Torna a Tarquinia, dal 31 maggio al 2 giugno, la festa campestre più popolare d’Italia

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Una grande festa all’aria aperta a contatto con la natura, con tante attività per famiglie e ragazzi, per conoscere ed apprezzare il country living declinato in ogni suo aspetto. Questo, e molto altro, è Game Fair, unico esempio di festa campestre in Italia che richiama ogni anno decine di migliaia di visitatori da tutto il Paese e dall’estero (55.000 le presenze nell’Edizione dello scorso anno). Sarà ancora Tarquinia, la capitale Etrusca famosa nel mondo, ad accogliere la prossima Edizione della Manifestazione, in calendario dal 31 maggio al 2 giugno in località Spinicci, immersa nella natura incontaminata di una splendida tenuta privata di 40 ettari a ridosso del mare e aperta al pubblico per l’occasione.

Il 2013 si preannuncia come l’anno del rinnovamento. Questa Edizione si caratterizza infatti per un nuovo respiro nazionale ed internazionale, grazie al potenziamento voluto da Fiera di Vicenza e CNCN (Comitato Nazionale Caccia e Natura), che hanno dato vita alla nuova società GFI Srl, organizzatrice dell’Evento. La vocazione a far crescere in Italia una nuova cultura delle attività all’aria aperta, farà dunque crescere, con questo appuntamento, ancora di più le attività Outdoor.

La festa presenterà giorni densi e ricchi di spettacoli e iniziative di ogni genere legati al mondo venatorio, del tiro, della cinofilia, della pesca, della vita all’aria aperta, della vita rurale, del cavallo. Una grande kermesse dell’outdoor a 360°, con un calendario di 150 Eventi nell’arco dei tre giorni. Spettacoli con cani, cavalli, falconieri, tiro a volo (prove per il pubblico ed esibizione dei campioni), percorsi di caccia, tiro ad aria compressa, ma anche arco e fionda, dimostrazioni e prove di pesca sia in acqua dolce che in mare, battesimi della sella. I calendari dettagliati delle iniziative saranno evidenziati in progressione sul sito www.gamefairitalia.it

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L’Evento è strutturato per riuscire a dare al pubblico molteplici occasioni per passare piacevoli giornate nella tenuta, con una serie di iniziative rivolte alle famiglie e ai ragazzi. Per il 2013 si replica uno splendido villaggio del gusto con i prodotti tipici di diverse realtà italiane, come per la passata edizione, ma in una veste ancora più completa; inoltre ci sarà la possibilità per i visitatori di sperimentare la splendida avventura dell’Indiana Park direttamente dalla Manifestazione con l’attraversamento del canale Cazzanello su un ponte tibetano.

Al Game Fair anzitutto è il “fare” che arricchisce la partecipazione dei visitatori. Sono tantissime le cose da fare e sperimentare all’interno dell’esposizione. Il principe delle attività è ovviamente il tiro con le numerosissime linee nelle quali gli appassionati possono provare le armi delle più prestigiose case armiere italiane e cimentarsi in diverse tipologie di piattelli. Ma la Manifestazione accoglie il tiro anche in una veste più ampia e consente di cimentarsi in tante altre declinazioni del tiro: dalle armi di riproduzione western ad avancarica al tiro alla fionda, dal tiro con l’arco a quello ad aria compressa, dal piattello laser al tiro virtuale.
La seconda e non meno importante dimensione è quella del “vedere”. Esibizioni di agility e dimostrazioni cinofile, dimostrazioni tecniche di pesca tra le più appassionanti, tra cui il surf casting, spettacoli di equitazione con dimostrazioni di ogni genere, prove dei falconieri con le loro straordinarie evoluzioni, dimostrazioni di Merca simulata, dimostrazioni e incontri con associazioni, allevatori e dimostratori di diverse discipline venatorie e di addestramento, spettacoli di falconeria e rievocazioni storiche.Game Fair è una Manifestazione imperdibile, una kermesse dalle caratteristiche uniche in tutta Italia. Unica per la quantità e qualità dell’offerta, unica per la capacità di coniugare tradizione ed evoluzione. L’appuntamento è dal 31 maggio al 2 giugno

Note storiche

In Italia la Manifestazione giunge alla sua 23^ Edizione. A livello internazionale, invece, il Game Fair è un evento nato in Inghilterra nel 1950 a cura della «Country Landowners Association», un’organizzazione di gentiluomini di campagna che intendeva in questo modo valorizzare quel tipo di cultura e tradizione, occupandosi di riunire periodicamente tutti gli amanti della caccia, dei cani, dei cavalli, della pesca e della vita in campagna.
Attualmente questa Manifestazione è estesa dall’Inghilterra alla Francia, dalla Spagna agli Stati Uniti e all’Italia. Nel nostro Paese la manifestazione arrivò per ultima, trovando tuttavia il terreno ideale per presentarsi in una veste nuova, con l’inserimento di elementi e di tratti che sono propri della cultura e della tradizione che fanno riferimento alla vita rurale italiana.
La prima esperienza italiana risale al 1991-1997 e fu svolta sul Lago di Bracciano presso la Tenuta Odescalchi. Successivamente, fino al 2002, la Manifestazione è stata organizzata, anche grazie all’interessamento della Regione Toscana, nella Tenuta Bellavista Insuese di Collesalvetti (LI). Fino al 2006 è stata scelta, invece, la Tenuta Santa Barbara nel comune di Bracciano (Roma), a due passi dal lago omonimo. A partire dal 2007 la manifestazione si svolge a Tarquinia, in località Spinicci.

gamefairitalia.it
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Falconeria in Spagna

El autor con su peregrino y una cercetaAutore: Andrés López Sánchez, presidente dell’AECCA (Asociación Española de Cetrería y Conservación de Aves Rapaces)

Fotografie: Berta Peinado y Andrés López

Traduzione: Ricardo Manuel Olmos de León

 

Se si dovesse definire l’attuale situazione della falconeria in Spagna con soltanto una parola, forse si dovrebbe usare il termine “plurale”, per descrivere l’enorme diversità che caratterizza la caccia con i falchi in Spagna. Questa pluralità è il risultato di un adattamento pratico a tanti ecosistemi, paesaggi e prede diverse, ed a una regolazione legale eterogenea e complessa, dipendente dai capricci arbitrari e soggettivi di ognuna delle diciassette regioni autonome che formano il complicato mosaico geopolitico del territorio spagnolo.

La caza de patos por altanería  es sublime           La falconeria praticata nei monti fitti del nord del paese, eredità vivente del periodo visigotico, non ha nulla a che fare con quella che si svolge nelle ampie pianure del centro e del sud, che rievoca lo splendore musulmano dell’ antico periodo andaluso. Oggi in Spagna si caccia con falchi dalle zone steppose del sudest ai boschi più folti delle montagne pirenaiche o cantabriche, passando per una assortita rappresentazione di ambientazioni naturali come le lave canarie, le marisme e campagne andaluse, le secche e ostili mesete castigliane, le accidentate montagne levantine e baleariche e i fitti faggeti, pinete, querceti e rovereti che le cirdondano.

Le leggi che regolano questa attività in ognuna delle singole regioni non hanno niente in comune ed ovviamente, condizionano lo svolgimento quotidiano della falconeria nella regione in cui viene praticata. Se in una regione è consetito l’utilizzo di certe specie di falchi per la caccia, in altre, è invece vietato, spesso senza criteri  di

Híbrido de gerifaltexperegrino

conservazione o argomenti scientifici. È così grande la mancanza di dialogo fra le diverse amministrazioni regionali che è possibile trovare una provincia in cui si può usare per la caccia il maschio di una specie mentre nella provincia vicina è assolutamente vietato e si possono soltanto utilizzare le femmine di quella specie particolare. L’incongruenza delle norme arriva al punto di consentire la caccia di alcune specie di selvaggina nella riva di un fiume e vietarla nell’altra solo per il fatto di appartenere a regioni diverse; questo fatto crea delle divergenze che danno forma al polemico panorama venatorio attuale del nostro paese.
Ciò nonostante, la falconeria in Spagna, anzichè essere danneggiata, in questo maremagnum legale, si è ampiamente diffusa, abituandosi a questa pluralità che è quasi diventata un nuovo simbolo d’identità. Da una parte c’è la “vecchia guardia”, un

Baharí a la codorniz

insieme di esperti falconieri,scelto, ridotto, chiuso, poco interessato agli eventi ed impermeabile alle nuove tendenze, che praticano le modalità tradizionali di caccia nelle loro riserve o terreni di sempre. D’altra parte, una fiumana crescente di aspiranti, molto portati per i raduni, riunioni e forum di opinione, aperti a tutte le novità e, in genere, più legati all’ambiente urbano e con obiettivi molto diversi da quelli venatori. Mentre la “vecchia guardia” rimane in disparte e diventa vecchia, le nuove generazioni si propagano e si erigono a rappresentanti attuali di una falconeria incipiente e diversa che si mostra più vicina e attraente all’opinione pubblica. Il problema è che si rischia di confondere modi e obiettivi, che si snaturi l’essenza tradizionale, il valore storico, culturale e venatorio.
Diversi fattori costituiscono la causa di questo cambiamento. Verso la metà del secolo

Azor con azulónscorso, il dottore Félix Rodríguez de la Fuente diffuse l’arte della falconeria in Spagna dopo un lungo periodo di stallo e, un minuscolo gruppo di falconieri dovettero “reinventare” una tecnica venatoria dimenticata nei polverosi scaffali delle biblioteche. Questa prima generazione di falconieri diffusero il loro apostolato fino agli ultimi decenni del ventesimo secolo, quando la nostra passione comune viveva uno dei momenti più felici con lo sviluppo dell’allevamento in cattività dei rapaci e l’apparizione e susseguente miglioramento delle attrezzature di telemetria. Proprio quando tutto stava procedendo al meglio, un decreto nel 1989 dichiarava la falconeria vietata per legge, motivandola con il fatto che si trattasse di una modalità di caccia di massa e non selettiva. Con questo colpo irrazionale, si spinse di nuovo l’arte della falconeria, con il suo maggiore peso culturale venatorio mai conosciuto, nelle catacombe della storia, nel buio più assoluto. Non ci fu altro modo che adattarsi, reinventarsi, cavarsela con una soluzione improvvisata di emergenza.

Gavilán en un campo florido con los colores nacionales

La soluzione all’interdizione del ’89, fu, che col passare del tempo, la falconeria diventasse rigorosamente a scopo sportivo. Fu creata una normativa specifica di competizione e si idearono e svilupparono una serie di eventi e raduni regolati che consentirono di continuare con l’allenamento dei falchi in volo libero. Nello stesso tempo si lottava con tutti i mezzi e argomenti disponibili cercando di levare quel divieto, la qual cosa provocò un logorio senza paragone per il fatto di dover trattare con diciassette interlocutori (uno per ogni regione), diversi come le tendenze politiche dei responsabili delle negoziazioni, che mai presero le decisioni secondo la posizione più appropriata in ogni occasione, ma in base ai migliori risultati elettorali che avrebbero ottenuto. La lotta continuò ancora con dibattiti, miglioramenti, negoziazioni e speranza.

Harris con azulón

Questa tappa basata sulle competizioni e raduni ha creato le basi per il futuro a tutt’oggi valide. Ci sono tanti falconieri che allenano i propri falchi soltanto per la competizione e non per la caccia. Partecipano passando da un campionato all’altro col falco sul pugno con l’unico scopo di trovare altri concorrenti come loro, scambiare amicizia, tecniche e idee; di caccia si parla poco o niente,è anche vero che esistono eccezioni importanti.
Harris a la liebreIl basso volo è dominato dalla poiana di Harris, usata in tutta la Spagna, soprattutto nelle mani dei falconieri giovani anche se non è raro trovare dei maestri falconieri che la usano con grande successo. La maggioranza va a caccia del coniglio o della lepre, alcuni con il cane e altri senza; c’è chi porta il falco sul pugno e c’è chi lo lascia libero aspettando tra gli alberi la fuga della selvaggina. Certi falconieri cacciano con un solo harris e altri  ne volano più di uno insieme. È più raro trovare dei falconieri che caccino anatre, pernici, cornacchie, gazze o gabbiani; però ce ne sono,benchè sparsi per tutto il paese. Gli astorieri sono meno, anche se attualmente si percepisce un incremento con l’aggiunta di alcuni falconieri che sono passati dalla poiana di Harris dei loro primi anni, al secondo livello di complessità in compagnia degli astori. Negli ultimi tempi si è incrementato l’utilizzo delle sottospecie nordiche, anche se la maggioranza continua ad usare le razze iberiche e centroeuropee dell’astore per la cattura delle stesse prede che catturano con l’Harris.

Azor al conejoPochi sono i falconieri che si dedicano agli sparvieri. I motivi sono, in primo luogo, la delicatezza e le accortezze nella loro cura e gestione e, in secondo luogo, la scarsità di selvaggina legale alla portata di questa specie, a causa di limitazioni come il merlo, recentemente tolto, in alcune regioni, dall’elenco delle specie cacciabili. Con lo sparviere si catturano tordi, storni, quaglie, gazze, taccole e, raramente, alzavole, piccioni o pavoncelle. Negli ultimi anni incomminciano a essere usati altri sparvieri, particolarmente lo sparviere bicolor, anche se il numero è ancora poco significativo.

Il gruppo di falconieri che cacciano con le grandi aquile è ancora molto ridotto in Spagna, sebbene chiaramente in crescita. La specie preferita è l’aquila reale che normalmente viene addestrata per la caccia della lepre o del coniglio, anche se qualche appassionato è riuscito a catturare la volpe, il capriolo o addirittura il camoscio.
Baharí peleando con cornejaCon i falconi, la modalità predominante è quella del volo a monte (altanería), e l’ibrido girfalco x pellegrino è il falco preferito, anche se molti falconieri cacciano con pellegrini, soprattutto baharíes (F. p. brookei). La preda più ricercata per il volo a monte in Spagna è la pernice rossa, sempre più rara e difficile da trovare nei territori appropriati; questo fatto spinge molti falconieri a combinare i rilasci di piccioni con la caccia sporadica di pernici. Con la modalità del volo a monte si cattura anche qualche quaglia d’estate (agosto-settembre) e diverse specie di anatre nella stagione venatoria: germano reale, mestolone comune, alzavola, canapiglia, fischione, moriglione,… e, a dire la verità, sono pochissimi gli specialisti che hanno un falcone pronto tutta la stagione per questa modalità così impegnativa ed esclusiva.

Il volo a vista è una tecnica anche usata con i falconi per la cattura di gazze e cornacchie, voli un po’ in disuso (soprattutto la caccia della cornacchia,  per la difficoltà del volo ed il pericolo della preda) sebbene sta diventando sempre più frequente la caccia della gazza con il falco aplomado, volo promettente che ha sempre più adepti. Anche i gabbiani si cacciano in modo simile, generalmente con l’uso di ibridi.

La perdiz roja, principal protagonista de muchos lances

Il gruppo degli appassionati dei gheppi è cresciuto dalla recente introduzione del gheppio americano nella faconeria spagnola; con questo falchetto si riescono a catturare i diffidenti storni delle periferie e qualche quaglia.Come si diceva all’inizio, la falconeria spagnola offre una grande diversità di prede, di falchi e di punti di vista per condividere sogni e voli in una ambientazione ancora attraente e allettante,in un paesaggio che ancora nasconde emozioni per chi decide, per alcune ore, di essere parte integrante di un ambiente naturale, ricco, selvaggio e vario, in un palcoscenico degno di un’arte di caccia antica quanto l’essere umano e viva come la passione che, ogni giorno, si sveglia nelle migliaia di cuori dei falconieri di tutto il mondo.

real con zorro

Cari amici falconieri, vi invitiamo a conoscere un po’ più da vicino i nostri campi, le nostre prede e i nostri sogni condivisi. Speriamo che nella Spagna troviate lo specchio in cui vedervi riflessi, sempre che sia di vostro gradimento! Vi aspettiamo.

 

Si ringrazia per la condivisione: AECCA: www.aecca.org

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Falco di Harris

IMG_0944La Poiana di Harris (Parabuteo unicinctus) è un rapace che da alcuni si è affacciato con prepotenza alla pratica della falconeria ed è stato da subito apprezzato per le sue pecularità che lo rendono unico.

 Distribuzione e migrazioni:

E’ una specie con un vasto areale che si trova nelle zone cespugliose semi-desertiche dell’estremo sud degli USA, dal sud ovest della Louisiana al Kansas, sud est della California e nel Texas meridionale, fino al Messico, in tutto il Cile meridionale, in Argentina, nel Paraguay fino al Venezuela. E’ stato notato anche in Brasile.

Sottospecie:

  • Parabuteo unicinctus harrisi: diffuso nel sud degli Stati Uniti, Louisiana, Kansans, Messico, Texas e nell’America Centrale dall’Ecuador al Peru’. E’ il piu’ piccolo delle tre specie (peso inferiore) e rappresenta il ceppo selvatico originario.
  • Parabuteo unicinctus unicinctus: diffuso nel sud-est della California, in Cile, Peru’, Venezuela, Paraguay, Argentina, Brasile. Ha aspetto molto simile all’harrisi con testa e petto marrone fuligginosi, le ascelle e le zampe hanno un colore marrone velato.
  • Parabuteo unicinctus superior: e’ la specie conosciuta come la piu’ grande, la piu’ pesante e la piu’ scura. Si trova in California, Arizona e Messico.

Allo stato selvaggio questo falco lo si puo’ trovare in zone semi-desertiche, savane aride e occasionalmente in rade zone boschive.

Si vedono di frequente esemplari posati su alti cactus o pali del telefono, molto spesso accanto ad un altro individuo della stessa specie.

IMG_1275Aspetto e piumaggio:

E’ un bel falco dal piumaggio marrone bruciato con sfumature piu’ o meno intense fino ad arrivare ad un marrone/nero scurissimo. Da notare la barratura bianca delle penne timoniere.

Lunghezza: 52 cm

Peso: 570 – 1.130 gr.

Apertura alare: 115 – 130 cm

Occhi: iride color marrone scuro con circoli periorbitali gialli.

Becco: grigio acciaio con punta nera.

Tarsi: gialli.

Alimentazione e Tecniche di caccia:

Il falco di Harris e’ stato visto cacciare alzavole, ralli, gallinelle e piccoli uccelli della grandezza di tordi. Inoltre preda roditori, conigli adulti e persino le lepri del Nord America.

Si tratta di un falco dal comportamento unico, ovvero caccia in gruppo allo stesso modo in cui cacciano i lupi con i quali ha similitudine anche nella struttura sociale. Questa particolarita’ di cacciare gli permette di avere delle maggiori possibilita’ di catturare la preda in quei territori cosi’ inospitali e ostili dove questi falchi vivono. Inoltre possono cosi’ catturare anche prede di maggiori dimensioni, il che non sarebbe possibile se fossero soli nella caccia.

Sono i maschi che si lanciano all’inseguimento in quanto piu’ agili e veloci delle femmine che, al contrario, sono quelle che arrivano per ultime sulla preda per sferrare l’attacco decisivo.

Al momento del pasto si e’ potuto evidenziare che gli adulti attendono sempre che i giovani del gruppo abbiano terminato di mangiare, prima di iniziare a loro volta.

09112008Uso in Falconeria:

Viene considerato quasi da tutti un rapace di facile addestramento, versatile nella caccia e che può essere volato in luoghi morfologicamente molto diversi. Viene utilizzato con sempre maggior frequenza nella attività del bird – control per l’allontanamento degli piccioni nelle aree infestate, ma anche per esposizioni e dimostrazioni di volo per il carattere collaborativo che manifesta.

Considerazioni di Enrico Brocchetto:

Per quanto mi riguarda la falconeria è esprimere le proprie arti comunicative con i propri rapaci, applicata all’indole venatoria innata che risiede dentro di loro. Non ci sono parole per descrivere il tipo di rapporto che può crearsi tra uomo e rapace. Quello che bisogna assolutamente tenere in considerazione è che ci si relaziona con una creatura pensante, di intelletto acuto se stimolata nella maniera corretta e quindi libera di decidere cosa è più conveniente per lei. Non si impartiscono ordini in quest’arte, si danno dei suggerimenti. Un bravo falconiere risulta tale perché riesce ad avvicinare il suo modo di pensare al modo di pensare del falco, creando un feeling molto forte con esso per un appagamento reciproco.
IMG_1282A differenza di quello che dichiara il 98% dei falconieri, la poiana di harris è un falco estremamente complesso. Mi fu consigliato per iniziare per la sua indole collaborativa. Per me è il più efficace rapace che esista se in mani giuste, quanto il più inefficace nelle mani sbagliate.
Dopo poco tempo che cominciai a conoscerli trovando il modo giusto di comunicare passando molto tempo con loro, osservandoli a fondo, loro osservavano me, senza che io facessi nulla, se non guadagnandomi il loro rispetto, diventai la loro guida, il loro compagno creando un legame fortissimo.
Ho visto moltissimi harris durante manifestazioni, eventi, raduni e fiere, ma posso contare nella dita di una mano quelli che ho visto appagati della vita che stavano conducendo con il proprio compagno. E’ molto raccapricciante non conoscere le esigenze, le potenzialità e l’indole di questi animali. Ad occhi inesperti è semplicemente un magnifico falco che sta nel pugno del suo falconiere, ma pochi quando lo vedono vanno oltre. Ci sono sguardi, movimenti, segni che il soggetto vuole trasmetterci di benessere o di grande disagio e frustrazione mentale che nella maggior parte delle volte si trasferisce sull’estetica del soggetto. Quando osservo i miei rapaci, li guardo negli occhi e vedo soltanto gratitudine per aver avuto voglia di ascoltarli, di aver sbagliato entrambi, ma soprattutto di aver avuto voglia di vivere assieme. Non è stato difficile.

Conclusione:

DSCN0045Il falco di harris si dimostra sempre di buon carattere, poco timoroso verso persone e cose tranne nei confronti del cane che non conosce in quanto verso di esso nutre un atavico sentimento di paura, essendo predato in natura dal coyote Americano. E’ un animale socievole, tranquillo, all’apparenza inoffensivo, pigro, indolente quasi sornione. A caccia si dimostra invece estremamente brillante, acuto, collaborativo, opportunista, intelligente. Impara in fretta, impara dai propri errori, impara ad utilizzare i posatoi migliori per essere più efficace nella cattura del selvatico. E’ difficile demotivarlo, prova sempre a cacciare: dalla pianta, dal pugno, a piedi tra i cespugli, li ho visti stanare la preda con i più svariati modi! Sembra davvero che sia un rapace capace di risolvere piccoli problemi e trovarne la soluzione. Ha un attacco deciso e diretto. E’ aiutato dalle lunghe zampe di cui ne fa ottimo uso e dalla presa comparabile a quella dell’astore. Avendo un carattere tranquillo e sociale ed essendo di struttura robusta, è il falco più usato per il bird control. Si può far volare in coppia o in “Gang” cioè con più individui anche dello stesso sesso. Si riproduce con facilità in voliera e la coppia è collaborativa e molto attenta in tutta la fase riproduttiva. Detto ciò, è facile capire perchè è il falco più utilizzato dai falconieri di tutto il mondo e mi permetto di dirvi: ” Il falco di harris lo critica solo chi non lo ha mai volato” 😉

Federico Lavanche

 

fonte: veterinaricasalesulsile.com

falconeriamoderna.it

foto: Federico Lavanche (copyright 2013)