Caccia: Sardegna, conferenza stampa su Disegno di Legge per caccia, pesca e biodiversità naturali

falconeriaCaccia: Sardegna, conferenza stampa in programma per venerdì alle 10.30, presso la sala convegni Unione Sarda, in merito al Testo Unico sulle biodiversita’ naturali e sulla programmazione, tutela e valorizzazione delle risorse naturali rigenerabili. Un disegno di legge su caccia, pesca, falconeria e Calendario Venatorio.

Venerdì 7 alle 10.30 – nella sala convegni dell’Unione Sarda – in piazza Unione Sarda a Cagliari si terrà la presentazione di un testo unico sulle biodiversità naturali. Un disegno di legge per il governo del territorio, la gestione dell’ambiente e la programmazione delle risorse rigenerabili. Un provvedimento in grado di dare una svolta nel campo del prelievo venatorio e della pesca, con una particolare attenzione alla figura del cacciatore.

Un testo che mira anche alla reintroduzione della falconeria, alla previsione dei danni da selvaggina alle colture agricole sino alla caccia di selezione agli ungulati. Senza poi tralasciare la lotta alla peste suina. Il progetto sarà presentato da Modesto Fenu (primo firmatario), con i consiglieri regionali Rubiu, Tocco, Arbau, Randazzo, Floris, Ledda, Azara, Carta, Solinas, Orrù, Tatti, Pinna, Perra e Cherchi. “Si tratta di un disegno che mette ordine nel settore – spiega – con la tutela delle biodiversità naturali, la regolamentazione della raccolta delle risorse e dei frutti spontanei, la protezione della fauna selvatica. Nel testo saranno regolamentate la caccia e il settore della pesca, nelle acque interne e costiere”.Una normativa che è stata concepita con il supporto dei tecnici. La presentazione della legge venerdì 7 alle 10.30 nella sala convegni Unione Sarda, in piazza Unione Sarda. E’ prevista la partecipazione delle associazioni ambientaliste e venatorie. Saranno presenti anche alcuni esponenti dell’associazione dei falconieri isolani. Interverranno, tra gli altri, il presidente dell’Unione Cacciatori Sardegna Bonifacio Cuccu, la Coldiretti ed altri rappresentanti del mondo agricolo e venatorio isolano. Alla conferenza stampa farà poi seguito un convegno sulle tematiche ambientali e venatorie, con presentazione di slide e diapositive.

( 5 agosto 2015 )

On. Modesto Fenu

CITES allegati A – Tempistiche e richiesta dei certificati

 

loghiRILASCIO CERTIFICATI COMMERCIALI 

Si è compiuta una nuova, importante tappa di civiltà nel nostro settore di attività. Si sta avviando a soluzione l’annoso problema dei tempi di rilascio dei certificati commerciali CITES ( o c. “gialli”), che consentono di movimentare- in senso lato: spostare, cedere, esporre, scambiare, regalare..- gli esemplari di specie in All. A, come imposto dal Reg. (CE) n. 338/97.

In questo caso il problema non era normativo, ma culturale e organizzativo. Tutti gli interessati: allevatori, commercianti, commissione scientifica, controllori sul territorio (forestali) devono adottare il principio che il rispetto delle regole fondamentali è condizione essenziale per risolvere i problemi. E le regole esistono per detentori ma anche per gli organismi istituzionali: una richiesta va formulata secondo procedure definite, gli organi preposti alla ricezione, valutazione e risposta devono concludere l’istruttoria che la richiesta attiva,rispettando modalità e tempi che sono definiti con precisione dalle vigenti leggi della repubblica. L’ organizzazione degli organismi istituzionali preposti deve, conseguentemente, essere adeguata a questo vincolo insuperabile.

Mesi di analisi congiunte di casi reali da parte delle nostre organizzazioni, del Ministero (Autorità di gestione),del Corpo Forestale dello Stato (Organo di controllo), della Commissione scientifica (Autorità Scientifica), unita alla presa d’atto che il precedente comportamento produceva disservizi gravi (e difformità rispetto le vigenti leggi dello Stato), hanno portato a modifiche nell’organizzazione e nei comportamenti delle due istituzioni direttamente coinvolte nel rilascio degli indispensabili Certificati commerciali.

 

1-La procedura adottata progressivamente da qualche mese è la seguente:

-il richiedente (proprietario dell’esemplare) presenta richiesta di rilascio del certificato al presidio CFS (forestale) competente per territorio, allegando la documentazione prevista ( che non ha subito cambiamenti);

-il funzionario responsabile CFS controlla la corrispondenza della richiesta alle disposizioni normative e- se tutto è in regola- trasmette la richiesta direttamente alla Commissione Scientifica per il parere obbligatorio. In precedenza, la richiesta veniva trasmessa all’Ufficio CFS di Roma, che poi provvedeva all’inoltro alla Commissione : dunque, si salta un passaggio (inutile) , con risparmio di tempo e di costi ( per lo Stato).

Il Presidio locale CFS ha massimo 30 giorni di tempo per il controllo e l’invio alla Commissione Scientifica (Circ. n.6/2010) . E’ compito del presidio CFS locale competente tenere informato il richiedente del procedere della sua richiesta. Le informazioni CFS (così come le eventuali richieste di documentazione aggiuntiva) devono essere formulate per iscritto e motivate, cioè con riferimento preciso a norme e leggi vigenti. Una specifica circolare sarà inviata dal comando nazionale a tutti i presidi CFS sul territorio con questa disposizione.

-la Commissione Scientifica ha massimo 120 giorni di tempo per il rilascio del suo parere, comprendendo in questo tempo anche attività accessorie, come ispezione di un commissario, prelievo ed analisi DNA. Eventuali ritardi rispetto questi termini devono essere eccezionali, motivati e comunicati per tempo e per iscritto al richiedente da parte del presidio CFS locale competente (Reg CE n. 865/06, art.8 par. 3).

Dunque, una “normale richiesta “ di rilascio del Certificato commerciale deve essere evasa, al massimo,entro 30+ 120 giorni in totale, cioè 150 giorni calcolati dal momento dell’accettazione (richiesta completa secondo la legge). Il superamento di questi termini può comportare sanzioni per l’Amministrazione.

E’ buona prudenza del richiedente verificare con attenzione il rispetto di questi tempi:

-verificando prima della scadenza dei 30 giorni l’effettivo invio alla Commissione Scientifica da parte CFS, cui ha inoltrato la richiesta;

-verificando prima della scadenza dei successivi 120 giorni se la Commissione ha trasmesso il proprio parere, con un incontro presso la stazione CFS cui ha inoltrato la richiesta di certificazione. In assenza di sopralluoghi da parte di un commissario, dopo 100 giorni richiedere per iscritto informazioni a CFS competente, che richiederà delucidazioni alla Commissione e fornirà risposta scritta, come da disposizioni.

La rinuncia a questa verifica ed alla risposta scritta da parte CFS espone ad ulteriori ritardi ed incertezze.

2-Altre semplificazioni.

            –per le tartarughe, il controllo del luogo di detenzione è fatto direttamente da CFS locale competente. Conseguenza: semplificazione e velocizzazione del rilascio di un certificato, che però vale solo per spostamento e non per cessione dell’esemplare;

            -per i richiedenti detentori di fauna di specie CITES All. A che presentano richieste per la prima volta o da poco tempo, il controllo ispettivo avviene ad ogni richiesta, anche con verifica DNA; probabilmente la stessa attenzione verrà mostrata a chi riceve sanzioni: significa tempi più lunghi per il rilascio del certificato;

            per i richiedenti noti da tempo a CITES, che richiedono con continuità il certificato commerciale e che non sono incorsi in sanzioni è probabile si arriverà a ridurre nettamente i controlli in allevamento e del DNA, trasformandoli in saltuari: è un premio all’affidabilità. Ciò significherebbe una velocizzazione del procedimento di rilascio ( e in minori costi per lo Stato), rispetto i tempi prima citati (150 giorni totali).

 3-Consigli.

            -effettuare sempre le verifiche precedentemente ricordate, per controllare il rispetto dei tempi. Ricordiamo che la legge prevede sanzioni a carico dei funzionari che immotivatamente non rispettano i vincoli di tempo e la trasparenza dei procedimenti amministrativi : ad esempio non forniscono informazioni tempestive, richiedono immotivatamente ( quindi, senza riferimento alla norma vigente) nuovi impegni al richiedente;

            -rispettare scrupolosamente le procedure richieste per la presentazione della richiesta di certificato commerciale, fornendo la documentazione necessaria;

-in caso di ritardi non motivati per iscritto (la motivazione scritta è l’unica valida ed utile ed è un obbligo regolamentare per l’amministrazione) o non convincenti, è possibile segnalare la cosa al Ministero per chiedere ragione: non si tratta di un atto di scortesia nei confronti di nessuno ma di legittima richiesta di rispettare la legge.

 

Questo risultato è in fase di progressivo consolidamento e quindi non è ancora a regime. Giacciono ancora inevase molte richieste ereditate dal passato: occorrerà tempo perché siano tutte risolte. Alcune presentano complessità inusuale: si tratta di casi specifici che vanno trattati a sé.

Il risultato cui oggi si è pervenuti è da attribuirsi al fatto che, assieme all’Amministrazione, si è ripreso il filo del percorso costruttivo, definendo compiti, modalità, responsabilità di legge anche per gli appartenenti alle istituzioni, nonché semplificazioni procedurali.

Si è potuto arrivare a ciò, dopo lo stallo protrattosi per anni, anche perché è stato possibile certificare le anomalie del sistema mostrando casi documentati, attraverso cui si è risaliti alle cause, rimuovendole.

Gli allevatori e gli operatori commerciali devono, nel loro complesso ritrovare il senso di responsabilità  e di collaborazione che porta a denunciare le inefficienze, ma- contemporaneamente- a produrre tutti i documenti in loro possesso ed utili a trovare le soluzioni opportune.

Firmato

    •  Il presidente AIPA  Valeria Giberti
    •  Il presidente AISAD  Virgilio Camillini 
    •  Il presidente FOI     Salvatore Cirmi                                                                

Link alla modulistica occorrente per la dichiarazione di nascita dei nuovi nati e per richiedere la certificazione CITES

http://www.corpoforestale.it/flex/cm/pages/ServeBLOB.php/L/IT/IDPagina/370

Da non molto è possibile anche la richiesta dei certificati online! Serve firma digitale.

http://www.corpoforestale.it/flex/cm/pages/ServeBLOB.php/L/IT/IDPagina/983

Attendo i vostri commenti e le vostre esperienze in merito, Grazie.

Falconeria in Portogallo

Storia della Falconeria in Portogallo

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Scena di Falconeria scolpita nel sepolcro di D. Fernando Sanches (+ c.1333), figlio illegittimo del re D. Dinis del Portogallo, proveniente dalla cappella del Rosario di Nostra Signora de Oliveira (Santarem). Attualmente conservato nel Museo Archeologico del Carmo (Lisbona). A destra: Edizione del Libro di Falconeria di Pero Menino realizzata da Manuel Rodrigues Lapa e pubblicata a Coimbra nel 1931.

La presenza della Falconeria in Portogallo, nel corso della nostra storia, e’ molto importante essendo la caccia con il falco, profusamente documentata e registrata attraverso la conoscenza popolare, i codici medioevali e i registri storici della nostra nazione.

Crediamo che la pratica di questa arte si perda nel tempo e potrebbe risalire alla fondazione del nostro paese. Dovrebbe essere arrivata in Portogallo attraverso i re svedesi e visigoti. Il suo sviluppo pero’ ebbe luogo molto piu’ tardi, con il contatto con i popoli arabi nelle crociate.

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Ceramica portoghesedel secolo XVIII. Palazzo del Marchese di Tancos (Lisbona).

I primi accenni della cultura popolare in merito a quest’arte, raccontano di un re visigoto che, mentre la sua sposa pregava per la salute di suo figlio, decise di far tagliare la mano ad un servo che aveva perso un falco molto caro al re. Racconta la leggenda che, per intervento divino, il falco fece ritorno, salvando cosi’ il servo dal suo crudele destino. Questa leggenda e’ conosciuta come “la Vergine dell’astore”. I riferimenti piu’ recenti nella documentazione di archivio in merito a quest’arte di caccia, appaiono nel secolo XII, sotto il regno del Re Sancho I (1185-1211).

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Prima edizione de Arte di caccia di alto volo, di Diogo Fernandes Ferreira, pubblicata a Lisbona nel 1616.

Il periodo di maggior splendore della Falconeria nel nostro Paese, lo si ha durante il regno di Re Fernando, nel secolo XIV (1367-1383). E’ in questo periodo che venne scritto il “Libro della Falconeria”, nel quale l’autore, Pero Menino, si occupa di temi attinenti la salute del falco da caccia. L’originale del libro di Pero Menino ando’ perduto e gli unici esemplari conosciuti sono copie del XVII secolo, conservate nella Biblioteca Nazionale.

Con la perdita dell’indipendenza di Castilla, nel secolo XVI, la Falconeria in Portogallo perse il suo splendore e fu praticata solo da pochi. Indubbiamente e’ in questo periodo che fu pubblicato il trattato piu’ famoso della Falconeria portoghese, “Arte di caccia di alto volo”, di Diogo Fernandes Ferreira, stampato a Lisbona nel 1616. E’ un’opera che tratta a fondo la Falconeria ed oggigiorno viene considerata una pietra miliare della letteratura del XVII secolo, una testimonianza delle tradizioni dell’epoca. Il libro venne pubblicato quando l’autore aveva gia’ settant’anni.

Durante il XVIII secolo, con l’instaurarsi dell’indipendenza ed in seguito alle scoperte fatte in Brasile, la Casa Reale Portoghese ricomincio’ con entusiasmo a praticare la Falconeria.

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Le falconiere del Palazzo de Salvaterra di Magos (Santarem). Plastico realizzato da A. Smets nel 1989 per il museo di Valkenswaard (Olanda).

In questo periodo furono costruite le falconiere della Falconeria Reale di Salvaterra di Magos, che potevano competere con le migliori falconiere di tutta Europa. La loro direzione fu affidata a maestri falconieri dei Paesi Bassi, considerati i migliori d’Europa.

In questo periodo furono donati al re, da parte di stranieri, molti falconi. Tra questi, nel 1764 arrivarono i girfalchi piu’ belli d’Islanda, come dono del re di Danimarca. Solo nel 1765 furono donati al Portogallo sessanta falconi, che furono ospitati ed addestrati nella Falconeria Reale di Salvaterra di Magos.

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Nuno de Sepulveda Velloso, contribuì al recupero della falconeria in Portogallo, fondatore della Associazione Portoghese di Falconeria (APF) fotografato con il suo astore a pernici a Serra Grandola (Setubal) nel 1972

Nel secolo XIX la famiglia reale lascio’ il Brasile e la Falconeria venne dimenticata. Nel XX secolo venne praticata solo da un pugno di appassionati, che molto piu’ tardi diedero vita alla Associazione Portoghese di Falconeria (APF). Tra loro spiccavano Nuno de Sepulveda Velloso, Natalia Correia Guedes, Alfredo Baptista Coelho e Jose Albano Coelho Veloso.

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Pernici! Fotografia di Gonçalo Abreu.

Il presente

Oggi, andando contro l’attuale tendenza che allontana la gente dalle sue tradizioni e dalle conoscenze ad essa attinenti, la Falconeria persiste in Portogallo e sta gettando le basi per il suo futuro. Attualmente ci sono circa un centinaio di falconieri in tutto il Paese. Secondo i dati a nostra conoscenza, il numero si e’ mantenuto costante, anzi e’ leggermente aumentato nell’ultima decade grazie ad una maggiore divulgazione di questa tecnica cinegenetica.

Se nei secoli la Falconeria ha meravigliato e stupito la gente e si e’ limitata a poche classi privilegiate, oggi la pratica della caccia con il falco si e’ democratizzata e si puo’ considerare una tra le piu’ accessibili, come risultato del potere globalizzatore del tempo moderno di Internet. Cio’ crea enormi opportunita’, come anche nuove ed importanti sfide che non possiamo ignorare.

Parlare di Falconeria deve essere sinonimo di caccia e di “campo”, un patrimonio che e’ l’eredita’ di millenni. Il nostro Paese ha paesaggi invidiabili e di una straordinaria biodiversita’ che condividiamo con la Spagna. Poche regioni al mondo si possono paragonare alla bellezza naturale della penisola iberica. I “campos” del Portogallo offrono condizioni eccellenti per la Falconeria. Dalle montagne con dirupi scoscesi dei paesaggi del nord, passando per le colline di querce della regione centrale e arrivando alle pianure sconfinate del sud, il Portogallo offre tutto a colui che desidera dimenticare il suo tran tran cittadino e tornare a vivere il meglio che la natura puo’ offrire.

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Con il suo coniglio. Fotografia di Diogo Sousa.

In Portogallo con i nostri falchi cacciamo principalmente il coniglio, la lepre, la pernice, prede classiche che incarnano la vera essenza dei nostri “campos” e costituiscono la base della catena alimentare di molti degli animali che li abitano.

Purtroppo, durante l’ultimo ventennio, la loro presenza e’ diminuita e di cio’ devono essere tutti consapevoli, specialmente i falconieri. Nonostante cio’, e tenendo conto di questo fatto, si possono trovare luoghi con condizioni eccellenti per la caccia e che sono la prova vivente che una gestione adeguata e’ fondamentale, non solo per il futuro della caccia, ma anche per preservare il futuro della biodiversita’ e del paesaggio.

I rapaci piu’ comunemente utilizzati in Portogallo sono senza dubbio gli Harris, specialmente per coloro che cacciano il coniglio. Gli astori sono diventati piu’ numerosi sul guanto dei nostri associati, che li addestrano alla caccia delle stesse prede degli Harris.

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Fotografia di Nuno Garcia.

Falchi pellegrini e ibridi (specialmente girfalco con pellegrino) si utilizzano in alto volo per la caccia alla pernice e anatra, anche se questa caccia, attualmente, e’ praticata da una ristretta cerchia di esperti falconieri che amano la purezza dell’alto volo.

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Arrivano le reali. Fotografia di Gonçalo Abreu.

E’ aumentato anche l’interesse per gli sparvieri, soprattutto tra i dilettanti che hanno gia’ qualche anno di esperienza e che ora cercano nuove sfide. E’ stato solo recentemente che si sono cominciate a vedere le aquile reali, che hanno cominciato a destare l’interesse nei nostri membri e cominciano a vedersi sul pugno guantato dei portoghesi.

Per poter praticare la caccia con il falco in Portogallo, i falconieri devono superare un esame che valuta le loro conoscenze teoriche e pratiche sulla caccia in generale e sulla Falconeria in particolare. Inoltre e’ necessaria la licenza per cacciare nella zone del Paese dove si intende praticare l’attivita’ cinegenetica, nonche’ un’assicurazione venatoria.

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La partenza dal pugno. Fotografia di Gonçalo Abreu.

I falchi utilizzati devono essere registrati in Portogallo presso l’Istituto per la Conservazione della Natura e delle Foreste (ICNF). Oltre alle pratiche burocratiche, si deve pagare la quota per la riserva di caccia. L’ignoranza nei confronti della Falconeria da’ luogo a molti pregiudizi che causano l’esclusione dei falconieri da alcune riserve di caccia, nelle quali desidererebbero cacciare. Infine i costi (spesso superiori a quelli spagnoli) fanno della caccia un’attivita’ sempre piu’ difficoltosa, soprattutto in un periodo di crisi come quello che stiamo vivendo.

Approfitto di questo articolo per informare i nostri compagni falconieri spagnoli che desiderano cacciare in Portogallo, che per poterlo fare devono ottenere il riconoscimento e l’omologazione della loro qualifica di cacciatori da parte delle autorita’ portoghesi. Quindi, chiunque voglia cacciare in Portogallo deve informarsi con sufficiente anticipo consultando la pagina web dell’organo che regola questa attivita’, ovvero l’INCF (www.icnf.pt).

ASSOCIAZIONE PORTOGHESE DI FALCONERIA

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La APF

L’Associazione Portoghese di Falconeria (APF) fu fondata nel 1991. Sin dalla sua fondazione, la nostra Associazione intende la Falconeria come uso del falco per cacciare animali selvatici nel loro habitat naturale. La nostra missione e’ quella di promuovere e diffondere la pratica della Falconeria nel Portogallo, raccogliere gli elementi relazionati alla storia della Falconeria e collaborare alla protezione dei falchi da caccia.

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Manuale di introduzione alla Falconeria. Un primo sguardo nel mondo della caccia con i falchi.

Dal momento della sua fondazione e sino ad oggi, l’APF e’ l’unica rappresentante dei falconieri e della Falconeria in Portogallo. Inoltre rappresenta la Falconeria portoghese all’estero, soprattutto nella IAF, di cui membro associato. In tale contesto la nostra Associazione e’ stata rappresentata nell’incontro internazionale della IAF nel novembre 2012 a Kearney (Nebrasca, USA).

Oggi viviamo in un’epoca di cambiamenti spinti dalla tecnologia, ai quali la nostra Associazione non e’ estranea. Cosi’ abbiamo creato una piattaforma di contatto in Internet (www.apfalcoaria.org) che ci ha permesso di compiere un salto qualitativo nelle relazioni con i nostri associati e, nello stesso tempo, creare un portale d’ingresso affinche’ il pubblico sappia cos’e’ la Falconeria portoghese. Il nostro intento e’ che questo sito costituisca un centro di conoscenza su questa arte di caccia e che sia utile non solo ai nostri membri, ma anche al pubblico in generale, e possa soddisfare il suo desiderio di conoscere il patrimonio che la Falconeria rappresenta.

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Serie di francobolli della Repubblica del Portogallo dedicati alla Falconeria, emessi il 23 marzo 2013 per CTT Correios del Portogallo in collaborazione con l’Associazione Portoghese di Falconeria (APF).

Tra le attivita’ della nostra Associazione spicca la formazione dei futuri falconieri. Per aiutarli abbiamo creato un breve manuale di introduzione alla Falconeria, che si puo’ scaricare gratuitamente dalla nostra pagina web. Inoltre, in questo sito, abbiamo un Forum con accesso pubblico ed annualmente teniamo un corso per i neofiti. Inoltre l’Associazione fa’ parte dell’organizzazione che controlla e rilascia il carnet di cacciatore con il falco, contribuendo alla supervisione ed alla formazione della futura generazione di falconieri, nonche’ allo sviluppo delle usanze della Falconeria.

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Con la sua pernice. Fotografia di Antonio Carapuço.
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Profilo di astore. Fotografia di Gonçalo Abreu.

Come Associazione ci riproponiamo anche di salvaguardare e conservare la nostra storia ed il nostro passato. A questo proposito recentemente abbiamo ristampato il libro L’arte di caccia di alto volo di Diogo Fernandes Ferreira. Essendo coscienti che per i falconieri e’ importante avere accesso ad informazioni affidabili, abbiamo dedicato molti dei nostri sforzi all’interscambio con i nostri membri, sulle tematiche che crediamo debbano dirigere il futuro della Falconeria (benessere animale, impiego di ibridi, etica). Pensiamo che solo con un gruppo ben informato si possa affrontare il futuro. Annualmente si tiene una riunione generale dei soci dell’APF, normalmente alla fine della stagione di caccia, che costituisce un’occasione per la convivenza e lo scambio di esperienze all’interno del gruppo.

Il futuro

Il futuro ci riserva grandi sfide. In primo luogo abbiamo l’aspirazione ad ottenere che la Falconeria in Portogallo venga riconosciuta come rappresentante legittimo del Patrimonio dell’Umanita’, cosi’ come e’ stato per la Spagna. Allo scopo stiamo raccogliendo firme e speriamo di raggiungere tale obiettivo il prossimo anno. Inoltre ci piacerebbe contribuire a migliorare la pratica della Falconeria da parte dei nostri soci, attraverso proposte di migliorie all’organismo legislativo ed a far conoscere la Falconeria in modo veritiero all’opinione pubblica, molto spesso inondata da fondamentalismo anticaccia.

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La nuova generazione. Fotografia di Jose Bandeira.

Di tutte le difficolta’ che comporta la nuova era di globalizzazione e pressione sociale, quella che ci preoccupa particolarmente e’ la poca sensibilita’ verso le attivita’ tradizionali, soprattutto riguardo alla caccia ed all’utilizzo di risorse naturali. Ci pare che questo sia uno dei punti sui quali le associazioni di Falconeria di tutto il mondo avranno un ruolo molto importante e necessario in un prossimo futuro. Per questo crediamo che mantenere vive associazioni come l’APF e l’AECCA sia la prima linea di difesa in caso di attacchi alle nostre aspirazioni per una Falconeria di qualita’. E cio’ non si raggiungera’ con il solo appoggio economico, ovvero le quote pagate dai soci, ma soprattutto tramite la partecipazione attiva alla vita dell’Associazione.

Note sull’autore

cetreria portogallo 0010Pedro Gonçalo Bento da Silva Afonso, vicepresidente dell’APF, ha 29 anni. Leggendo sui falconi in un’enciclopedia, scopri’ casualmente la Falconeria rimanendo affascinato da questo tipo di caccia.

A quell’epoca in Portogallo si avevano pochissime informazioni su quest’arte, pero’ ebbe la fortuna che un parente trovasse in una librería a Lisbona, un libro in inglese sulla Falconeria. La mancanza di informazione si ando’ convertendo in una specie di trauma che gli creo’ un’incredibile bisogno di cercare e leggere continuamente informazioni sulla nostra arte.

Da che inizio’ a 15 anni con un simpatico gheppio, il periodo migliore come falconiere lo ebbe con un maschio di Harris di nome “Setembro”, avuto per 8 anni. In queste 8 stagioni di caccia pote’ constatare l’evoluzione e lo sviluppo delle abilita’ di caccia del suo compagno, anno dopo anno, che divento’ un eccezionale falco per la caccia al coniglio.

Oltre a questo Harris c’e’ da citare anche un buon maschio di sparviero, di nome “Papel”, che lo delizio’ per la sua agilita’ nel volo e per la sua intelligenza.

Nel 2006 creo’ una pagina web dedicata alla Falconeria portoghese e ben presto si trasformo’, per molti anni, in un punto di incontro di falconieri del paese vicino. Nel 2011 formo’ parte della Giunta Direttiva dell’associazione portoghese di Falconeria e, sotto un nuovo dominio, quella pagina web divenne la pagina ufficiale dell’associazione con l’intento che si convertisse nel maggior centro d’informazione e appoggio per la pratica della Falconeria in Portogallo.

Pertanto si invitano i lettori dell’annuario della AECCA, a visitare il sito www.apfalcoaria.org.

Testo: Pedro Alfonso

Si ringrazia per la traduzione: Margherita Sporeni alias “Volovia”

Riproduzione Riservata – Articolo pubblicato sulla rivista di falconeria “La Alcandara” edita dalla AECCA e pubblicato su www.falconeria.org, con il permesso della AECCA