aldo Moro, 20

60044 Fabriano (AN)

0732.629465

334.3347620

dott.bedin@libero.it

MARIANI Massimo
Ambulatorio Veterinario
C.da San Francesco, 14
62029 RECANATI -MC-
tel. 071.7571434
e-mail: mariani.vet@tiscali.it

Marata Andrea
Ambulatorio veterinario “Animal Salus”
Medicina e chirurgia di animali esotici
Via Carducci 32, 62015 Monte San Giusto (MC)
Cell. 3394170948, Tel. 0733 539131
andreamarata@libero.it

LAZIO

Lo Monaco Roberto (è anche Falconiere)

Studio Veterinario

Via Settimio Severo, 12

00145 Roma (RM)

06.5430608

MARCHETTI Gianluca
Clinica Veterinaria Borghesiana
Via di Vermicino 96 Roma
062070648
3472909036
GIANLU-MARCHETTI@libero.it

COLLARILE Tommaso
CVS Centro Veterinario Specialistico
Clinica per Animali Esotici
Via Sandro Giovannini 53
00137 Roma (RM)
068273512
3491823727
tomtokio@tiscali.it

MELILLO Alessandro
Veterinaria Clinica Omniavet
Piazza Omiccioli, 5
00125 Roma (RM)
06.52453374
birdalex@tiscali.it

ZONETTI Stefano
Zoospedale Flaminio Srl
Clinica veterinaria
Via Bomarzo, 36
00191 Roma (RM)
06.3330186 • 06.3333208 • 06.3336110

SPAGOCCI Federico
Ass. Veterinaria la fenice
Via dei Meli 10b
00172 Roma (RM)
06.97618558
3282481730
ORARI 9:30 – 18.00 (preferibilmente su appuntamento)
La_Fenice@Fastwebnet.it

PELICELLA Fabio
Via Latina 96
Colleferro (RM)
Tel. 06-9701558
pelicella@libero.it

Pietro d’Amico
Ambulatorio Veterinario
via G. Verdi, 23
Aprilia (LT)
tel. 06/9283535
cell. 339/4305499
mail: damicopietro@msn.com

CAMPANIA

 

D’OVIDIO Dario

Via C. Colombo 118
Arzano (NA)

tel: 333-2380533 – 349-6068826

mail: dariodovidio@yahoo.it

CONZO Gino
Via Morghen Raffaele, 187
0129 Napoli (NA)
3291661573
ginoconz@tin.it

BORRELLI Dr. Domenico
Via Argine, 831
Napoli (NA)
3398327828
gloster69@jumpy.it

PUGLIA

 

JEMMETT Laurence Patrick
Ambulatorio Veterinario
Via Garruba Michele, 52
70122 Bari (BA)
080.5219822

TULLIO Daniele
Via Deledda Grazia, 32
70010 Casamassima (BA)
080.676050
3496734133
dantull@tin.it

FONTANA Patrizio Raffaele
studio Medico Veterinario
Via Uggiano Montefusco, 6
74024 Manduria (TA)
099.9713951
3333227571
eleveter@virgilio.it

LARICCHIUTA Piero
Centro Veterinario Einaudi (BA) / Zoo Safari Fasano
Via Colajanni Napoleone 23/A
70125 Bari (BA)
0805018674

SICILIA

COCI Giuseppe
Via Parco Cristallo 30
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MELIDONE Raffaele
tel. 347.8880083 – Palermo
e-mail: modano@inwind.it

CENTRO VETERINARIO TRINACRIA
srl – 90145 Palermo (PA) – 36, v. Torricelli
tel: 091 6830040, 333 8052055

CATTANEO Valeria
riceve su appuntamento a Messina e a Siracusa
Cell. 3474765782

PUMINIA Ignazio
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VAL D’AOSTA

TRENTINO

 

 

UMBRIA

ABRUZZO

 

MOLISE

BASILICATA

 

CALARBIA

SARDEGNA

 

Cavallo Mauro (è anche Falconiere)

Ambulatorio Veterinario

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Cura delle unghie nei rapaci

Problemi con le unghie dei Rapaci
Cosa succede se disgraziatamente l’unghia del falco si rompe?
Si ringrazia il Dott. Roberto Granata
zampartiglio

Artigli e Becco

Molti rapaci in cattività presentano un crescita eccessiva di unghie e becco. Occorre quindi procedere all’accorciamento per prevenire possibili danni all’animale.

Le unghie troppo lunghe possono causare deambulazione . Inoltre possono perforare la superficie plantare del piede facendo insorgere un ascesso.

L’unghia può essere accorciata utilizzando un tronchesino avendo cura di osservare controluce, dove arrivano i vasi sanguigni in essa contenuta in modo da evitarne un’emorragia.

tagliounghie

Il becco molto lungo invece può andare incontro a fratture o difficoltà nell’alimentazione del . E’ da tenere presente che la forma e la lunghezza del becco possono variare molto nelle diverse specie.

Lo strato in eccesso può essere asportato con una limetta per le unghie, un tronchesino od un minitrapano con fresa circolare rotante. Anche in questo caso è  bene fare attenzione a fin dove arrivano i tessuti vascolarizzati e innervati, in quanto una lesione di questa entità potrebbe risultare molto dolorosa e impedirne l’alimentazione o portare a problemi di ricrescita del becco. Se alimenteremo i nostri rapaci con cibi come teste di pollo o ali di pollo, il pappagallo ha la possibilità di strofinarsi il becco e di limarselo naturalmente. Di conseguenza non dovrebbero sorgere problemi circa la sua eccessiva crescita.

POSSIBILI CAUSE DELL’ALLUNGAMENTO DEL BECCO:

  • Malattie epatiche

  • PBFD

  • Malnutrizione

  • Diete iperproteiche

Per le persone inesperte o se è la prima volta, consigliamo di rivolgersi al veterinario, in quanto se tagliamo troppo in profondità, rischiamo di recidere il capillare rischiando di provocare un’emorragia.

Sintomi negli uccelli

Malattie e sintomi

falco malato

ALCUNI SINTOMI E I RISPETTIVI STATI PATOLOGICI NEGLI UCCELLI

QUADRO SINTOMATOLOGICO RIEPILOGATIVO

SINTOMI

STATI PATOLOGICI
Ali e coda cadenti o abbassantisi ritmicamente Streptococcosi, Tifosi, Osteo-artrite, Polmonite, Verminosi del tubo digerente
Addome sporgente e globuloso Ptosi addominale
Anemia Leucosi. Plasmodiosi, Piroplasmosi, Streptotricosi, Pseudomoniasi
Apertura ritmica del becco Bronchite infettiva
Arrossamento dei margini delle palpebre Bleferite
Arti deboli claudicanti Listeriosi, Osteo-artrite, Artrite, Gotta, Reumatismi, Insufficienza cardiaca, Capogiro
Articolazioni gonfie, dolenti Artrite, Osteo-artrite, Reumatismi, Gotta, Stafilococcosi
Barcollamento Colera, Colibacillosi, Intossicazione, Pasteurellosi, Setticemia, Stafilococcosi, Encefalomielite, Ornitosi-Psittacosi, Male di Pacheco
Bava sanguigna Tic dei canarini
Becco e zampe scoloriti Anemia, Emoproteosi, Pseudomoniasi
Becco socchiuso Asma, Acarisi respiratoria, Aspit, Influenza, Streptococcosi, Vermi della trachea
Capo spostato lateralmente, collo torto Capogiro, Infiammazione dell’orecchio, Listeriosi, Botulismo
Catarro Bronchite, Aspergillosi, Influenza
Cloaca incrostata di feci Colibacillosi, Salmonellosi
Convulsioni Epilessia, Insufficienza cardiaca, Ornitosi-Psittacosi, Male di Pacheco Peste aviaria, Uremia
Cresta e bargigli bluastri, cianotici Istomoniasi, Monocitosi
Diarrea Dissenteria, Colera, Colibacillosi, Verminosi del tubo digerente, Tifosi, Salmonellosi, Pseudomoniasi, Peste, Tubercolosi, Stomatite, Nefrite, Tigna, Osteo-artrite, Necrosi, Enterite, Aspergillosi, Listeriosi, Leucosi, Leucocitozoosi, Piroplasmosi, Rouget, Spiropterosi, Pseudopeste, Avvelenamenti, Botulismo, Brucellosi, Candidosi, Mal rossino, Ornitosi-Psittacosi, Male di Pacheco, Spirochetosi, Toxoplasmosi
Diarrea acquosa, fetida, biancastra, giallastra, verdastra, emorragica Monocitosi, Coccidiosi, Isosporosi, Pseudomoniasi, Streptococcosi, Metasalmonellosi, Istomoniasi, Intossicazione, Pasteurellosi, Setticemia, Stafilococcosi, Teniasi, Colera, Peste, Colibacillosi, Enterite emorragica, Tricomoniasi
Difficoltà o incapacità di volo Degenerazione grassa del fegato
Dimagrimento rapido o progressivo Colera, Colibacillosi, Leucosi, Salmonellosi, Stomatite, Streptococcosi, Tubercolosi, Dispepsia, Verminosi del tubo digerente, Fame canina, Avitaminosi, Spiropterosi, Streptotricosi, Tricomoniasi, Displasia della tiroide, Piroplasmosi
Escrementi secchi, viscosi Dipepsia, Stipsi, Obesità
Essudato sieroso sulle palpebre Streptococcosi
Essudato viscido corporeo Enterite dei nidiacei
Evaquazione stentata Enterite, Catarro gastrico, Stipsi
Gozzo gonfio Sopraccarico ingluviale
Inappetenza (anoressia) Colera, Colibacillosi, Nefrite, Gotta, Verminosi del tubo digerente, Influenza, Salmonellosi, Coccidiosi, Isosporosi, Stomatite, Streptococcosi, Dipsepsia, Necrosi, Stafilococcosi, Streptotricosi, Leucosi, Leucocitozoosi, Listeriosi, Enterite, Stipsi, Istomoniasi, Intossicazione, Pasteurellosi, Setticemia, Botulismo, Candidosi, Metasalmonellosi, Ornitosi-Psittacosi, Male di Pacheco, Peste aviaria, Pseudotubercolosi, Tricomoniasi, Uremia
Incrostazioni squamose Tigna
Incrostazioni sulle zampe Acariosi, Scabbia o rogna
Instabilità Arteriosclerosi, Saturnismo
Irrequietezza Acarisi varie del piumaggio
Lamelle biancastre sulle piume Acarisi deplumante
Lingua con apice esiccato Pipita
Macchie epidermiche Itterizia
Mucosa orale con granulazioni Tricomoniasi
Mucose cianotiche Rouget, Mal rossino
Mucose decolorate Plasmodiosi, Streptotricosi, Leucosi, Piroplasmosi, Stafilococcosi
Muco schiumoso da bocca e nari Peste aviaria
Necrotizzazione delle zampe Cancrena secca, Rouget
Occhi infiammati, gonfi, lacrimosi Diftero-vaiolo, Laringo-tracheite, Influenza, Peste, Sinusite, Pseudomoniasi, Listeriosi, Tubercolosi, Osteo-artrite
Occhi semichiusi Coccidiosi, Isosporosi
Occhio opaco Cataratta
Paralisi, tremori Colera, Colibacillosi, Botulismo, Peste, Listeriosi, Tic dei canarini, Encefalomielite, Ornitosi-Psittacosi, Male di Pacheco, Peste aviaria, Leucocitozoosi, Pseudotubercolosi, Spirochetosi
Perdita di conoscenza Epilessia, Insufficienza cardiaca, Insolazione
Perdita di piume Falsa muta, Muta francese, Favo, Acarisi deplumante, Avitaminosi, Tigna
Placche nel cavo orale Stomatite, Candidosi
Prostrazione Peste aviaria, Pseudopeste, Rouget, Singamosi, Tubercolosi
Prurito, nervosismo Acarisi
Pustole, ascessi Diftero-vaiolo, Blastomicosi, Itterizia, Punture di zanzara
Rantolo respiratorio Tracheo-bronchite, Bronchite infettiva
Raschiamenti di gola Acarisi respiratoria
Respirazione difficoltosa, affannosa, fischiante Colibacillosi, Colera, Bronchite infettiva, Polmonite, Acarisi respiratoria, Aspit, Peste aviaria, Pseudopeste, Tricomoniasi, Rouget, Diftero-vaiolo, Salmonellosi, Sinusite, Streptococcosi, Tubercolosi, Stomatite, Osteo-artrite, Asma, Aspergillosi, Laringo-tracheite, Candidosi, Influenza, Mal rossino, Pseudotubercolosi, Obesità
Rigonfiamenti Enfisema, Edema
Scolo di muco da becco e nari Colera, Colibacillosi, Influenza, Corizza, Diftero-vaiolo, Stomatite, Aspergillosi, Laringo-tracheite
Scolo purulento da nari e occhi Sinusite
Scuotimento del capo Stomatite, Infiammazione dell’orecchio
Sete intensa Colera, Colibacillosi, Aspergillosi, Enterite, Gotta, Salmonellosi, Streptococcosi, Verminosi del tubo digerente, Pseudopeste, Stafilococcosi, Setticemia, Intossicazione, Psteurellosi, Adenoma cronofobo, Saturnismo, Pseudopeste, Ornitosi-Psittacosi, Male di Pacheco
Sete mancante (adipsia) Disidratazione, Necrosi
Soffovamento (sintomi di) Singamosi
Starnuti, tosse, rantoli Influenza, Polmonite, Sinusite, Aspergillosi, Laringo-tracheite, Ostruzione o verme della trachea, Tracheo-bronchite, Displasia della tiroide, Singamosi
Tumefazioni Blastomicosi, Edema, Nefrite
Tumori polposi molli Rinosporidiosi
Ulcerazioni della cavità orale o cutanee Tubercolosi, Tularemia
Ventre gonfio, infiammato, arrossato Aspit, Catarro gastrico, Enterite, Salmonellosi
Verruche Escrescenze cornee o verrucose, Tubercolosi
Vesciche Blastomicosi
Vomito (o tentativi di)

Intossicazione, Pasteurellosi, Setticemia, Stafilococcosi, Sopraccarico ingluviale

TRATTO DA “Le malattie degli uccelli da gabbia pronto soccorso e cure” di Vittorio Menassé De Vecchi Editore ed.1979

Parassitosi nei rapaci

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I parassiti dei rapaci   di  Neil Forbes  FRCVS

 

Tutti i parassiti basano  la loro  sopravvivenza su quella  dell’ animale in cui vivono . Per un parassita  non è quindi  normale condurre alla morte l’animale in cui vive. In circostanze normali il parassita ed il  suo ospite vivranno in un’ armonia equilibrata. L’ eccezione si  presenta quando la resistenza normalmente avuta degli ospiti contro il parassita, (che  solitamente mantiene un  infestazione sotto un certo  controllo) è ridotta ,permettendo che il parassita prenda il sopravvento. Tali situazioni si  presentano quando negli uccelli selvatici c’e’ mancanza di alimenti, dopo  incidenti, ferite o durante  periodi estesi di condizioni sfavorevoli . Per i rapaci da falconeria, la debilitazione, incidenti, o altre cause  possono innescare la stessa situazione. Ci sono eccezioni a questa regola, dove persino un piccolo numero di parassiti può causare la malattia; ciò si presenta dove le necessità del parassita sono di vivere nel suo ospite soltanto per un breve periodo , per completare un ciclo di vita, fatto cio’ lui non si preoccupa  se l’ospite è malato o muore. Le malattie dovute a parassiti, recentemente stanno aumentando di incidenza in uccelli allevati in cattivita’ , questo è dovuto a un aumento dell’ esposizione ai parassiti, come conseguenza della  maggiore contaminazione della voliera da parte degli adulti .

Parassiti Esterni

Una grande infestazione di parassiti  su un uccello è tipicamente  segno che l’ uccello  è malato per altri motivi. Così piuttosto che trattare il parassita da solo, uno dovrebbe cercare sempre una causa ulteriore della malattia.

moscaHippoboscids ( mosche piatte) è forse uno dei  parassiti più comuni dei rapaci. Questi si nutrono di sangue, anche se ne  causano raramente una perdita significativa . Tuttavia ci sono ora delle prove per supporre che possono e  in  effetti trasportano i parassiti del sangue da un uccello ad un altro. In particolare  parassiti  del sangue come i  Leucocytozoon,  i Plasmodium , i Sarcocystis, così come altre infezioni trasmesse dal sangue. Nel Regno Unito tali parassiti del sangue sono rari, comunque nei climi più caldi  come negli U.S.A.le malattie come la malaria sono altamente significative. Dopo le estati più calde del 1994/95, l’ incidenza è aumentata, interessando  uccelli di  3-5 mesi, come gufi , hawks di Harris e falchi di Gyr . In un caso, l’ uccello affetto aveva catturato una gazza soltanto nove giorni prima.Questa era affetta da un  infestazione pesante di hippoboscids, e fu’ cosi’, evidente, che questi avevano trasmesso dei parassiti del sangue,  causando un’ infezione devastante e  mortale del falco di Harris in un tempo molto breve.
I pidocchi sono  altri parassiti comuni dei rapaci. p_Goniocotes_gallinae I pidocchi si alimentano  dei residui , delle piume e della pelle, tuttavia non sopravvivono fuori dell’ospite per lungo tempo e quindi il trattamento con  preparazioni di  insetticida è relativamente facile.
Al contrario   l’ acaro rosso del pollame ‘, sopravvive fuori dell’ospite per periodi considerevoli. Questo acaro vive in fessure  del legno e solitamente  esce soltanto la notte per  alimentarsi. In questo caso  un uccello   se  esaminato durante il giorno puo’  sembrare esente dai parassiti  , mentre lo stesso uccello e’affetto dalla loro presenza la notte.
Tutti i parassiti che si nutrono di sangue  possono essere facilmente e prontamente gestiti per mezzo di  prodotti come Ivomec  dei bestiami (MSD AgVet),  che comunque dovranno essere diluiti. Le dosi ed i diluenti adatti possono essere stabiliti dal vostro medico veterinario.
Altri parassiti del sangue sono gestiti  bene tramite l’ uso degli insetticidi, comunque la cura  deve essere usata  soltanto se le preparazioni sono sicure. Alcuni spray contengono ingredienti attivi o  propellenti, che possono essere tossici o irritare i polmoni. La nuova preparazione Frontline per le pulci di cani o gatti si e’  dimostrata sicura ed efficace su oltre 100 uccelli su cui e’ stata usata. Sembra essere non soltanto più efficace ma anche ben più sicura di  altri prodotti precedentemente sperimentati  sui parassiti .

Parassiti Interni
Molti allevatori , falconieri o  riabilitatori svermano i loro uccelli annualmente o quando sono maneggiati e credono che tutto sia a posto. Questo concetto è seriamente sbagliato e può occasionalmente condurre a ripercussioni serie.
Fluke: (passera) è  un comune parassita solitamente non patogeno dei rapaci. Possono abitare il piccolo intestino o i condotti della bile. La diagnosi è fatta soltanto su esame fecale ed anche se solitamente non patogena, quando presenti , dovrebbe essere eseguito un trattamento  idoneo. La medicina che è usata  più comunemente è il  rafoxanide ad una dose di 10mg/kg, o praziquantel (droncit)  5-10mg/kg  giornalmente per 14 giorni  o chlorsulon (Curatrem) 20mg/kg per  3 mesi a intervalli  di 2  settimane. L’ esatta diagnosi, il consiglio sul trattamento e il farmaco saranno date dal vostro veterinario.

Tenie: le tenie sono un parassita relativamente comune, ma sono raramente patogene. La malattia clinica si presenterà soltanto nelle situazioni in cui c’ è un’ infestazione molto pesante, che può condurre ad un’ ostruzione del piccolo  intestino. Il trattamento utilizza il  Praziquantel (Droncit, Bayer), che è disponibile sotto forma di compresse o di  iniezioni e gli uccelli dovrebbero essere dosati 5-10 mg/kg o  con chlorsulon come descritto precedentemente..

Ascaridi:ascaridi questi sono il più grande e  più significativo gruppo di parassiti interni. Il gruppo include i Syngamus  e  i Serratospiculum , che interessano rispettivamente la trachea e i polmoni. Entrambi causano disturbi respiratori negli uccelli infettati, comunque in entrambi i casi è particolarmente importante che la diagnosi  sia fatta prima del trattamento  dato. Nel caso di Syngamus anche dopo essere stati uccisi, rimarranno nelle vie aeree  fino a sei settimane, in quanto si decompongono lentamente causando  nel frattempo disturbi respiratori ed occasionalmente polmonite . Serratospiculum è il piu’diffuso in questo paese(Inghilterra) negli uccelli importati (che vengono dai paesi più caldi) il parassita in se non causa solitamente  segni clinici e può vivere tranquillamente nei polmoni per parecchi anni. Tuttavia se questo viene ucciso si putrefarà velocemente causando spesso seri problemi ai polmoni e spesso la  morte. Se il parassita è diagnosticato, il trattamento preferibile consiste nel trattare l’ uccello  quotidianamente  per 14 giorni  in ambiente riscaldato,e nella rimozione  chirurgica del parassita dai polmoni.
Le sostanze che sono state usate nel trattamento degli ascaridi includono il pipeazine, il levamisole, i benzimidazolo (per esempio Panacur o Mebenvet o Pyrantel) e lo sverminatore (Ivomec). Alcuni di questi ora sono superati,inadatti  ed inefficaci, altri hanno margini di sicurezza molto limitati e possono essere pericolosi, altri sono potenzialmente tossici in certi momenti dell’ anno, altri sono sicuri.

protozooProtozoi: Questo gruppo dei parassiti include ‘ la Tricomoniasi del pollame ‘. La sorgente più comune dell’ infezione proviene dai piccioni. Molti falconieri credono che una pulizia accurata del piccione e evitando le interiora , la malattia può essere evitata; ciò non è affatto sicuro , persino il muscolo pettorale in se  può trasportare l’ agente infettivo. Tutto il piccione  dovrebbe essere congelato in quanto questo trattamento uccide virtualmente tutti gli organismi. La malattia si manifesta  con placche bianche nella bocca, nella gola o nel tratto digestivo. Tuttavia la circostanza deve essere differenziata dall’ infezione con  Capillaria,  Candida o deficenza di vitamina A o l’ erpes nei gufi. La diagnosi differenziale può essere fatta facilmente dal vostro veterinario. Il trattamento è con Carnidazole (Spartrix) 25mg/kg una volta. Il singolo trattamento in contrasto con il trattamento quotidiano precedentemente suggerito,  rende la terapia mólto più facile, specialmente per gli uccelli selvatici o per i giovani in cattivita’,  ancora sul  nido  alimentati dai genitori .
Lo stesso gruppo di parassiti egualmente include i coccidi, che possono essere presenti e causare o non la malattia, a seconda del la specie esatta di coccidi  implicata. Inoltre se la malattia accade i segni ed i trattamenti clinici richiesti saranno differenti. I coccidi sono in aumento e cio e  ,dovuto a  un’ accumulo dell’ infezione nei soggetti in cattivita’ . La malattia interessa soprattutto gli uccelli giovani, prima che sviluppino il loro sistema immunitario. La circostanza è trattata  giornalmente con Toltrazuril (baycox) a 10mg/kg per   tre giorni successivi, o con Clazuril (Appertex) a 5-10mg/kg una volta al giorno per  tre giorni successivi. Giardia e Hexamita sono due ulteriori protozoi, che possono causare  malattie cliniche.
Coccidiosi nei  Merlins: come e’ noto alla maggior parte dei lettori , la coccidiosi nei Merlins è stata un problema in costante aumento per un certo numero di anni. In un documento , presentato al congresso sui rapaci  nel 1991, un autore ha  indicato  questa come la più grande causa della morte dei  Merlins in cattivita’. Da allora in poi  è aumentata l’ incidenza e durante gli ultimi  due anni  a interessato un   numero considerevole di Astori e Pellegrini. Anche se il regime terapeutico suggerito sopra è efficace per evitare la morte negli uccelli affetti  non è ancora efficace completamente nello sradicamento dall’ organismo  degli uccelli. Di conseguenza determinati mesi dopo l’ uccello cominciera’ a  liberarsi ancora dell’ organismo.. Questo spargimento condurrà a  una contaminazione considerevole della voliera che condurra’,  all’ infestazione futura di altri uccelli. Generalmente soltanto uccelli giovani, o malati  realmente soccomberànno  alla malattia. Questa malattia è argomento di ricerca  considerevole all’ ospedale di veterinaria di Clockhouse. Siamo  felici di esaminare gratis i campioni venuti da tutti i Merlins in cattivita’, a condizione che i proprietari  siano in grado di  trasmettere i campioni su una base mensile, normalmente. È soltanto tramite una ricerca continuativa che speriamo di poter  infine ottenere risultati su questa malattia che ha implicazioni future serie per l’ allevamento in cattivita’ dei rapaci, non soltanto nel Regno Unito ma anche in altre parti del mondo.
Soprattutto ,un  fatto importante e’ che tutti i proprietari si rendano conto che nessun trattamento sarà efficace se non su determinati   gruppi di parassiti. Il trattamento altrimenti condurrà ad un senso falso di sicurezza, e  potra’risultare  inutile e pericoloso. Prima di eseguire un qualsiasi trattamento,si dovra’ far esaminare dal vostro veterinario  un campione fecale( rapidamente ed economicamente )dopo di che’ vi potra’  raccomandare e fornire l’ agente più adatto .
All’ ospedale veterinario di Clockhouse, facciamo funzionare un servizio veloce, efficiente e poco costoso per l’esame dei campioni. I proprietari  che trasmettono un campione sono invitati a telefonare dopo  12 h. per avere il risultato.

 

Tratto e riassunto da Iuri Montarani.