giovedì, Aprile 3, 2025

Falconeria in Romania

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 La recente Legge Rumena sulla Caccia , ‘Legea Vanatorii si a Protectiei Fondului Cinegetic’ nr. 407/2006 , pubblicata sul ‘Monitorul Oficial al Romaniei’ del 22 novembre 2006 prevede , all’articolo 27/2 , la regolamentazione con una Legge Speciale della Caccia coi Falchi e con l’Arco , ‘Vanatoarea cu Pasari Rapitoare si Vanatul cu Arcul’ , fino ad oggi non contemplata tra le forme di caccia consentite in Romania . Si aprono per gli appassionati della Falconeria Italiana , nuovi orizzonti , sconfinati e bellissimi , ricchi di piccola e media selvaggina , particolarmente idonei per la caccia con il falco pellegrino (soim calator) e  lo sparviero (uliu pasarar) .

Un terzo del territorio della Romania e` pianeggiante , stepposo o paludoso e per la parte agricola coltivato in modo intensivo ma antiquato .  Il paesaggio e` tipico e caratteristico : monotono e uniforme a perdita

soimADULT-medium-init-d’occhio , talvolta brullo talvolta coltivato , talvolta arido talvolta acquitrinoso . Un vero e proprio mosaico della Natura e dell’agricoltura ma sempre piatto  all’infinito , senza ombra di case , di strade , di ponti e di costruzioni . Solo  ogni tanto sperduto nell’immensita ` della campagna , qualche piccolo villaggio di contadini che  il passato Regime voleva isolati dalle Citta` ; miseri agglomerati di modeste casupole basse di legno , di argilla e di canne , variamente colorate , dai tetti spioventi e irregolari e dai

lunghi camini fumosi , incredibili ‘presepi’ di fantastici pittori naif .

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L’habitat e` vastissimo e variato . Campi di mais , di girasole , di erba medica . di cereali , di patate , di barbabietole ,  piccoli orti , bassi vigneti e estesi frutteti si alternano a lunghe stoppie , a verdi prati da foraggio , a intricate brughiere ricoperte da arbusti e ‘bardane’ uncinate , ad antiche ‘steppe’ erbose con bestiame brado di tutti i tipi . Questo sterminato paradiso venatorio che si trova nel Sud e nel Sud-Est della Romania , delimitato tra le Montagne dei Carpazi Centrali e il Mar Nero , ricco di quaglie , tortore , colombi , allodole , tordi , ecc… ma anche di starne , fagiani e lepri e’ ora a  disposizione dei Falconieri Italiani che  possono soddisfare la loro passione ed esercitare indisturbati la loro nobile Arte .

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Uno sparviero ben addestrato  puo’ catturare 20 , 30 e piu’ quaglie al giorno

La nostra Organizzazione , con oltre mezzo secolo di esperienze nel settore caccia ,   mette a disposizione dei seguaci della Falconeria Italiana  gli uomini e i mezzi piu` efficenti  con aree riservate dai 5000 ai 10000 ettari, nelle quali e` rigorosamente interdetta la caccia col fucile .

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I Falconieri sono ospitati in Alberghi confortevoli e moderni con strutture idonee a accogliere falchi e cani da caccia al seguito . I programmi standard prevedono piu` giorni di caccia per gruppi di tre-quattro partecipanti ma , a richiesta , sono previsti programmi diversi o personalizzati . Comprendono : assistenza in Aeroporto all’arrivo e alla partenza ; tutti i trasferimenti in Romania ; Pensione completa in Hotel *** ; Ristorante e Pizzeria Italiana ; Piano Bar ; Autorizzazione speciale per la caccia con falchi ; ingresso in Riserva ;

cattura della selvaggina stanziale e migratoria ; interpreti e accompagnatori locali .

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Oggi la Romania , con l’ingresso nell’Unione Euopea , si puo` raggiungere anche in auto con a bordo i propri ‘ausiliari’ (falchi e cani da caccia) attraverso l’Austria  >Ungheria senza barriere doganali dal 1 gennaio 2007 .

Per ulteriori informazioni telefonare al   0040.742549126 .

Caccia col Falco Pellegrino al Fagiano

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Descrizione generale

Altra classica tecnica di caccia col falco. Il fagiano è una preda ambita e ricercata.

 

Livello di difficoltà e risultati

La difficoltà è elevata, anche perché si deve cercare una sinergia perfetta tra falconiere, cane e falco. Il fagiano però non è una preda difficile, ha un volo breve e lineare, non troppo veloce.  Per la caccia al Fagiano vanno usate solo le femmine di Pellegrino, i maschi sono troppo piccoli per poter bloccare adeguatamente queste prede sebbene mi sia capitato spesso di vedere maschietti di Pellegrino del peso di volo di 500 grammi bloccare e buttare giù maschi di fagiano, ma questa è una situazione molto pericolosa per il falco!

 

Preventivi di spese-spazio-tempo-impegno

La spesa può essere molto elevata se si considerano: spese per i cani, spese in prede per l’addestramento/allenamento, spese per carburante se si fanno lunghi spostamenti e spese per le prede stesse.

 

Ambienti

Il fagiano può essere cacciato con l’alto volo solo in ambienti aperti, preferibilmente in zone pianeggianti, ma anche in collina pur presentando maggiori difficoltà.

 

Stagioni e orari

La caccia con l’alto volo va praticata all’alba e al tramonto, durante la stagione venatoria.

 

Uso di cani o altri ausiliari

In questo tipo di caccia il cane risulta di fondamentale importanza, sebbene, in certe zone dove la densità dei fagiani raggiunge livelli molto alti, sia possibile esplorare a piedi il terreno e fare in volare le prede senza uso di cani. I cani migliori sono quelli da ferma (Setter, Pointer, Breton, etc.).

 

Addestramento ed introduzione

L’addestramento avviene gradualmente, presentando dapprima il fagiano morto al falco, quindi dandogli la possibilità di cattura sul vivo in circostanze semplici e facili per il falco e quindi aumentando gradualmente il livello di difficoltà fino a portare il rapace a caccia di selvatici veri.

 

Esperienza e fitness

La tecnica di caccia è la classica, il falco resta in alto volo di attesa mentre il falconiere si occupa, con l’aiuto del cane, di involare la preda. La fitness del falco deve quindi essere massima, spesso i voli possono durare anche 20 o più minuti in attesa di involare una preda. L’esperienza necessaria viene raggiunta da un giovane pellegrino in un tempo minore rispetto alla caccia alle anatre poiché il fagiano è una preda molto più facile da catturare. Per incrementare la velocità ascensionale dei falchi affinché essi raggiungano la quota di caccia prima possibile, è possibile dare un breve periodo di addestramento al pallone/aquilone ai rapaci utilizzati.

 

Caccia pratica

Il falco deve avere una altezza di volo inferiore ai 100 metri, il fagiano una volta involato resta in volo per tempi piuttosto brevi e se il pellegrino è troppo alto, anche con una velocissima picchiata non riuscirà ad arrivare in tempo.  La centratura del falco in alto volo di attesa sul falconiere e sul cane deve essere perfetta. La caccia al fagiano con falchi d’alto volo si può svolgere in due modi leggermente diversi: 1) il falconiere tiene il falco incappucciato sul pugno, lascia il cane in esplorazione e ricerca, quando il cane è in ferma viene lanciato il falco in volo, che dovrà alzarsi alla quota di caccia (<100 m) in un tempo quanto più veloce possibile, quando il falco raggiunge la posizione ed è pronto il falconiere fa involare la preda e il falco la cattura in picchiata con successiva stoccata. 2) Il falconiere mette in volo il falco mentre il cane è in cerca, quando il cane ferma una preda il falco è già in posizione per la picchiata. Le due tecniche di caccia differiscono per vari aspetti: nella prima è importante che il cane sia un cane sicuro (cioè che la ferma sia vera, su una preda e non una falsa ferma), che non rompa la ferma e che sia ubbidientissimo nei confronti del falconiere, che non sfrulli, onde evitare che la preda parta quando il falco non è ancora pronto; il falco inoltre deve essere bene allenato affinchè raggiunga in volo ascensionale la quota di caccia nel tempo minore possibile; nella seconda tecnica invece tutto dipende dal falco, che deve essere alleatissimo e in fitness perfetta così da poter restare in volo di attesa anche per più di 20 minuti, e sempre in quota di caccia e  perfettamente centrato sul falconiere.

 

Caccia con i Falchi d’alto volo alle Pernici

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Descrizione generale

E’ una caccia classica, molto praticata dai falconieri anglosassoni (alla Pernice di Scozia, Lagopus lagopus “Red Grouse”). In Italia è molto rara, a causa della rarità delle pernici in territori idonei nel nostro paese. Le pernici italiane sono la Pernice rossa (Alectoris rufa), la Coturnice (Alectoris greca) la Pernice sarda (Alectoris barbara) e la Pernice Chukar, specie alloctona introdotta dai cacciatori (Alectoris chukar). Il falco più consigliato è sicuramente, ancora una volta, il Falco pellegrino, sia maschio che femmina, con leggera predilezione per il primo; il terzuolo è infatti più veloce e agile e ben proporzionato alla dimensione delle pernici italiane. Altri falchi utilizzabili sono: maschio e femmina di Lanario, maschio di Sacro e ibridi maschi gyr/pellegrino (meno performanti ma comunque idonei a questa caccia sono anche i maschi di gyr/lanario e gyr/sacro).

 

Livello di difficoltà e risultati

I livelli di difficoltà sono molto alti, sia a causa della sinergia richiesta tra cane/falco/falconiere sia a causa della sempre maggiore rarità delle pernici sia a causa della difficoltà di cattura presentata da queste prede, che hanno un volo molto veloce. I risultati ottenibili però possono essere notevoli e le soddisfazioni enormi!

 

Preventivi di spese-spazio-tempo-impegno

I falchi per questo tipo di caccia devono essere in grado di prendere quota molto velocemente, arrivare ad almeno 150 metri di altezza e mantenere questa quota in volo d’attesa. Preparare un falco a questa performance richiede tempo ed impegno da parte del falconiere. Spesso il consumo di carburante è elevato per raggiungere le zone più adatte. A questi costi si aggiunga il costo della selvaggina sia per l’addestramento sia di quella catturata durante la caccia; infine si consideri che il cane è necessario e ciò richiede ulteriore tempo per il suo addestramento e gestione, spazio e impegno.

 

Ambienti

Le pernici vivono in zone aperte, rocciose ed accidentate, prediligendo praterie aride e assolate. La Coturnice è distribuita sull’arco alpino tra i 1000 e i 2300 metri di altitudine, su parte dell’Appennino centrale e meridionale e in Sicilia.

 

Stagioni e orari

L’inizio della stagione venatoria, tra Settembre e Ottobre rappresentano i momenti più adatti per questo tipo di caccia. L’alba è invece il momento del giorno più adatto.

 

Uso di cani o altri ausiliari

I cani sono assolutamente necessari per stanare le Pernici, senza il loro ausilio non si potrebbe praticare questa caccia. Si usano cani da ferma adatti a territori aperti: il Pointer è sicuramente la scelta migliore, ma altre alternative sono rappresentate dal Setter irlandese, inglese e scozzese e dal Breton, per citare i principali.

 

Addestramento ed introduzione

L’addestramento avviene nel modo classico: partendo da un giovane, gli si dà il solito addestramento di base (richiamo al pugno, logoro, fischietto), introducendolo pian piano alla preda di interesse; non è difficile oggi reperire pernici e coturnici di allevamento per l’introduzione del falco. Molta attenzione deve essere data all’altezza di volo che il falco deve raggiungere durante la caccia, alla centratura e velocità di ascesa. In questo senso può essere utile utilizzare l’aquilone o il pallone aerostatico per un breve periodo durante l’addestramento.

 

Esperienza e fitness

L’esperienza del falco gioca un ruolo fondamentale; i giovani falliranno molte prede prima di apprendere la tecnica di caccia più adatta. Da questo punto di vista il falconiere può accelerare l’esperienza del rapace usando prede di rilascio facilmente acquistabili presso gli appositi allevamenti.

 

Caccia pratica

Si tratta di una caccia classica: il falco una volta liberato prende quota e si porta all’altezza idonea, così da avere un buon “cono della morte” sotto di sé (150-200 metri di altezza), da cui inizia il volo di attesa centrato sul falconiere, il quale, con l’ausilio di uno o più cani da caccia cerca la preda; quando il cane è in ferma il falconiere si assicura che il falco sia ben centrato e nella posizione corretta in funzione della prevista direzione verso cui volerà la preda (a favore di vento), quindi viene dato l’ordine al cane di rompere la ferma e involare la preda; a questo punto il falco si lancia in una picchiata con successiva stoccata o aggancio in volo della preda. Se la preda riesce ad evitare l’attacco o a essere troppo veloce o se il falco non era centrato, la picchiata termina in un lungo inseguimento diretto che può comunque portare alla cattura.

Caccia con i Falchi ai Corvidi

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Descrizione generale

Il vantaggio è che i Corvidi rappresentano una preda sempre disponibile, ovunque. Possono essere usati tutti i falchi d’alto volo purchè proporzionati alla forza e dimensione della preda: per le gazze è consigliabile il maschio di Pellegrino, piccolo agilissimo e veloce mentre gli altri falchi sono troppo lenti. Per le Cornacchie e i Corvi invece si ottengono i migliori risultati con le Femmine di Falco pellegrino, con il Maschio di Sacro o di ibridi gyr/sacro o gyr/lanario o gyr/pellegrino e con le femmine di Lanario. 

Livello di difficoltà e risultati

E’ un tipo di caccia molto impegnativo e difficoltoso oltre che pericoloso per i Falchi. Spesso l’attacco finisce in un inseguimento che può portare il rapace a distanze enormi dal falconiere. 

Preventivi di spese-tempo-impegno

La caccia ai Corvidi non richiede grosse spese aggiuntive né per l’addestramento del rapace né in carburante per gli spostamenti. E’ sicuramente una caccia impegnativa che invece richiede tempo ogni giorno per mantenere il falco in fitness muscolare. 

Ambienti

Con l’alto volo gli ambienti dove praticare la caccia ai Corvidi devono essere aperti, bisogna evitare i boschi e le zone troppo ricche di vegetazione e/o ostacoli di altro genere (edifici, zone troppo antropizzate, strade, piloni elettrici etc.) 

Stagioni e orari

I Corvidi sono cacciabili lungo tutta la stagione venatoria. Sicuramente però i primi giorni dell’apertura sono i più favorevoli per via della presenza di numerosi giovani ancora inesperti e incauti verso i predatori. 

Uso di cani o altri ausiliari

Nessuno. Alcuni autori consigliano per la caccia ai Corvi di muoversi a Cavallo per seguire gli spostamenti del falco nei lunghi inseguimenti. 

Addestramento ed introduzione

Bisogna mettersi in contatto con le Province che oprano i piani di cattura e controllo dei Corvidi. Usare logori che imitino la forma della specie preda che si intende cacciare (Gazza, Cornacchia, Corvo etc.). Il giovane rapace deve essere abituato sin dall’inizio alla preda, seguendo le linee generali illustrate per il falco pellegrino precedentemente. 

Esperienza e fitness

E’ importantissimo che i falchi siano bene allenati e molto muscolati per questo tipo di caccia. Bisogna trovare il giusto equilibrio tra motivazione/ubbidienza del falco e peso muscolare: l’esperienza dimostra che i Falchi troppo magri non hanno successo in questa caccia. I falchi vanno allenati tutti i giorni, soprattutto attraverso voli di inseguimento anaerobici (passate al logoro o altre tecniche col vivo). I falchi per la caccia ai Corvidi devono praticare il volo d’attesa: requisiti fondamentali in questo caso sono la centratura sopra il falconiere e l’altezza di volo che è di circa 100 metri. Un falco più alto rischia di non fare in tempo con la picchiata a raggiungere la preda; un falco più basso non ha sufficiente spazio per prendere velocità nella picchiata. 

Caccia pratica

La caccia in genere può avvenire in due modi: a “cul levè” cioè in inseguimento diretto (in questo caso il Sacro e i suoi ibridi offrono i risultati migliori) oppure lanciando il falco in alto volo, prima di allarmare le prede per poi farle involare quando il falco si trova nella posizione giusta per la picchiata. Si può avere successo nella caccia ai Corvidi con l’alto volo solo se si ha la possibilità di avere delle zone ricche di queste specie (che ormai non mancano di abbondare in tutto il territorio nazionale). È altrettanto importante avere una approfondita conoscenza del territorio, così da conoscere anticipatamente la presenza di prede senza farsi notare: in questo modo si può lanciare il falco in volo molto prima di allarmare le prede. Bisogna esplorare il territorio durante la stagione di caccia chiusa e trovare le zone dove più spesso si radunano i Corvidi (discariche per esempio). Altre circostanze favorevoli possono verificarsi invece di volta in volta: un trattore che sta arando un campo è una forte attrazione per Cornacchie e Corvi, che in questa circostanza saranno così distratte prese dalla foga alimentare da non accorgersi del falco che le sta attaccando.

Falconeria: caccia alla Lepre con l’Aquila del Bonelli

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L’Aquila del Bonelli (Hieraaetus fasciatus) è probabilmente il rapace più adatto per la caccia alla Lepre. Viene utilizzata, almeno in alcuni paesi europei (Spagna, Portogallo, Austria e Germania). Da un punto di vista sistematica essa non appartiene al genere Aquila ma ad un genere affine, Hieraaetus (cui appartiene anche l’Aquila minore).

Ho voluto parlare della Bonelli in quest’ultimo punto sia perché si tratta di un fantastico rapace tipicamente Paleartico, del quale dovremmo andare fieri, sia perché rappresenta il rapace in assoluto migliore per la caccia alla Lepre. L’Aquila reale, per esempio, ha una ottima capacità di “trattenimento” lasciando al falconiere più tempo per raggiungerla una volta effettuata la cattura ma non è sufficientemente veloce. L’Astòre, dall’altro canto, è molto più veloce e riesce ad ottenere percentuali di cattura ben superiori rispetto all’Aquila reale, ma anche una grossa femmina non è spesso in grado di trattenere le Lepri più grosse, perdendo una gran quantità di animali.

L’Aquila del Bonelli è invece una ottima via di mezzo: possiede una struttura morfo-funzionale di volo molto simile a quella dell’Astòre, che le conferisce una elevata agilità e velocità ma allo stesso tempo ha un peso (2-2,5 kg) sufficiente per trattenere comodamente anche le lepri più grosse. Unico neo… il costo! Se un Astòre può essere acquistato per 800-1500 euro, un’Aquila reale per 4000-6000 euro, l’Aquila del Bonelli ha dei costi veramente proibitivi che spesso superano le 10.000 euro. Normalmente l’aquila viene lanciata direttamente dal pugno del falconiere alla vista della lepre in fuga. Se la lepre attraverserà un ampio spazio aperto sarà alla portata dell’aquila, se invece troverà riparo in boscaglia, avrà la vita salva.

 

Falconeria: caccia alle Anatre col Falco Pellegrino

caccia agli Anatidi con il Falco pellegrino (Falco peregrinus).

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Descrizione generale

E’ sicuramente una delle tecniche di caccia più belle e più classiche della falconeria.  La preda primaria è sicuramente il Germano reale, ma può capitare di catturare anche delle Marzaiole o Mestoloni o Alzavole.

Livello di difficoltà e risultati

Non è una tecnica particolarmente complessa, poiché si può fare tranquillamente a meno dell’uso del cane. Ma, dall’altro punto di vista, le anatre rappresentano una tra le prede più complesse, hanno un volo molto veloce, sono particolarmente agili e riescono a schivare gli attacchi, si ributtano appena possono in acqua o tra la vegetazione per evitare  il predatore.

Preventivi di spese-spazio-tempo-impegno

Il fatto che il cane non sia necessario aiuta ad abbassare i costi di questa tecnica di caccia, ma spesso ci si trova ad effettuare lunghi spostamenti per raggiungere i territori frequentati dalle anatre, con relativi alti costi di carburante.

Ambienti

È una tecnica praticata in ambienti umidi, ove siano presenti canali, chiari, raccolte d’acqua che attirano le anatre.

Stagioni e orari

Alcune specie di Anatidi (Germano reale, per esempio, che è la specie preda principale) sono stanziali in Italia ma vengono raggiunti dal doppio passo dei migratori. Durante la stagione venatoria sono presenti in abbondanza. Per l’alto volo è consigliabile andare a caccia all’alba e al tramonto, mentre se si usa il basso volo (Astòre) si può cacciare durante tutto il giorno.

Uso di cani o altri ausiliari

Viene usato il cane molto di rado.

Addestramento ed introduzione

Si segue la classica procedura di introduzione graduale dei rapaci. I germani reali da addestramento/allenamento sono facilmente reperibili presso gli appositi allevamenti di  selvaggina. Sul selvatico vero e proprio è bene introdurre i falchi subito all’apertura della stagione venatoria così da sfruttare la grande abbondanza di giovani ancora poco esperti e dunque facili prede.

Esperienza e fitness

I rapaci impiegheranno circa una intera stagione venatoria, se portati a caccia 2-3 volte alla settimana o più, prima di apprendere adeguatamente le tecniche di attacco alle Anatre, prede velocissime e molto furbe nell’evitare i predatori. L’allenamento e la muscolatura dei falchi d’alto volo deve essere portato al massimo, a volte il falco resta in volo di attesa sopra il falconiere anche per 20 minuti prima di poter sviluppare un attacco.

Caccia pratica

I pellegrini da utilizzare devono avere un peso di volo di almeno 850 grammi. Una volta individuate a vista le anatre in un posto adeguato (lo specchio d’acqua non deve essere troppo grande altrimenti le anatre non si involeranno, non deve esserci presenza di zone antropizzate e recinti nell’area di caccia). Il falco viene messo in volo ad una distanza dalle anatre tale da non allarmarle. Il falconiere, col falco in volo d’attesa, si muove verso lo specchio d’acqua e il falco deve restare perfettamente centrato.  L’altezza di volo non deve superare i 100 metri, il falco deve sapere eseguire correttamente il volo d’attesa ed essere sempre centrato sul falconiere così da essere pronto a sferrare l’attacco nel momento giusto. Quando il falconiere sarà vicino allo specchio d’acqua farà involare le anatre che verranno attaccate dal falco in picchiata.

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Falconeria: caccia alla Gazza con lo Sparviere

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È una tecnica di caccia molto emozionante, e ottima soluzione per chi non ha a disposizione abbondanti prede classiche. Per questa caccia è possibile usare solo la femmina di Sparviere, il maschio infatti, a causa della sua piccola mole, non ha grandi possibilità di bloccare una gazza e soprattutto di restare indenne dalla sua strenua difesa.

Livello di difficoltà e risultati

La difficoltà è molto elevata sia per le difficoltà intrinseche di gestione/allenamento/addestramento dello Sparviere sia per la difficoltà di cattura delle prede: le gazze sono uccelli intelligentissimi in grado di evitare l’attacco del predatore in una immensa varietà di modi

Preventivi di spese-spazio-tempo-impegno

È una tecnica piuttosto economica, l’unica spesa che può pesare è quella relativa al carburante: spesso la ricerca delle gazze richiede lunghi spostamenti di esplorazione del territorio in macchina, una battuta di caccia può richiedere anche 200-300 km di spostamenti continui in auto alla ricerca delle prede.

Ambienti

Può essere praticata in una grande varietà di territori (collina, pianura, campagna antropizzata, etc.).

Stagioni e orari

Tutto il giorno. Si possono ottenere speciali permessi dalle Province per la caccia delle gazze tutto l’anno.

Uso di cani o altri ausiliari

Non si usano cani. La ricerca avviene esplorando il territorio in auto.

Addestramento ed introduzione

Per l’addestramento dello Sparviere si usa la tecnica classica e graduale; il rapace deve essere introdotto alla preda gradualmente. È possibile reperire gazze per l’allenamento/addestramento dello Sparviere contattando le Province che eseguono i piani di controllo di questo uccello nocivo.

Esperienza e fitness

La fitness deve essere levatissima, deve essere massimizzata la capacità di accelerazione dello Sparviere con un addestramento adeguato al logoro e con voli continui, se possibile tutti i giorni. L’esperienza è fondamentale, la gazza è una preda molto furba; lo Sparviere richiede almeno una stagione di caccia prima di diventare esperto cacciatore di gazze. Uno Sparviere nato in cattività e addestrato da subito alle gazze, ha catturato 14 prede nel primo anno e ben 51 nel secondo!

Caccia pratica

Si esplora il territorio in auto, sono necessarie almeno due persone, una alla guida e una che tiene il rapace. Una volta individuata la preda lo sparviere viene lanciato all’attacco. In genere la cattura avviene entro 10-100 metri dal punto di lancio. Lo sparviere non uccide subito la preda che può quindi essere nuovamente liberata.

Con lo Sparviere è possibile cacciare anche la Ghiandaia: questa è però una preda particolarmente difficile, molto più furba delle gazze, che evita il volo a cielo aperto soprattutto se inseguita da un predatore. Difficilmente è possibile praticare esclusivamente la caccia alla Ghiandaia con lo Sparviere a meno che non si viva in zone dove la densità di questo Corvide è particolarmente elevata. Nella maggior parte dei casi si pratica la caccia alle Gazze con la possibilità di catturare, ogni tanto, anche qualche Ghiandaia.

L´ALTO E IL BASSO VOLO: CACCE DIVERSE, UN´UNICA MAGIA…

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Credo che la conoscenza delle diverse attitudini alla caccia del rapace sia una condizione per capire veramente i diversi tipi di volo usati in falconeria: alto e basso volo.

I rapaci usati per questa arte appartengono al genere dei falconiformi, istinti a loro volta in falconidi e accipitridi. Alla prima appartengono i falconi, alla seconda gli accipitrini.

In natura i falconi usano cacciare in volo, si levano cioè a parecchi metri da terra, talvolta alcune centinaia e non appena si accorgono di una probabile preda si lasciano andare in una picchiata che culmina con la presa diretta o con la famosa stoccata, che altro non è che un colpo di artigli a forte velocità che stordisce o addirittura uccide la preda. Il pellegrino in particolare è famoso per questo.

Ci sono però tanti altri falconi, così detti eclettici, che usano colpire all´improvviso sorvolando bassi il territorio sottostante e che, oltre agli uccelli, cacciano anche mammiferi come lepri, conigli e roditori di vario genere.
Su questo argomento si potrebbe scendere in particolari molto interessanti, in quanto ogni specie di falcone si distingue spesso per modalità diverse di caccia che la natura ha selezionato negli anni.

Gli accipitrini di cui fanno parte aquile, poiane, astori etc, invece, usano normalmente cacciare da postazione fisse, che consentono una buona visuale o alti dal cielo, come i falconi, ma spesso prediligono i mammiferi, e raramente uccelli.

In falconeria l´alto volo altro non è che permettere al rapace di cacciare nel suo modo più naturale possibile, aiutandolo soltanto a stanare la selvaggina, in modo che si levi in volo, spesso con l´aiuto di un cane.
Il falco che sta a monte, in una posizione ideale per una picchiata, ad una sessantina di metri sulla testa del falconiere, è un falco che avrà buone probabilità di stoccare una pernice nascosta in un cespuglio costretta a volare dall´intervento del cane.
Un falco che sorvola un lago o un fiume abitato da anatre non avrà alcuna speranza di colpire se l´uomo non provocherà il volo dell´eventuale preda, in quanto la selvaggina in genere non si leva in volo se si accorge di un predatore.

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Da questo possiamo dedurre che i falconi usati in falconeria cacciano solo uccelli in volo, sarà difficilissimo vedere per esempio un pellegrino colpire un fagiano mentre pascola!

Solitamente la caccia a vista si identifica col basso volo, viene come dicevamo praticata soprattutto con gli accipitrini. La partenza, alla vista della preda, avviene dal pugno del falconiere il quale si limita a mollare i geti (sottili strisce di cuoio che servono a trattenere l´animale dai tarsi).
Conigli, lepri per quanto riguarda gli astori sono la selvaggina più ambita, ma di uguale pregio sono corvidi e gallinacei vari.
L´aquila reale caccia bene volpi, lepri, e nei paesi mongoli anche il lupo.

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Negli emirati arabi, invece, si adotta quasi esclusivamente la caccia a vista. Per tradizione l´arabo punta sul numero delle prede catturate, e viene effettuata con falconi di grosse e medie dimensioni, soprattutto falchi sacri e ibridi. Lì di fondamentale importanza è il cosiddetto “cacciatore di tracce”, un uomo al servizio dello sceicco di turno che ha lo specifico compito di scovare le tracce, per esempio, di houbara o della famosa gazzella del deserto.
Una volta avvistata il falcone viene liberato e lì spesso inizia una vera e propria lotta, viste le dimensioni delle prede, che culmina spesso con la vittoria del rapace che viene però prontamente aiutato dall´uomo.

Ho da recente notizie di una femmina di falco sacro di 17 anni che fa a meno del “cercatore di traccia”. Viene cioè messa in volo, comincia la sua ricerca e, quando localizza la preda, avverte il falconiere con movimenti della testa e delle ali.

Possiamo dedurre da quanto detto che la caccia a vista, e quindi il “basso volo”, ha certamente più risultati della caccia a monte e quindi dell´alto volo, in quanto in quest´ultima troppe condizioni in armonia tra loro devono coesistere. Sicuramente è molto più affascinante vedere un falcone in volo pronto nel suo tipico atteggiamento di caccia, le emozioni sono maggiori anche nei soli tentativi di predare.

Molte sono le occasioni in cui la preda la fa franca, poche sono quelle di successo ma per me, in fondo, hanno lo stesso valore.

Pietro Pottino

Allevatore, addestratore  e selezionatore
Rapaci da Falconeria “Sparacia”
www.allevamentosparacia.com
rapax@neomedia.it“>rapax@neomedia.it

Sparacia Falconeria

Fonte: http://www.cacciainfiera.it

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De arte venandi cum avibus

miniatura federico in trono3De arte venandi cum avibus

     Il capde arte venandi cum a.olavoro di Federico II, il Liber de arte venandi cum avibus è stato scritto scritto tra il 1240 e il 1250 in latino ed è stato tradotto in italiano soltanto nel 2000. Manuale per l’allevamento e l’addestramento, e nel quale egli si rivela esperto in nutrizione, medicina, custodia e addomesticamento dei rapaci.

Riportiamo alcuni brani dal Liber:
                       

 

federico e arte 13V, 173 “Il lanario differisce dal pellegrino per il fatto che il lanario attacca la traina (pelle di lepre o di federico de arte 18uccello riempita di paglia, usata per addestrare il falcone alla caccia) peggio e più timidamente del pellegrino, e ha bisogno di un maggior numero di esercitazioni alla traina rispetto al pellegrino. I lanari, nel volo, sono meno veloci dei pellegrini”.