Gli spettacolari falchi dell’accademia dell’alto volo

alduinoSuono di corni inglesi in sottofondo. E poi cavalli, cani, rapaci e falconieri in costume. Un vero tuffo nel passato quello che vi presentiamo nel videoservizio della Dea. Il contesto è quello di Monteriggioni, e ad esibirsi, in un rigido pomeriggio dicembre, l’Accademia dei cavalieri Alto Volo. Capitanati dal principe Alduino Ventimiglia, discendente di Federico II, l’imperatore autore del trattato di falconeria, i cavalieri si sono esibiti in uno spettacolo in cui sono stati coinvolti falchi, aquile e gufi reali. Il pubblico, affascinato dalle evoluzioni dei rapaci è rimato per oltre mezzora con il naso all’insù, a guardare simulazioni di caccia e volo libero. Uno spettacolo coinvolgente, che ha permesso di vedere da vicino l’arte della falconeria, le cui origini si perdono nella notte dei tempi.

“Noi sappiamo che almeno ha 5000 anni. – spiega Ventimiglia parlando della falconeria – Nasce si suppone nell’Asia centrale poi ha pervaso quasi tutte le popolazioni del mondo, quindi in un certo modo è arrivata”.

“Specialmente nell’area del Mediterraneo è stata cambiata la sua fase originaria che era quella del basso volo, quindi fatta con accipitridi, poi nel periodo medievale, l’incontro tra arabi e cristiani l’ha cambiata. -racconta il falconiere – C’è stato un grande signore che si chiamava Federico II di Svevia, l’imperatore del Sacro Romano Impero, che ebbe modo di conoscere gli arabi e di praticarla con loro, e di capire molte cose che lui già sapeva perché aveva già imparato dai falconieri normanni, ma siccome era uno scienziato, uno dei promotori delle scienze moderne, diceva di guardare e di cercare la verità nelle cose e di assumere le cose per quello che sono, non per quello che appaiono, quindi studiare a fondo la faccenda, e capì che questi animali non bisognava solo farli partire dal pugno e andare direttamente sulle prede come facevano in quel periodo, ma si trattava di rispettare i loro canoni, cioè che i falconi vanno in alto volo”.

Oggi essere falconieri significa invece “continuare sulla stessa etica. E quindi vedere il mondo in un certo modo, perché essere falconieri significa essere anche un po’ filosofi e concepire il mondo e l’uomo in un certo rapporto: animali, natura e uomo che cooperano assieme, in cui l’uomo non è separato dalla natura, ma è parte della natura”. È con questa mentalità che nasce l’Accademia dei Cavalieri dell’Alto Volo “per il volere di un manipolo di senatori di Roma nei lontani anni ‘80. In quel periodo si discuteva la legge sulla caccia, si decideva se ammettere la falconeria o no – che è poi il sistema meno deleterio di tutti, cioè quello che fa meno morti – perché non c’era quasi nessuno che la praticava in Italia. Mi chiesero di fare una dimostrazione per i senatori di caccia con il falco a cavallo. I senatori dissero che l’avrebbero inserita nella legge, che però avrei dovuto farla vedere a tutti, e di lì è partita l’Accademia. Un modo per diffondere, per far capire che questa armonia tra uomo e animali selvatici bisogna farla continuare. Non è solo tra l’uomo e il cane, l’uomo e il cavallo: qui è l’uomo e gli animali selvatici, l’uomo e la caccia, ma il prelievo venatorio è ridicolo, qui è solo una scusa. Perché pensate che in una giornata di caccia con i falconi veri in alto volo se si riesce a prendere una preda vera è un gran successo”

Fondamentale il rapporto con il rapace, che deve essere di amicizia: “Anzi, -sottolinea Ventimiglia – generalmente credo che loro ci sfruttino cacciando. E’ un predatore come l’uomo, quindi ci si intende in questo senso, ma si tratta di un rapporto che non va al di là dell’amicizia. Se qualcosa va storto, il falco va per conto suo e il falconiere dall’altra parte. I falchi non sono dipendenti dal falconiere, quindi non si possono commettere errori, questa è un’arte dove non è ammesso assolutamente l’errore. L’errore significa la perdita del falco”.

 

Noi, nuovi falconieri sceriffi di aeroporti

aldo miconiCome difendere porti, aeroporti e ospedali dall’ assalto di corvi, gabbiani e piccioni? A tale compito sono preposti i falconieri, che con falchi addestrati allontanano i volatili. E’ questo il servizio offerto dagli amanti della natura e degli animali, che hanno deciso di dare vita ad un’ attività particolare. In molti, appesi nell’ armadio i vestiti di cacciatori, sono diventati titolari d’ imprese che grazie all’ aiuto dei falchi, programmano interventi per scoraggiare gli uccelli dal passeggiare sulle piste aeroportuali o dal beccare il grano nei depositi. I falchi, pellegrini, le poiene harris, i lanari, le astore ed i girifalco, sono questi i nomi di alcune delle specie che volano sui cieli italiani, nati in Italia o all’ estero sono acquistati, addestrati e utilizzati per la sicurezza di siti importanti. «Non è un compito facile e che può essere intrapreso dall’ oggi al domani – dice Aldo Miconi, 58 anni, falconiere da 16 anni presso l’ aeroporto di Ronchi dei Legionari in Friuli Venezia Giulia. Ho fatto il geometra, poi per essere libero e a contatto con la natura ho scelto quest’ attività. Dall’ alba al tramonto sono impegnato con 30 falchi per evitare problemi allo scalo aeroportuale. L’ attività fisica è impegnativa, si utilizzano tecniche specifiche imparate sul campo». Dall’ alba al tramonto, Miconi fa volare i falchi per tenere lontano i visitatori indesiderati. Lui è titolare di un’ impresa individuale che ha un contratto con l’ aeroporto, sito nella provincia di Gorizia e deve garantire 4500 ore di volo sicuro. Come? Con tecniche di addestramento per la difesa, infatti, i predatori non devono uccidere ma allontanare i loro simili. In Italia dal nord al sud, stanno nascendo molti imprenditori falconieri che si tramandano questa attività. «S’ impara il mestiere da chi è già esperto. La passione spinge ad avvicinarsi a questo tipo di animali, poi in un secondo momento si pensa ad investire, a cercare occasioni di lavoro» dichiara Gian Claudio Amalfitano, 42 anni, che fa il falconiere in Campania. Amalfitano, che ha lavorato presso l’ ospedale Cardarelli di Napoli per tenere lontano i piccioni dalla pista di atterraggio degli elicotteri, ha presentato un progetto al Comune di Pozzuoli, in provincia di Napoli. «Vi è un grave problema nel mercato ortofrutticolo di Pozzuoli ed è quello dell’ attacco degli uccelli che quotidianamente invadono l’ area. Stiamo valutando cosa fare e il progetto di utilizzare i falchi è molto interessante» conferma l’ assessore Giuseppe Carannante.

Bari, 10 falchi a guardia dell’aeroporto

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falconierebariBARI – Sulla pista il rumore è assordante. Ma Devil non sembra infastidito. Ha il cappuccio sulla testa perché è appena rientrato dal turno di ispezione quotidiano: un volo di venti minuti, giri e discese in picchiata ma nessuna preda, se non il logoro di cuoio utilizzato per l’addestramento. E il premio quando sarà riportato nella voliera.

Perché Devil è un falco sacro di 9 mesi che fa parte della squadriglia di rapaci «in servizio» al Karol Wojtyla di Bari. Insieme a lui, a guardia dei cieli di Puglia, altri nove esemplari tra falconi e poiane di Harris.

Dal 2001 infatti i rapaci prediletti da Federico II di Svevia sono stati arruolati dall’ente Aeroporti di Puglia per liberare le piste di volo e le aree di manovra degli aerei dagli stormi di volatili sia stanziali che migratori.

«In questa zona sono presenti soprattutto colombi e gabbiani» spiega Antonio Masciale, che da 6 anni lavora con i 10 predatori. «Ma la Puglia si trova anche sulle rotte degli uccelli migratori in volo verso l’Africa – aggiunge – ed è per questo che oltre ai 4 falchi sacri, abbiamo 3 esemplari di poiana di Harris».

«Gli stormi rappresentano un serio pericolo, soprattutto nelle fasi di decollo e atterraggio dei velivoli, tanto che – ricorda Masciale – in passato la torre di controllo è stata costretta a chiudere lo spazio aereo».

«Lo stabilisce una normativa dell’Enac – precisano da Aeroporti – e la nostra direzione ha deciso di scongiurare il pericolo del “bird strike” ispirandosi a una politica ambientalista rispettosa degli equilibri dell’ecosistema».

Altrove usano veleno, ultrasuoni e sistemi meccanici. «Noi abbiamo scelto di seguire una una strada meno cruenta, affidando ai falconieri il compito di convincere colombi e gabbiani a stare lontani dalle piste di volo.

«Un lavoro che è soprattutto passione per questi bellissimi predatori», confessa Masciale accarezzando Devil, aspetto fiero e artigli affilati. «Non attaccano l’uomo, perché riconoscono la preda grazie alla memoria genetica e alle ore di addestramento».

Un metodo non cruento che sfrutta l’istinto primordiale dei rapaci alla caccia e che si modula sulle caratteristiche delle prede.

«Oronzita e Avatar sono due poiane di Harris che utilizziamo per gli animali di piccola taglia, come volpi, lepri e conigli, che invece stanno a terra», continua il falconiere.

L’addestramento va dall’alba al tramonto e si articola in varie fasi. Si inizia con le ispezioni che vengono effettuate a più riprese sulla viabilità perimetrale dell’aeroporto, la pista d’atterraggio, i raccordi ed il piazzale degli aeromobili. Una volta accertata la presenza di volatili potenzialmente pericolosi per l’attività aerea, il falconiere aspetta che le prede abbiano un buon margine di fuga e lancia il rapace all’inseguimento. Nel momento in cui gli uccelli sono oltre il limite dell’area perimetrale, il predatore viene richiamato e torna indietro.

Per i gabbiani, che tendono a volare intorno ad un punto, si richiede l’intervento del falcone: la tecnica predatoria è diversa perché l’ attacco parte dall’alto. Nelle simulazioni, per sostituire la preda, viene utilizzato il logoro, un fantoccio di cuoio. «La soddisfazione non sarà la stessa – commenta Masciale – ma il premio è assicurato».

Per difendere gli aerei il falco pellegrino batte la tecnologia

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falchi aeroportoQuando l’intelligenza e la natura sconfiggono la tecnologia. Succede negli aeroporti di Bari e Brindisi, dove la lotta contro gli stormi di uccelli che potrebbero creare problemi durante decolli e atterraggi, è affidata a girifalchi, aquile di Harris, falchi pellegrini e astori. La tecnica si chiama Bird Strike ed è alternativa a quella adottata nella maggior parte degli scali italiani e stranieri, che ricorrono a cannoncini ad aria compressa e riproduttori sonori. Metodi invasivi, rumorosi e spesso inefficaci. Non poteva essere altrimenti, nella terra di Federico Secondo di Svevia e del suo De arte venandi cum avibus.

Così Ilda, Betty, Cheyenne, Elektra, Luise, Margot, Fujico, Naruto, Viper, Ramirez, Mefisto e Thelma – sotto il vigile sguardo dei falconieri – liberano piste di volo e aree di manovra dalla pericolosa presenza di volpi, selvaggina e volatili. Gli incidenti provocati dall’impatto di uccelli contro gli aerei sono numerosi. La Federal Aviation Administration dice che ogni anno questo problema provoca danni per 600 milioni al sistema del trasporto aereo, oltre a un consistente numero di vittime.

Il ricorso ai rapaci, oltre a prevenire l’assuefazione dei volatili a metodi meccanici ed artificiali, favorisce un miglior equilibrio biologico. Il disturbo provocato dal falco in volo libero porta all’allontanamento incruento degli uccelli dall’area aeroportuale e garantisce migliori standard di sicurezza.

L’attività di Bird Strike – tecnica introdotta dalla RAF britannica durante la seconda guerra mondiale – è complessa. Ci sono innanzitutto le continue ispezioni all’area perimetrale dell’aeroporto, alla pista d’atterraggio, ai raccordi e al piazzale aeromobili. Dopo aver accertato la presenza di volatili potenzialmente pericolosi per l’attività aerea, valutato le condizioni meteo (vento, temperatura) e identificato la specie da allontanare, falconiere e rapaci danno il via alla caccia simulata. Falchi pellegrini e girfalchi sono specialisti nell’allontanamento di gabbiani reali e comuni, i falchi sacri sono lo spauracchio di piccioni e pavoncelle, le aquile di Harris sono temute dai trampolieri.

 

bird strike

Adiestramiento de halcones

addestarmento falconiAmansamiento:

La captura del halcón del aire, en especial si es un zahareño, tiene gran importancia en el amansamiento, ya que si se le saca de la trampa de forma violenta, y le mantenemos mucho tiempo sin caperuza, le acrecentamos el miedo al hombre.
Es muy importante que en la captura, el halconero no hable, ya que el halcón se asustará cada vez que escuche la voz de quien lo capturó.
La posición correcta para sujetar el halcón es la siguiente: Los pulgares en la espalda, las palmas en los flancos (lados, o caderas), y el resto de los dedos en el pecho. El borde superior de la manos debe estar a la altura de los hombros, o de lo contrario el ave sacará sus alas fácilmente.
Es recomendable apiolar al halcón (ponerle la caperuza, pihuelas, lonja, etc) en el mismo instante de su captura. Para esto se necesitan dos personas: uno que lo sujete de la forma ya mencionada, y otro, que debe ser el maestro, quien lo apiole
También es usado el método de apiolar al halcón de noche para que éste no pueda debatirse con luz, para ello se debe entrar a la cámara en absoluto silencio, y poniendo una frazada en el hueco de la puerta de entrada para que la luz lunar no entre al abrir la puerta, ya que si el halcón nota que ésta se ha abierto, se debatirá.
Si el halcón era del aire, y ha de ser apiolado en el lugar de la captura, se le debe llevar a una pieza tranquila para que devuelva la plumada, ya que seguramente éste ya ha comido antes de ser capturado.
Se le mantendrá en la pieza sin caperuza si la pieza es completamente oscura y en su percha de pantalla; O con caperuza si la pieza es iluminada.
El halcón se mantendrá ahí durante toda la noche, y al día siguiente el halconero entrará en la cámara y buscando la lonja atada a la percha, se dirige directo al halcón, se toman las pihuelas, y alumbrando le directamente a los ojos con una linterna no muy potente, se deslumbra al halcón, y rápidamente se encaperuza. Luego se revisa la halconera para ver si ya devolvió la plumada, si no la ha devuelto, es porque no ingirió plumas el día anterior. Pero es muy importante que el halconero no se confié y le dé ración con plumas, porque en los primeros días del amansamiento no se le puede dar ni huesos ni plumas al halcón, ya que por el miedo éste no la devolvería.
Ese día se le debe dar comida al halcón dejándosela el la percha, para que este coma voluntariamente, pero tan solo unas picaditas, para que en la noche tenga mucha hambre. Seguramente no comerá de inmediato, pero el hambre le gana al miedo.
También ese día es recomendable pesarlo, especialmente si el halcón era del aire. Anotando el peso, que más adelante será esencial para lograr el peso necesario.

Desvelando al Halcón:

Esta etapa se hace en la misma noche del día en que se dejó la comida servida en la percha.
Aunque esta etapa es voluntaria, se desvela a los halcones para que así al día siguiente estén tan cansados que no tendrán ni ganas de debatirse, y así se amansan mucho antes. Para la primera noche se prepara una mesita con unas tiras de carne y algunas plumas suaves.
Se pone el halcón en el puño (encaperuzado), y se comienza a hablar suavemente; Apenas se dice la primera palabra, el halcón abrirá el pico amenazadamente, pero como está encaperuzado y no ve nada, sus amenazas no tienen sentido.
Luego que se ha hablado un rato, se le comienza a acariciar con una pluma. El halcón atacará a la pluma hasta destrozarla, pero para eso se tienen hartas de ellas, y se le sigue acariciando con otra, hasta que lo tolere.

Acostumbrando al halcón a comer del puño:

Esto se logra en esta misma desvela. Y se logra acariciando las manos del halcón con una tira de carne. Y como los halcones no soportan esto, comenzará a picotear al agresor, apenas le dé el primer picotazo sentirá el rico sabor de la carne, y el halcón (aún encaperuzado), comenzará a devorarse la tira con fuertes picotazos y con mucha avidez, prefiriendo comer a debatirse.
Mientras come, es muy importante emitir un sonido como el usado para animar los caballos, éste se hace con la lengua golpeando el paladar: “Tech, tech, tech”. Este sonido es importante ya que luego cada vez que se emita, el halcón bajará a sus manos para comer.
Luego de que se ha comido toda su gorga, se le da un paseo al aire libre con caperuza puesta, y luego, se le deja en su halconera.

Al otro día en la mañana, se le encaperuza y se le da un paseo al aire libre. Si es posible, se le puede sacar la caperuza, pero apenas se debata se le pone. Si el halconero no hará otra desvela en la noche, entonces se le da la gorga en el puño dentro de la halconera y con caperuza, para evitar problemas, emitiendo el sonido correspondiente.
En la noche, si es posible se le desvela con caperuza, siguiendo los mismos pasos de la noche anterior.

Al día siguiente, se le puede repartir la gorga en varias raciones, ya que hasta el momento el halcón come toda su gorga de una sola vez. Esto de repartir la gorga ayuda a que el halcón nos vea más de una vez al día y se amansa más rápido. Pero recordando que hay que emitir el sonido cada vez que se le alimente.
Seguramente el halcón ya asoció el sonido con la comida, por lo tanto buscará su ración cada vez que se le emita. Pero es muy importante que cada vez que se emita se le de su ración, sin hacer falsos llamados, ya que éste no lo asociaría nunca si es fuera.

Al otro día, o ese mismo si el halcón se ve tranquilo, se le puede alimentar sin caperuza. Esta se le saca cuando está comiendo y tiene un pedazo de carne en el pico, se abren las cerraderas suavemente y se desencaperuza.
Si sigue comiendo, es porque se le ha grabado un gran reflejo.
Cuando está acabando su ración se le encaperuza, esto se logra interponiendo la caperuza (con las cerraderas abiertas), entre el pico y la comida, como si el camino para comer es encaperuzarse. Ya encaperuzado, debe seguir comiendo, o tomará la caperuza como un artefacto que no lo deja seguir, y la odiará.

Al día siguiente comerá sin caperuza nuevamente, y hay que hablarle mientras lo hace. Antes de terminar, se le encaperuza, y se le deja seguir comiendo, (no olvidar emitir el sonido).

Hasta el momento, el halcón solo nos ha visto cuando come, lo cual es muy necesario para el amansamiento.
Para que los encuentros entre halconero y halcón duren más, se le puede dar un ala de pollo o una cabeza, a las cuales se demoran mucho en desgarrar y así nos ven por más tiempo.
Si el halcón tolera la mayoría de nuestros movimientos, como sacarle y ponerle la caperuza, sacarlo de la halconera, etc. Se le puede dejar dormir sin caperuza en la pieza iluminada. Pero hay que observarle por una ventanilla, para ver que movimientos hace, si son de liberación, se le encaperuza, o se le lleva a la cámara oscura donde antes dormía.

Cuando el halcón ya come y duerme confiadamente sin caperuza y el halconero dice que ya está amansado. Se comienza a templarle y a bajarle de peso. Lo primero que hay que hacer es pesarlo. El peso óptimo en el que el halcón deberá estar es de un 10% menos del peso que tenía cuando era libre, o de cuando fue sacado de la muda para comenzar su adiestramiento; Pero si el halcón es comprado de una pajarería, etc, el peso del halcón deberá ser consultado a alguien que tenga esa información o en libros especializados en aquel tipo.

Hambre:

El temple es un grado de hambre en el cual el halcón codicia irresistiblemente la comida (“hambre derecha”), cada ave tiene su propio grado de hambre, por lo tanto cada cetrero debe descubrir el de la suya. Pero nunca se debe llegar a la llamada “hambre izquierda”, que es el grado donde el halcón corre peligro de muerte. Esta se puede diferenciar de la derecha, ya que cuando esta templado, el halcón se debate cada vez que viene el halconero para alimentarle, no dudan ni un segundo en saltar al puño, y desgarran su ración con mucha avidez. Y en la izquierda, el halcón es sumamente dócil, no tiene ánimo, y come lentamente y sin fuerza. También es importante que el halcón siempre tenga comida en el buche, aunque sea un poco. Las reservas de un halcón son muy importantes, el halconero no saca nada con que su halcón este musculado, buen señolero, etc., si no tiene reserva alguna.
A veces el halconero piensa que su halcón esta en “hambre izquierda”, cuando en realidad éste está sin apetito ni ganas de comer, esto se nota, ya que nos espera imperturbable en su banco y tarda en decidirse a saltar al puño para comer, esto demuestra su inapetencia. La solución para este problema es que la mitad de su gorga sea lavada, y la otra mitad sea carne sin mucho poder nutritivo como la de conejo y de la de pollo joven. Luego de que el halcón vuelve a su estado normal, la nutrición deberá ser la misma de antes.

Para bajarle de peso, no es necesario una gran reducción del peso anterior de la gorga. Aunque la reducción de la gorga debe ser mínima, el secreto para bajarle el peso a un halcón es bajarle el poder nutritivo de la gorga, y esto se logra haciendo lo que se llama “roedero”, que es una comida que le quita el apetito al halcón, pero a éste le vuelve el hambre en pocas horas más, ya que el roedero no alimenta mucho. Aunque hay muchas formas de inventar un roedero, la más fácil es de meter la carne en un recipiente de agua fría, y este meterlo al refrigerador. Luego de 24 horas dentro del refrigerador, se saca la carne y se estruja con un paño limpio para sacarle el agua, esta carne lavada es muy laxativa y de efectos inmediatos. Otros roederos, son las carnes sin poder nutritivo como la de conejo y la de pollo joven.
Los halcones detestan las carnes lavadas, por lo tanto ha de dárselas encaperuzados si no las aceptan. Luego de darles carne lavada, recomiendo darles unas picaditas de carne fresca y sabrosa, para que se queden con un gusto rico en el pico.

Desde que se le alimenta al halcón con roedero para bajarle de peso o templarlo, se debe empezar a pesarle diariamente al halcón, para ir estudiando su peso. Si éste no baja ningún gramo en los próximos tres días, se reduce un poco el peso de la gorga. Una vez que ya llega a su peso óptimo, se le comienza a dar siempre la misma cantidad de comida, para que quede estable. Aunque en cada estación o temporada, el peso del halcón deberá ser más alto o más bajo dependiendo de cada una de ellas. En invierno se les debe aumentar de peso, ya que el estar gordos, les protege del frío.
También en esta etapa se le puede comenzar a alimentar al aire libre, con la lonja atada al anillo de la lúa (guante del cetrero), si el halcón mira fijo por largo rato un mismo lugar, es porque quiere escapar, por lo tanto se debe emitir rápidamente el “tech, tech, tech”, y darle unas picaditas, así aprenderá a no escapar ya que se perderá toda esa comida fácil que su maestro le da.

Acostumbrando al halcón a saltar al puño:

Esta etapa comienza cuando el halcón ya come confiadamente sobre el puño del cetrero sin caperuza, tanto en la halconera como al aire libre.
Para lograr este entrenamiento, se debe atar la lonja a la anilla de la lúa, y dejar al halcón posarse en el suelo (ojalá en césped), luego se desencaperuza, y se le ofrece un trozo de carne a un palmo de distancia del halcón (recordemos que el halcón está templado, y aún no ha comido), el halcón seguramente no saltará rápidamente (aunque si está demasiado templado éste no lo dudará un segundo). Seguramente éste mirará desconocido, estirando el cuello, moviendo la cabeza en todas direcciones, pero al final, siempre terminan por saltar.
Por tal esfuerzo se le da toda la mitad de su gorga, para en otro momento hacer otro salto y darle el resto. O se le da toda su gorga de una sola vez, y así se confiará más para el próximo día.
Es muy importante, que los halcones salten siempre a la mano del cetrero a unos 20 cm. sobre su cabeza pero diagonalmente, ya que si la mano con el trozo de carne, se le pone horizontalmente, el halcón preferirá caminar a saltar.
Si el halconero no está muy confiado en su ave, puede partir el entrenamiento dentro de la halconera, y cuando ya se confíe lo hace al aire libre, aunque el sol es fundamental para el plumaje y salud del halcón.
Luego del entrenamiento se le deja dar un baño al halcón, siempre que el día sea soleado. El banco debe estar a pleno sol y a 1 metro del baño, para luego de bañarse, se seque en su banco (la lonja debe ser lo suficientemente larga para tal recorrido). Los halcones del aire no aceptan estos baños artificiales, por lo tanto se le debe llevar a un charquito sin corriente y 100% natural, para que se bañen.
Cuando el halcón ya está seco, el halconero le ofrece otro trozo de carne, pero a 1 1/2 palmo, si no lo acepta, se lo ofrece a 1 palmo. Luego se le da un paseo sin caperuza y todo tipo de premios, y a la halconera.
Cada día se deben alargar más las distancias, hasta que llegue a estirar la lonja.
Luego de que ya salta hasta estirar la lonja, se le puede amarrar al tornillo de la pihuelas, una trenza de hilo de pescar (dependiendo de la fuerza que el ave tenga son los números de hilos que esta debe llevar). El otro extremo de la trenza se ata a una pelota de madera, para que si el halcón estira completamente la trenza, en vez de llevarse como lección un fuerte tirón, se arrastre la pelota para amortiguarlo. El cordel, en este caso la trenza de hilo de pescar, que se ata al halcón para que no tome su libertad en los entrenamientos al aire libre, se llama “fiador”.
Y se le van alargando las distancias de vuelos hacia la mano del halconero para recibir su trozo de carne, hasta que vuele hasta estirar la trenza (unos 20 metros). Aunque esta etapa es voluntaria, le da al principiante mucha fe y confianza.
También en esta etapa se puede atar el perro cerca, para que el halcón le pierda el miedo.

El Señuelo:

Para esta etapa, el halcón deberá estar templado y amansado.
Un halcón está amansado cuando tolera la presencia del halconero y de sus perros y acompañantes, y sin fuertes debatidas por miedo (las debatidas de codicia de comida, son normales y siempre pasarán, incluso son necesarias para que el halcón salga vivo y ágil para la caza, además nos comunican que el halcón está templado).

El temple más duro que tendrá que soportar hasta el momento es el de la introducción al señuelo.

Primera Tercia del Señuelo:

La palabra tercia, es porque la practica del señuelo se puede hacer en días alternativos, dándole al halcón su gorga con saltos al puño los días sin actuación.
Esta primera fase, es muy importante, ya que de ella dependerá el futuro apego a este instrumento, el cual a futuro nos servirá para muscular al halcón, para recuperarlo en caso de su perdida y como una forma de alimentación para éste, donde deberá esforzarse por conseguir su ración.
Se amarra un extremo del fiador al tornillo de las pihuelas (la trenza de hilo de pescar es muy recomendable como fiador), y el otro extremo se ata a la pelota de madera. Y se deja al halcón posado en su percha, aún encaperuzado, y se amarra al perro a unos 15 metros de él, para que no estorbe.
Luego se le amarran al señuelo, dos grandes mitades de un ave recién sacrificada, a la cual su halcón codiciaba en su libertad. Esta debe ser la comida más grande que el halcón ha visto desde el comienzo del adiestramiento.
Después se deja el halcón en el suelo, se le saca la caperuza, y en ese momento se le muestra el señuelo encarnado en la mano derecha, luego se le deja subir al puño izquierdo, y sujetándole las pihuelas se le muestra el señuelo, y se le deja comer unas picaditas mínimas. Luego se le saca el señuelo de entre las patas, se le sujetan la pihuelas, y se le muestra el señuelo nuevamente, el halcón querrá seguir comiendo y se debatirá para alcanzarlo, y en ese momento se lanza el señuelo lentamente a unos 2 metros del halcón y se deja que éste vaya a buscarlo (estará atado al fiador). Pero también solo se le deja dar una picaditas, se le saca del señuelo y se le encaperuza.
Y un ayudante, que no necesariamente debe ser cetrero, se lleva al halcón a unos 15 metros de distancia con el halconero, y colocándolo pico a viento (viendo en contra, es decir, viento chocando en la cara del halcón), le saca la caperuza. Y en ese momento el halconero comienza a voltear el señuelo, y a tocar el silbato, el cual debe ser tocado antes de que el halcón salga del puño del ayudante hacia el señuelo, cuando va en la mitad de su recorrido hacia el señuelo, y cuando está comiendo un pitido mínimo ¡¡nada más!!. Y siempre debe ser tocado a un mismo ritmo.
Como el halcón vuela más despacio en contra del viento se demora más en llegar hacia el señuelo, cuando éste vaya en la mitad de su recorrido, el halconero lanza el señuelo hacia delante y hacia la izquierda, dejando que el halcón lo vaya a buscar, pero preocupándose que el señuelo no caiga muy cerca de algún ayudante o perro, ya que el halcón no entrará en territorio humano, y desviará su vuelo.
Si el halcón se asusta en cuanto va a trabar el señuelo y desvía su vuelo, es porque aún le teme a los movimientos humanos, la solución para esto son los saltos al puño.
Mientras el halcón come en tierra sobre el señuelo, los ayudantes, el perro y el halconero, deben estar cerca de él, para que se acostumbre ya que en la caza las cosas son así. Pero el único que debe llegar hasta el halcón para sacarle del señuelo debe ser el halconero, el cual luego de que el halcón ha comido bastante, le ofrece un trozo de carne con una mano y el puño de la otra. El halcón preferirá aquella fácil comida a la que debe desgarrar, por lo tanto subirá al puño sin dudarlo y ahí el halconero levanta el puño y el halcón para no caer se sujetará, y luego le da toda su gorga sobre el puño. Pero el halcón deberá haber comido lo bastante sobre el señuelo para que luego lo aprecie mucho.
Luego el halconero encaperuza, descanso de 20 minutos sobre el banco y en la sombra, y luego un rico baño al sol, halconera y hasta el otro día.

Si esta etapa fue llevada correctamente, luego de algunos días que se repita, el halcón trabará el señuelo antes de que este caiga al suelo. Pero es necesario que el cordel del señuelo sea grueso y muy visible, ya que si no lo es el halcón intentará llevar en mano.
Para cada tercia es necesario temple, mansedumbre y tocar el silbato.
Si el halcón traba el señuelo, pero no come, es porque le falta temple.

El silbato es un instrumento muy necesario. En algunas partes se dice que el sonido que se debe emitir cada vez que se le alimente al halcón durante el amansamiento, es el del silbato, pero en realidad el más recomendable es el “tech, tech, tech” o cualquier otro menos el silbato.
Ya que el silbato es el sonido que luego usaremos para llamar la atención del halcón hacia el señuelo cada vez que queramos recuperarlo, etc. Y es el sonido que menos debemos malgastar ya que en la caza y perdidas es muy necesario. No lo podemos malgastar en cada vez que queramos darle comida al halcón, o éste se aburrirá rápidamente de él y luego no lo obedecerá.
Por lo tanto el silbato se introduce recién el la introducción al señuelo, y no antes.

Al otro día se le da de comer un roedero en la mañana, y nada de premios. Los premios son para los días de actuación.

Segunda y Sucesivas Tercias del Señuelo:

Esta tercia es muy similar a la anterior. Debe comenzar cuando el halcón ya trabe bien el señuelo antes de caer al piso.
El ayudante debe llevarse el halcón encaperuzado a una distancia de 25 metros, y debe lanzar el halcón pico a viento, mientras que el halconero voltea el señuelo con el viento chocando en su espalda y toca el silbato, cuando el halcón vaya a trabar el señuelo, el halconero lo lanza hacia arriba ligeramente para que el halcón lo trabe con altura, pero lentamente.
Luego el halconero puede comenzar a lanzar el halcón de distintas posiciones, como a rabo a viento (viento a favor).
Esta es la etapa donde la gorga puede ser repartida en 2 o más raciones (ojalá no más 3) Pero mientras se le esté adiestrando es convenible que éste se coma toda su gorga en un solo lance, para que se confíe más en el señuelo.
Este es el modo de cómo se harán las sucesivas tercias al señuelo, aunque, si el halconero desea muscular a su halcón puede hacerse lo que se llama “pasadas al señuelo” o “stoops”, donde se obliga al halcón a hacer varios intentos antes de dejarlo trabar el señuelo, esto se logra dándole un tirón fuerte al señuelo a la izquierda cada vez que lo vaya a trabar, el halcón dará la vuelta y otra vez intentará trabarlo, con una 10 pasadas estará bien para dejar que lo tome, pero es importante que siempre termine por trabarlo, o si no perderá la confianza hacia el señuelo. Las tercias con “stoops” deben comenzarse cuando el halcón ya vuele confiadamente en libertad, sin fiadores ni nada.
También es recomendable sustituir el señuelo recién trabado, por un ave recién sacrificada y agonizando, para que el halcón piense que mató un ave en vez del señuelo, dándole más confianza aún en la caza. Pero este paso siempre a escondidas, el halcón no debe darse cuenta, y de vez en cuando, no siempre.

Ya en las próximas tercias se debe ir aumentando la distancia de vuelo, hasta llegar a unos 40-60 metros confiadamente.

Además de hacer buen señolero al halcón, también se debe hacer que le pierda el miedo a los autos, los perros, los ayudantes, y ciertas cosas que luego serán indispensables en la caza.
Al ver al hombre cerca, los halcones del aire, suelen llevar en mano, igual como lo hacían en libertad. Para esto se aconseja cada vez que coma del señuelo, acercarse a él lentamente hasta que no le importe comer a lado del ayudante, del perro, y especialmente, del halconero. Estas malas costumbres de llevar en mano, se deben abolir antes del vuelo en libertad

Vuelo en Libertad:

El principiante suele tener mucho cuidado en este temido vuelo, pero los pájaros no suelen perderse entonces, sino que se pierden cuando el halconero se confía y saca a volar su halcón sin templarlo, o cuando lo saca con un día con mucho viento, o muy caluroso, ya que el halcón se posará en la sombra, y se perderá al no ver a su maestro. Es entonces cuando el señuelo y el silbato son muy necesarios, el halconero deberá silbar y señolear al mismo tiempo en el lugar más visible del campo. Es por eso que se debe templar al halcón el día antes de cada tercia, vuelo, caza, etc.
Pero si las sesiones del fiador fueron llevadas bien, seguramente nunca se dieron cuenta de que antes volaban atados, en especial si el fiador era de hilo de pescar. Por lo tanto, para ellos es un vuelo más.

En un terreno amplio, los mismos ayudantes y perros, el halcón templado, y clima sin viento ni calor excesivo.
Encaperuzado, el ayudante le saca la lonja y el tornillo. El halconero se va con el halcón al puño unos metros más allá de la multitud, desencaperuza, y suelta las pihuelas.
Luego de que el halcón ha volado uno metros, los necesarios como para tan solo estirar las alas y músculos. El halconero lo llama con el silbato y le da su gorga con el señuelo, y sin hacer ninguna pasada. Terminada su gorga, se le encaperuza, se le deja dar un baño y cantidades de premios, como posarse cerca de la estufa, etc.
Luego temple, para que al otro día se le deje volar más. Con que vuele confiadamente unos 100-150 metros, está listo para los “stoops” y luego musculado, a la caza de aves.

Diccionario de Cetrería

Collins Spanish Dictionary

A
Abajar: Desainar. adelgazar al ave, quitarle el saín o grasa.

Acorredor: Pájaro que ayuda al halcón maestro.

Acorrer: Auxilar, socorrer.

Acuchillar:
Acción de los halcones, tras un picado a gran velocidad, en una pasada golpean a la presa con las garras (garra trasera, llamadas llaves) sin trabarla.

Adiestramiento: Proceso completo de la doma de un ave. Incluye el amansamiento, señoleo y la introducción.

Afeitar: Amansar y entrenar a un ave de presa para su empleo en la cetrería.

Aguadera: Régimes secundarias de las aves de cetrería.

Alcándara: Posadero conformado por una vara de madera forrada de tejido suave en la que se dejan posadas las aves de cetrería.

Altanería: Modalidad de caza en la que el el ave debe de coger altura (en “tira” o en “tornos”), y posicionarse “centrado” encima del cetrero. Llegado este momento el cetrero puede “levantar” la pieza (la cual puede haber sido marcada anteriormente por un perro de caza), y el ave, aprovechando su altura se dejará caer para capturar a su presa.

Amansamiento: Primera fase del adiestramiento.

Apiolar: Poner las pihuelas al ave de cetreria.

Atalaya: Lugar donde el ave observa el vuelo de las aves de caza y sus presas.

Ayudas: Complementos alimenticios o terapéuticos que se dan a las aves para acelerar la muda.

B
Banco: Posadero bajo para el ave.

Bajar: Abajar, Desainar.

Bajo Vuelo: El que se realiza con cualquier ave de cetrería que no pertenece a las falconidas.

Buche: Estómago del ave.

C
Cámara: Muda. Habitáculo en el que cambian las plumas las aves.

Campestre: Procedimiento de crianza para los halcones niegos, teniésndoles libres totalmente, durante unas 4 o 6 semanas. Los pollos así criados se llamana halcones campestres.

Caperuza: Capucha de cuero que cubre la cabeza de la rapaz (fudamentalmente del género Falco) para evadirla temporalmente de los estímulos visuales que pudiesen ser rechazables o estresantes para la rapaz. Fundamental en la etapa de amansamiento y adiestramiento.

Cebar: Dar de comer al ave sobre la presa que acaba de cazar.

Cerradero: Correita que cierra la caperuza.

Clavos: Enfermedad que afecta a las manos de las aves rapaces.

Cria campestre: Véase “Campestre”.

Cetrería: Tradicionalmente, Adiestramiento y caza con halcones (Familia Falconidae) y otras aves rapaces.

D
Desainar: Hacer perder grasa al ave mediante la reducción de la gorja.

E
Egagrópila: (también conocida como plumada). Materias indigeribles por el buche del ave (plumas,huesos,élitros…)que son expulsadas por la via oral del ave después de la digestión.

Encaperuzar: Poner la caperuza.

Entremudado: Ave que ha hecho su primera muda y todavía conserva algunas plumas de su etapa juvenil.

F
Fiador: Cordel largo (25 metros) empleado durante el adiestramiento ,para que el ave no se escape y crea que esta libre.

G
Gorga: Ración de comida completa, para un ave de cetreria.

H
Herida: Lugar donde se oculta la pieza de caza atemorizada por el ave de presa.

J
Jaldado: Ave que presenta la cera del pico y los tarsos y dedos amarillo-anaranjado o dorados.

L
Lonja: Correa, tradicionalmente de cuero, empleada habitualmente para atar a la rapaz a su posadero o similar. Va unida a las pihuelas por medio de un tornillo que evita que éstas se enreden.

Lúa: Guante de cuero con el que el cetrero se protege la mano y el brazo cuando lleva un ave en el puño.

M
Muda: Cambio estacional de la pluma del ave que se sustituye por una nueva.Camara o habitacion en la que se encierra a las aves durante la muda.

Mudado: Es el pájaro que ha terminado ya la segunda muda, y ha perdido todas las plumas de “pollo”.

N
Niego: Pájaro de cetrería capturado en el nido.

O
Olearse: Acción de engrasarse el plumaje las aves, mediante la acción repetida de tomar una grasa que secreta la glandula europigeal.

P
Pico a viento: Cuando el ave se situa volando en contra del viento para gastar menos energias.

Pihuelas: Correitas de cuero,que se fijan a los tarsos del ave.

Prima: Cualquier ave de cetería que es hembra.

Peuco: Nombre chileno de origen mapuche para la rapaz Parabuteo unicinctus unicinctus.

Peuquito: Nombre chileno de origen mapuche para la rapaz Accipiter chilensis.

R
Rabo a veinto A favor del viento

Ralea: Pieza de caza no inconveniente para el ave.

S
Señuelo: El señuelo es una imitación de una presa del halcón. Normálmente tiene forma de herradura. Existen señuelos de todo tipo según la presa hacia la que se quiera orientar al halcón. Se suelen hacer de cuero o incluso con alas de volátiles. En torno al señuelo se colocan piezas de carne para hacerlo atractivo al ave. En un extremo se ata una cuerda para que el halconero pueda voltearlo. De este modo, volteando el señuelo, se llama al pájaro que intentará “liarlo”. Se puede usar además de para introducir en la caza como elemento para muscular a los halcones. Para ello se les obliga a dar “pasadas” al señuelo.

T
Templar:Poner a un ave en las condiciones adecuadas de hambre para el vuelo y la caza.

Timoneras: Plumas grandesd e la cola.

Tolledura: Excrementos.

Torzuelo: Cualquier ave de cetrería que sea macho.

V
Varal: Percha para las aves.

Z
Zahareño: Halcón capturado depués de la primera muda.

Make your own falconry hood

Make your own falconry hood

lens2374450 1231789273P1010027 Making your own falconry hood can be a lot of fun and save you money as well. You can tailor it to fit your bird perfectly and add your own embellishments.

This hood is so easy to make and doesn’t need to be blocked. I really like how they fit my birds and they seem very comfortable on them. I have two female Harris Hawks. The younger bird took to the hood the very day I picked her up, but my older bird never took to the hood very well. I bought a very nice Arab style hood for her which I used off and on for 5 years. Until my dog ate it. I needed a hood right away so looked into making one. I found this hood to be so easy to make. I can make one in a day. And, it turns out, fits my bird better than the Arab hood did. She is much calmer when she wears this hood.

Materials needed

For the hoods and the braces I like to use a tooling kip also called tooling calf. It is a nice weight leather 2-3 oz for smaller birds such as Kestrels, 3-4 oz for medium size birds like Harris Hawks and Red-tails, and 4-5 oz for large birds like large female Red-tails and eagles. Be sure to buy vegetable tanned leather. I find it’s a perfect weight for hoods that are not blocked. I also use kangaroo for the piping and the top knot, but you can try the lighter weight leather for these.You will also need:
Exacto knife and extra blades
Waxed dental floss
Large eye needles
Awl or small drill for the sewing holes
Leather dye
Forceps or very small needle nose pliers
Stitch marker

If you plan on tooling your leather:
Tooling stamp
Swivel knife
Rubber Cement
A firm surface such as X-ray film

 

The Pattern

The pattern for this hood is generated from the Hood Pattern Creator. You can get this program by going toThe Modern Apprentice. Click on Equipment then Hoods. The link to the program is about 1/4 the way down.” Slijper’s Cannon Indian hood pattern software – shareware”Download this pattern to your computer.

The first thing you need to do is measure your bird. This might require the help of another falconer. Measure the widest part of your bird across the head from eye to eye in centimeters.

Hoodcreator1Open the Hood Pattern Creator. Down at the bottom is a small box that you put in the size of the hood you want. Click on the top left button to calculate the hood pattern. Print the pattern on heavy card stock. You may want to keep the pattern for future use.

Hoodcreator2a

draft lens2374450module22513822photo 12378228521 patternThis hood is 52 cm and is intended for a female Harris Hawk, flying weight of 980 grams. My smaller female Harris Hawk flies at 850 grams and takes a hood size 51 cm. You will have to makes a few to find just the right fit for your bird.Carefully cut out the pattern with an exacto knife.

All the measurements you see here are for my tooling border, braces slits and top knot slits. If you don’t plan on tooling your hood, you just need the braces slits and top knot slits. You might want to make a plain hood for the first try. This way you don’t spend a lot of time on the tooling only to find out it doesn’t fit your bird.

Brace Slits – The width of your braces plus 1/16 to 1/8″. You don’t want the slits to be tight. Make these slits 1/4″ apart.
Top Knot Slits – Using the third largest hole punch, punch a hole in the center of where your top knot will go. The slits are the width of the top knot strips. These slits should be tight. Make these slits 3/16″ apart from the center hole.

Tip when cutting your leather

cutsAlways cut from the corner out, not into the corner. This will prevent any slips and inaccurate cuts. If you notice the tab at the top of the pattern. It shows two lines that should be cut as well. I’ve found that it’s not necessary to cut these for smaller birds but I do cut it for an eagle size hood. It’s completely up to you.

draft lens2374450module13424957photo 12317838522 leatherAfter cutting out the pattern, trace it on the back of the leather and again carefully cut it out using a new exacto blade. Don’t forget the tip about cutting away from the corners.

Transfer your pattern

draft lens2374450module13424955photo 12317830293 transferAfter you’ve cut your hood out, lightly transfer the measurements from the pattern to the leather. On the inside write the size of the hood.Cut the slits for the braces and top knot.

I’m going to be tooling this hood and will show you as I go. I cut the slits for the braces and top knot before I start tooling. I then ignore them as I do the stamping.

If you don’t plan on tooling your hood, skip down to drilling the holes. If you plan on dying your hood, do that now and allow it to dry.

Preparing your hood for tooling

Glue your hood to a firm surface

draft lens2374450module13424956photo 12317830234 glue to baseUsing fresh Rubber Cement glue the hood to a firm surface. I used X-ray film cut down to a manageable size. Gluing the leather down is very important if you are planning to tool it. Tooling will cause the leather to distort and “grow” and the hood will never fit right.

TIP: Use fresh rubber cement and only apply it to the X-ray film. If you use old glue and apply it to both the X-ray film and the hood, it will be very difficult to remove the hood when your done tooling.

Before any tooling can be done, the leather must be damp. Wipe the entire surface with a damp sponge and allow to sit for a few minutes. The leather may not look wet, but it will feel cold.

Tooling the leather

draft lens2374450module13424958photo 12317842476 beveled edgesP1010008
The swivel knife is invaluable when tooling leather. It’s used to cut the border lines for a crisp edge. When using the knife, be sure not to cut more than half way through. An Exacto knife just won’t work here because it’s too thin and wont’ give you the proper cut.Using the swivel knife, cut all the way around the hood.

Next comes the beveling. My beveler is pretty small so it takes me a little longer to go all the way around. Some day I’ll buy a larger one. But it’s good for getting into the small corners. It’s important to every now and again apply more water lightly. You don’t want to flood it, just keep it moist.

Stamping the leather

draft lens2374450module13424959photo 12317846257 toolingI began stamping the leather. You can see that I started right in the middle and worked my way out. As you get to the edges, only do partial stamps so you don’t go into the border.

draft lens2374450module13424960photo 12317847659 stitch marksI finished with the first stamp. I then went back with an edge tool and stamped around the boarder again for a finished look. I’ve also added the stitching marks while the leather is still wet. The tool I used for the stitching marks comes from a fabric store and is used to transfer patterns onto fabric. I found it gave me just the right spacing for the holes. If you have a stitch marker that has marks too close together, just use every other mark.
tracingwheel

Piping and Top Knot pieces

draft lens2374450module13424961photo 123178490510 parts ready to goThe hood has been dyed using a water base dye. I will put 2 to 3 coats letting it dry between each coat. The colors just get richer and richer with each coat. While the hood was drying, I made the piping, top knot and the braces. The piping and top knot have also been dyed. Let these dry. Do Not Dye the BracesPiping – Kangaroo – ½”x 8″ – make one
Top Knot – Kangaroo – 1/16″ x 9″ – make two

Braces

BracesMaking the Braces
1. Cut two strips from the tooling kip or kangaroo 1/4″ x 9″
2. Roll a knot at one end the same way you make jesses.
3. Left Brace – Measuring from the knot, mark 1-½” and 1 3/4″. Using the smallest hole punch, punch at the 1-½” mark. Using an exacto knife, cut a slit from the 1 3/4″ mark into the hole.
4. Right Brace – Measuring from the knot, mark 1 ½”, 1 3/4″ and 3 1/4″. Cut the hole and slit same as the left brace. At the 3 1/4″ mark punch a hole using the 3rd largest hole and cut a slit on either side 1/8″

Stitching Holes

After everything is dry, remove the hood from the surface you glued it to. If you used a pliable surface like the X-ray film, place the hood face down and gently remove the film. If you try to just pull the leather off the film , you take the chance of distorting the leather.The stitches on this hood will show. I actually liked the look. With the tooling, the hood had a more Western look and the exposed stitching just added to the look.

P1010014Now you need to make the stitching holes. The left picture shows me using an awl. When using the awl, be careful not to go too far, you don’t want the holes to be too large.

The picture below shows how I drill the holes. The device is like a Dremel with a very tiny drill bit. I got a box of various tiny bits from Harbor Freight many years ago for only about $10.00. Place a scrap piece of wood under the leather and drill straight down into the wood.P1010015

Sewing the hood

P1010017To sew the hoods together, I found waxed dental floss to work great. Cut a piece about 24″ long. It’s better to have too much than run out half way down and have to start over again. Using two needles, thread both ends.StitchingdiagramStitching Pattern
Up 1, Down 2 – even the ends
A – up 1
B – up 2
A – Down 4
B – down 3
A – up 3
B – up 4
A – Down 6
B – Down 5

Just remember when you come up to the front, use a hole that already has thread in it. Be careful that you don’t go through the thread already there.

Going down to the back – use a new hole

P1010018When you get to the end, you’ll notice something doesn’t look right. The back is longer than the front. Don’t worry, just stitch to the last hole of the front. Bring both ends back to the inside and tie a surgeons knot. Now sew the other side the same way.surgeonsknot

Smoothing the stitching

draft lens2374450module13424972photo 123178700315 using the rodBoth sides are now sewn. Dampen the stitched area both inside and outside. Not too much water, just get it damp. Using a smooth rod, or a dowel, you want to roll the seam smooth. This will require another dowel for the inside. Sand the dowel round at the end to fit into the inside point. Insert the dowel into the point and along the stitching. Using the rod or another dowel, roll the seam smooth and flat. I like to round the point a bit as well. Don’t squash it too much.

Finish the edge

draft lens2374450module13424974photo 123178706716 trimed edgeLets take care of the uneven bottom edge. Very carefully, trim off the back edge being careful not to cut the stitching or the knot. You won’t have to trim off more than 1/16″. It doesn’t have to be exact, the piping will cover all this anyway.

Piping

draft lens2374450module13424975photo 123178723217 folding the pipingThe piping is important for two reasons. First it finishes the bottom edge and makes for a nice looking hood. But more importantly, it gives the bottom edge more support and keeps the hood in shape.Dampen the piping both front and back. Fold it long ways. Using your dowel, roll it over the piping to make it fold nice and flat. You will have to work a small section at a time. The leather will want to fold every place but where you want it to. Gently open it again and apply Rubber Cement to the inside. Also, apply a little bit of rubber cement to both sides of the very edge of the hood. Be careful that you don’t go too high or the rubber cement will show. Allow both pieces to dry for a minute or two.

draft lens2374450module13424976photo 123178730118 starting the pipingHere’s the tricky part. You want the hood edge to lay right in the fold. Start a little back from the end of the piping and carefully lay the hood edge right in the fold of the piping. Work along the hood edge working the piping smooth as you go. Try working just the outside first, then fold the piping to the inside.Use your dowel and roll along the edge from the inside to smooth it down and to sharpen the fold. Trim the ends. P1010023

The piping glued and trimed.

Top Knot

P1010024Here is where you will really need the forceps. Insert the two strips for the top knot as shown in the photo. Even them up and be sure they are flat and not laying on top of each other. Then bring them up through the center hole.P1010025

draft lens2374450module13424980photo 123178782522 three turk head knotsThree Turks Head Knot. I have to admit, I don’t do the knots very well, but I’m getting better. Trim the ends of the leather strips. Wet them and form them into a pleasing shape.You can have a bit of fun here. Add a decorative bead, then a knot to hold in on. Put feathers if you want a really fancy hood.

Lacing The Braces

Your almost done

Before starting to lace the braces, slather them generously with jess grease.Bracesdiagram

Lacing the braces is a bit complicated at first, so follow each step slowly.
Left Side
1. Go down 2 until A is at 2
2. Come back up at 1
3. Insert forceps down 3, up 2, through A , grab brace end and pull through.

Right Side-
1. Follow the steps for the left brace going through B
2. Insert forceps on Left side of hood through A, down 2, up 3, grap right brace and pull.

Back to the Left Side –
1. Insert forceps through B, down 5, through C up 4, grap the Left brace and pull through. This side will be very tight so work carefully.

Work the braces open and closed several times to get them working smoothly. Your hood is complete!

The finished hood

P1010027P1010028

Fitting the hood and Final Adjustments

Before you put the hood on your bird, wet the beak opening with some water to make the edges soft. Now place the hood on your bird and close the braces. Notice how the opening sits on your bird. It’s important the the edge does not touch the birds mouth. Take note of where it’s touching and remove the hood. With sharp scissors, remove that area. Careful, just remove a tiny little bit at a time. Each time place it back on the bird and check it again.

Falconry Lure

Lure

Some falconers like to get fancy when it comes to lures. You can get as creative as you like, but in the end, it doesn’t matter to the bird. When the bird associates the lure you’ve made to food, they don’t care what it looks like. You can even use an old teddy bear if you want. But I think you would look pretty silly standing in the middle of a field swinging a teddy bear over your head.

lure2Here are a couple of styles that are very easy to make and work great.

1. Cut two tear drop shapes. You can use just about any material. I like to use leather that really isn’t suitable for other equipment. The size is up to you. The size of your hand is a good size.

2. Using a couple of strong clips, hold the two pieces together. Make a hole at the top of the drop shape for the grommet. Attach the grommet. It’s easier to do it now than later.

3. Keep the clips in place. Punch or drill holes all around the edge of both pieces. Use a good strong thread made for sewing leather. Start at the widest part of the drop shape and work your way up over the top and back down to the widest part. Stop here.

4. Now you need to put some sort of weight inside. There are several things you can use.

A. A flat rock wrapped in batting or foam to give it some cushion.

B. Lead weights from the sporting goods store. Again some foam for cushion is a good idea.

If you are using a lead object, be sure to wrap it in some heavy plastic or a baggie so the lead doesn’t leach through the leather with time.

5. Now just continue sewing the rest of the way around. Tie a good knot and work the knot to the inside of the lure.

lure1The second shape is the “donut”. No matter how the lure lands, the tidbit will always be seen. The construction is the same as the one above, but this time sew the center hole first, then the outside. To add some weight, I use the lead weights that are in a coil. I uncoil enough to go around the center hole once. I also wrap it in plastic then a bit of foam for cushion. This lure will require some sort of clip to keep the tidbit in the center hole.

Add some rope or cord through the grommet and you have a very durable long lasting lure.

 

Thank you to: Kathie Miller

http://www.squidoo.com/making-falconry-equipment

Falconry Creance

Creance

creance

A creance is used to train your bird to fly more and more distance to you, yet still have some control of her.

Supplies:

12″ of 2″ PVC pipe
2 end caps
50 yards of a light, strong rope.

Melton Tackle has a good braided dacron line. The 300 lb would be good for the creance.

Directions:

Drill a hole through the center of the pipe. Make sure the hole is smooth. A rough hole will cut through the line in time.The hole needs to be just big enough to thread your creance line the hole and out the end. Thread a large leather button on the end. Tie a really good knot and melt it well. Pull the button back inside and pull snug. Glue one end cap on. Fill the pipe with lead weights, or lead shot, which ever is heavier. Glue the second end cap on. Wind the entire 50 yards of line onto the creance neatly. Add a secure clip to the end.

Thank you to: Kathie Miller

http://www.squidoo.com/making-falconry-equipment

Falconry Giant Hood

Giant Hood

The giant hood is a great way to transport your bird. It keeps prying eyes out, keeps the bird quiet and safe, controls the mutes and keeps your car clean. The problem with most wood giant hoods is they are too heavy. This giant hood uses one sheet of coreplast and is extremely light. You can purchase coreplast from sign stores. They run from $10 to $15 a sheet. I like the black color because it is completely opaque, but I’ve seen it done in white and yellow.

A free source for coreplast
After elections are over, find the large signs and use them. They will be white, but, hey, it’s free.

I would suggest printing out this pattern onto heavy weight paper and go through the steps below. This is a good way to see exactly how it all goes together and make more sense to you.

drawing

Instructions

Supplies

4′ x 8′ Black Coroplast
Exacto knife
Fresh Contact cement
Yard stick
White china marker
Cheap throw away brushes for the glue

General instructions – Marking the coroplast can be difficult. If you can’t find a white china marker, you can try a white colored pencil. When gluing the sides together, cover both sides to be glued together completely and allow to dry first.

1. SIDES – Fold down J then F, glue.
2. BACK – Fold in this order, B, A, C, D, glue This order gives a smooth surface inside and out.
3. FRONT – Fold door cut-out first. Glue K, L next. Glue door last.
4. VENTILATION HOLES – Come down from top edge 1″ and in from side 1″ Cut 4 slits 1 ½” high and ¼” wide. Each slit is 3 grooves wide and 4 grooves apart. Don’t make these too large. You want as little light to get in as possible, yet still allow for ventilation. ALTERNATIVE – Go to a hardware store and find the round eves vents. Get the smallest ones you can find. You will need at least three at each location
5. DOOR – For extra strength, duct tape the door hinge.
6. Using a good soft nylon or dacron rope, attatch two pieces for the handles. Poke a hole in the back and front and insert the rope. Tie a knot on the inside at each end. A washer can be slipped on the rope so the knot does not come through the hole. Don’t make them too long. When you carry the box, you need to carry it easily without it hitting the ground.
7. Use velcro to close the door. Cut two pieces about 7″ long. Separate the hook side from the loop side. Cut the loop side in half. Glue one on the door at the top and the other on the side so it lines up with the one on the door. Keeping the hook strip whole, simply attach it to both side and door. Repeat on the bottom of the door as well.
8. Cut a scrap piece of 2 x 4 for the perch. This is screwed from the outside. You can use washers here for extra security. Cover the 2 x 4 with whatever material you choose. I like the long “grass” you get from a door mat.
9. Allow the Giant Hood to cure and air out for several days before you use it.
10. Simply place some newspapers on the bottom and your ready to go.

Materials for Harris’ hawk or redtail hawk box:
0.5″ x 0.75″ wooden reinforcement struts
0.25″ x 4′ x 8′ external glue lauan plywood
1.25″ diameter hardwood dowel
0.5″ and 0.75″ wood screws
1″ x 2.5″ safety hasp (1 for single box or 2 for double box)
2″ non-removable pin hinges (2 hinges for a single box and 4 for a double box)
1 quart exterior polyurethane
0.375″ x 50′ 100% manilla rope (3/8″ rope)
0.25″ braided nylon rope (for single box handle) or 0.375″ nylon rope (for double box handle)
two part epoxy glue (and masking tape to hold the rope in place until the glue dries)
2″ wide paper clip (hung on the inside back panel to hold newspaper)
lock and key or clip to keep hasp closed
Tools: jigsaw, drill, screwdriver, and paintbrush
 
Materials for American kestrel, merlin, or sharp-shinned hawk box:
same as before except use:
1.5″ non-removable pin hinges (2)
0.75″ x 2.75″ hasp
broom handle
stadium astroturf or 0.25″ x 50′ 100% manilla rope
 
Dimensions for Harris’ hawk or redtail hawk single box:
23″ high x 20.75″ deep x 11″ wide (outside dimensions)
center of perch is 6.25″ above the floor and 6.25″ in from the door
3″ x 0.75″ top panel air hole (near the back)
[For a large female redtail hawk, add 1″ to the height and width and 1.5″ to the depth. Also position the perch so that it is 7″ above the floor and 7″ in from the door.]
 
Dimensions for Harris’ hawk double box:
23″ high x 20.75″ deep x 20.25″ wide (outside dimensions)
each compartment is 9.75″ wide (inside dimension)
two 3″ x 0.75″ top panel air holes (one near the back of each compartment)
 
Dimensions for American kestrel, merlin, or sharp-shinned hawk box:
16″ high x 9.5″ wide x 14″ deep
center of perch is 4.75″ above the floor and 4.75″ in from the door
omit top panel large air hole
 

Details and Comments:

Put the 0.5″ x 0.75″ supports along every corner of the box and use them to make a support frame around the door opening.

For Harris’ hawks and redtail hawks, we recommend using rope to wrap the perch because some hawks pick and tear at carpet or astroturf coverings. However, astroturf (especially stadium astroturf) works well for kestrels, merlins, and sharp-shinned hawks. A smaller diameter rope would also be suitable for the smaller hawks.

We cannot stress enough the importance of proper placement of the perch. If you modify this design, make sure that you still leave enough tail room.

Inspect the inside of the box for any protruding screws. Cut or file the ends down where necessary.

Before coating the box with polyurethane, use a drill to add several small air holes (0.375″ diameter) to the sides of the box (these are in addition to the large hole on the top back panel). For the small hawk box, we use only the small air holes (0.375″) and omit the large because the smaller species raptor seem to be less tolerant of light entering the box.

Apply three coats of polyurethane and place the open box in the sun for two weeks prior to putting a bird in the box (to get rid of the fumes).

We drill two holes in the top panel and use a short piece of braided nylon (with knots on each end) as the handle.

Line the floor and back with newspaper. Hang a clip on the inside of the back panel to hold the newspaper in place.

Warning: When transporting any raptor, always keep in mind the dangers of heat and of carbon monoxide fumes. If you hunt on warmer days, park your vehicle in the shade and crack the windows. Birds are particularly sensitive to carbon monoxide. Do not warm the vehicle up with the birds in the car. Air the vehicle out after warming up the engine before you place your birds (and the boxes) in the vehicle. Never park next to someone who leaves the engine running. Do not leave your engine running if you stop to talk to someone. Avoid traffic where possible, but if you are caught in traffic, pull over at some point to air out the hawk boxes. Do not tail gate as you may be pulling in the exhaust of the car you are following. Install a tailpipe extender and put the transport box as far away from the tailpipe as possible.

 

Thank you to: Kathie Miller

http://www.squidoo.com/making-falconry-equipment