Diario del mio Astore esperienza di allevamento 2013

astore

 

 

23-06-2013 Arrivo  a casa

Daniele Arcioni e Federico LavancheQuesta è la storia di Gemma, è così che ho chiamato la mia nuova giovane femmina di astore. Oggi è il 23-06-2013 e ha 31 giorni di vita. Non è un falco nato in libertà ma proviene da uno dei primi allevamenti italiani di rapaci. Come da norme di legge ha infatti un anello inamovibile al tarso e un documento che attesta la nascita in cattività (CITES).  Ho chiesto all’allevatore di lasciare la piccola insieme alla madre fino ai 30 giorni, dopo di chè avrei provveduto io stesso all’imprinting sull’uomo abituandola alla routine della vita insieme a lui. L’avventura inizia nel momento in cui separiamo la piccola dalla madre e la riponiamo in un contenitore di quelli usati per le lettiere dei gatti riempita di rametti di abete. Dovendo affrontare un lungo viaggio di 5 ore in macchina, abbiamo deciso di sistemare il contenitore sul sedile posteriore dell’auto tra le mie figlie. Devo dire che fin da subito la piccola si è dimostrata un po’ tesa ma non troppo. Osservava soprattutto il movimento delle mani delle mie figlie impegnate Federico Lavanche e famigliacon il lettore mp3, psp, patatine fritte, ecc.ecc. All’auto grill, guardava con interesse  l’enorme afflusso di gente che andava e veniva, protetta dai vetri oscurati della macchina. Arrivati a casa, l’abbiamo subito riposta nel suo nuovo nido ricavato dal tavolino tondo del salotto proprio vicino alla tv, nella stanza che in assoluto, da noi più vissuta. Al centro del tavolo abbiamo riposto un grosso sottovaso con intorno frasche di lauro con al centro rametti di pino, rosmarino e salvia, giusto per mantenere un buon odore in casa. Presenti sul tavolo anche il guanto da falconeria, un cappuccio, un logoro e la metà di una quaglia da sgranocchiare. Abbiamo dovuto mettere dei nylon lungo le pareti della sala e delle vecchie tovaglie sui divani perché non so lo sapete… gli astori defecano ad una distanza ragguardevole….

Ha apprezzato molto il nostro lavoro e si è sentita subito a suo agio. Ha iniziato a guardare fuori verso il giardino dando una sbirciatina all’altro falco legato alla sua sistemazione a casa nido astorepertica, al cane che faceva capolino, ai 2 mici curiosi che ben conoscono i rapaci. Dopo un paio d’ore si è rilassata a tal punto da lisciarsi la piume e da mettersi con la zampa in piuma. La quaglietta per ora non l’ha toccata, vedremo più tardi. Non le sfugge nulla, ogni nostro movimento, ogni volta che parliamo, qualche scena in tv, si dimostra davvero curiosa! Passa con noi tutta la serata sul suo nido sul tavolo dopodichè avvicino il contenitore che ci è servito per il viaggio e molto delicatamente la spingo verso di esso, lei acconsente e ci si trova praticamente dentro. Sempre molto lentamente, la porto nella doccia , la deposito lentamente sul fondo con tutta la cassettina, chiudo la porta della doccia e la lascio li al sicuro per tutta la notte.

24-06-2013 ambientamento

sistemazione notturna giovane astoreMi dirigo in bagno e la trovo dove l’ho lasciata, all’interno della doccia, nel suo contenitore. Prendo una metà quaglia scongelata e vado a riporla nel nido sul tavolo del soggiorno. Mi reco in bagno, tiro su il contenitore con il falco dentro e molto lentamente, porto il falco in soggiorno, con una leggera pressione sulla spalla del rapace, la invito a saltare sul tavolo-nido e così fa. Dopo pochissimo, attacca la metà quaglia a disposizione e la divora praticamente tutta. Passa tutta la mattinata sul tavolo a vedere la televisione con le mie figlie. Al nostro rientro per pranzo, la troviamo tranquilla sul nido. Nel pomeriggio la prendo di nuovo e la invito a salire sul pugno guantato per la prima volta semplicemente poggiandoglielo dietro la coda fino a quando, arretrando, è praticamente costretta a salirci su..E’ un po’ impacciata, a malapena sta in piedi e sembra aver difficoltà ad usare le “mani” per stare dritta sul pugno. Molto lentamente la porto sul contenitore posto sul tavolo in giardino. Si gode un po’ di aria fresca, guarda con curiosità tutto ciò che ha intorno a sé, cani compresi. Colgo l’occasione per metterle i braccialetti dei geti e un campanello che mi sarà utile in seguito. Dopo un’oretta, apro a metà la sua prima quaglietta piumata e la dispongo sul nido in soggiorno, così lei non mi vede! Mi astoreavvicino, la invito a salire sul pugno semplicemente ponendolo sotto la coda e lei con un passo indietro ci è salita sopra. Delicatamente, la riporto al nido e, dopo poco, assaggia la quaglia. In un momento di tranquillità le metto anche i braccialetti alle zampe e un campanello, giusto perché si abitui fin da subito. Alla sera, durante la cena, vedo con piacere che mangia il resto della quaglia con più appetito e disinvoltura della volta precedente, ingoiando ossa e piume. Termina la serata saltando giù dal tavolino per poi risalirci su dopo qualche istante. Si è lisciata le piume e sta con la zampa in piuma. Ha il gozzo, è rilassata, ottima esperienza positiva, sta andando tutto per il meglio. La nottata la passerà in doccia come la scorsa notte.

25-06-2013

Federico Lavanche con giovane femmina di astoreOggi la giornata è trascorsa in tranquillità sul suo nido in soggiorno. Ha mangiato metà quaglia alla mattina e altra metà alla sera. Tutto il giorno è stata a sonnecchiare, a passarsi il becco tra le piume, a stiracchiarsi, a vedere la televisione in compagnia della famiglia fino a sera. Ho provato a tirarla su sul pugno appoggiandolo sotto la coda. Una volta sul pugno, molto delicatamente, l’ho sollevata su e accarezzata brevemente. Si regge sul pugno a malapena, non è in grado di girarsi ne di trattenersi bene con le zampe  e ho paura che cada. Non sa ancora usare le ali che non sono neanche sviluppate quindi la ripongo delicatamente al nido. Passa la notte in doccia come sempre.

26-06-2013

Gemma mentre magiaVado a prenderla in doccia, è completamente sdraiata sul petto all’interno del suo contenitore nido. Sollevo su contenitore e falco e molto lentamente, come sempre mi dirigo in soggiorno dove ho riposto precedentemente metà quaglia legata al logoro nel nido. Appena è a portata, con una mano, la invito a saltare sul nido del soggiorno, e così fa. Dopo poco inizia a mangiare la quaglia.
E’ in questi momenti che amo soffermarmi vicino a Gemma, voglio che associ la mia presenza ad una esperienza positiva come il nutrimento.

astore

Passa tutta la mattinata sul suo nido. A pranzo la trovo sui resti piumati della quaglia e decido di integrare la sua dieta con un pulcino intero che ripongo alle sue spalle mentre è indaffarata a vedere altro. Poco dopo lo divora con ingordigia in mia presenza, altra esperienza positiva. Ha sempre un bel gozzo visibile. Circa ¾ d’ora dopo, cerca ancora cibo… Le do un altro pulcino, sempre senza farmi vedere che lo metto nel suo nido. Quando torno, alla sera per cena, le metto la sua prima quaglia intera che divora quasi tutta! La “ragazza” cresce e con essa l’appetito! Buon segno!  Non ama stare sola, quando lo è scende dal nido per esplorare casa a piedi…. L’ho trovata grazie al campanello… Ho provato a prenderla su con il guanto ma scende immediatamente. Sono costretto a prenderla di forza e a riporla in soggiorno con non pochi schiamazzi da parte del pennuto. Vedremo più in la…. Novità del giorno, inizia dopo il pasto a pulirsi il becco e ad artigliare con rapidità e violenza qualche parte del nido… Sta imparando a controllare le sue armi micidiali!

29-06-2013 Introduzione al logoro

astoreOggi è sabato è una bellissima giornata di sole e ho tutto il giorno per studiare il comportamento del giovane astore. Come sempre la vado a prendere dalla doccia e la porto nel nido in soggiorno dove la aspetta una quaglia sul logoro. Senza indugi, appena mi avvicino al nido, con un voletto di 50 cm, si lancia sul nido e subito dopo sul logoro dove la faccio mangiare a sazietà. Non appena ha finito di mangiare, mi riavvicino con la cassetta nido (quella che utilizzo per la notte) e la spingo delicatamente a salirci su per portarla sul tavolo in esterno. E’ bello vedere che osserva tutto, cani, gatti, farfalle, erick sull’altra pertica, il via vai delle mie bambine ecc. Dopo poco, con un bel voletto di un metro e mezzo, passa dal tavolo allo schienale della sedia e poi sulla panca li vicino. Con fare deciso, zompetta su un vaso e li passa tutta la mattinata a godersi il sole del mattino, passarsi le penne tra il becco, a mordicchiarsi i geti… Noi ne approfittiamo per dare una pulita al soggiorno perchè ne astoreha davvero bisogno… Mi rendo conto che è difficile fare questa esperienza se non hai accanto una donna intelligente come la mia che comprende la grande passione che mi anima! Le bambine mi stanno dando un grande aiuto in questo momento di socializzazione, giocano, cantano, saltano, vanno in bicicletta, allungano la manina sul petto del falco e tutto questo serve a crescere un animale senza paura. Nel pomeriggio ho tagliato l’erba in giardino passando a pochi metri da Gemma, insensibile al rumore della tosaerba, altro ottimo esercizio! Senza farmi vedere, le metto un pulcino poco distante dal suo posatoio, in un vaso. Quello spuntino le servirà per tutto il pomeriggio fino a sera. Il nido in soggiorno è in pessimo stato, i rami di pino iniziano a perdere gli aghi, è presente qualche residuo di carne ed è pieno di quelle particelle leggerissime che racchiudono le penne dei giovani falchi che sembra forfora.. Visto che il falco è fuori, glielo rifaccio completamente, lo pullo astoreapprezzerà! All’imbrunire mi riavvicino con la cassetta nido e mi avvicino al nido fresco e profumato del soggiorno con al centro una bella metà quaglia sul logoro. Emetto un fischio che mi servirà successivamente quando la chiamerò al logoro. Mentre mangia accendo la televisione e passerà con noi tutta la serata. E’ come i bambini, quando sta all’aria aperta, si stanca! Dopo il pasto si è accovacciata sul petto come una chioccia in cova e ha iniziato a sbadigliare innumerevoli volte per poi crollare letteralmente di sonno lasciando cadere, a poco a poco la testa giù, chiudendo gli occhi… Spettacolare! Come sempre ed esattamente con le stesse modalità la porto in doccia per la notte. A domani!

30-06-2013 Introduzione alla pertica tonda

astore logoroAnche oggi c’è una magnifica giornata di sole ed è domenica! La prendo dal bagno e questa volta mi dirigo in giardino, l’erba è bassa e la ripongo  a terra con tutto il contenitore della notte. Questa volta la quaglia dovrà andarsela a prendere sul prato! Quaglia sul logoro, fischio nel solito modo, faccio roteare verticalmente il logoro e glielo getto ad un metro e mezzo davanti a lei. E’ rilassatissima, è baciata dal primo sole mattutino ma ad un certo punto, fa un bel salto dritto vicino al logoro per artigliarlo con potenza.

astore in giardino

 

Mangia metà quaglia e poi salta sul suo vaso preferito dove rimane tutta la mattina in piena tranquillità. Verso l’ora di pranzo, incarno il logoro con il resto della quaglia della mattina, soliti due giri, fischio e glielo getto sulla panchina ad un metro da lei. Un paio di minuti dopo la trovo sul logoro a mangiare. Mi avvicino, le cammino li vicino e si dimostra sempre tollerante. Quando ha finito di mangiare salta sul suo posatoio e li rimane a vigilare tutto. Levo il logoro e ripongo il resto della quaglia per la sera. Tragedia sfiorata… Stavo scrivendo il diario quando…dal rumore dei campanelli capisco che è scesa a terra. La vedo, è sul limite del prato. Tempo di capire cosa vuole fare.. e via, scappa a piedi proprio verso il mio maschio di harris legato di fronte a lei al fondo del giardino! Tempo di buttare il pc sul divano e scappar fuori che Erick è a 10 cm da Gemma!!!! Erick è sceso giù dal suo posatoio ed è arrivato alla massima

astore

estensione della lunga! Riesco al volo a spingere letteralmente l’astore dalla parte
opposta dell’ harris salvandola dai suoi artigli! Mi è andata bene! La cosa non deve ricapitare mai più! Decido di sollevarla sul pugno e di portarla in casa. Rimango con lei una decina di minuti con Gemma sul pugno e noto con piacere che non tenta di saltar giù, meno male! Allestisco 3mq di erba sintetica sul pavimento del patio, fronte al giardino, in ombra e proprio sul passaggio della cucina. Al centro appoggio una pertica tonda con una pesantissima base in ghisa e la lego nel classico modo tramite geti, girella lunga alla pertica.

Questo, da ora in poi sarà la sua nuova struttura. E’  normale arrivare a questo stadio quando il falco diventa ingestibile, tende a cercare posatoi sempre più in alto, arriva ad un età in cui, in natura, lascia il nido per posarsi sui rami vicini.

Federico Lavanche

Per questo motivo conviene legare il falco ed avvicinarsi alle fasi successive di introduzione alla caccia. Si è abitata ad essere legata anche se di tanto in tanto becca il bottone dei geti. Sa esattamente dove può arrivare ma non ha ancora capito come saltare sulla pertica. Il nido in soggiorno non serve più anche perchè se la lasciassi di nuovo libera, tenterebbe di salire sui divani o peggio di girovagare per casa sbattendo rovinosamente. Al posto del nido, sempre sul tavolino basso in soggiorno, ho messo una vecchia tovaglia cerata, un quadrato di erba sintetica con al centro la pesante pertica. Da ora in poi, dovrà conviverci, ci si pulirà il becco a fine pasto, la farà sentire lontano dal pericolo. Verso sera, la prendo sul pugno appoggiandoglielo sotto la coda.
Il falco farà un passetto in dietro e si troverà sul pugno. Mi dirigo verso il giardino ma dopo pochi passi tenta di scendere, con molta calma, mentre è a penzoloni, la prendo con la mano destra dal petto e delicatamente la riporto sul pugno, lei sentendo il pugno lo stringe e si ritroverà nuovamente su di esso. Bene, rimane in equilibrio e sempre molto lentamente, cammino fino ad una sedia da giardino, una di quelle che ha i poggia braccia. Mi siedo e appoggio il pugno con il falco sul poggia braccio in modo da limitare i movimenti del guanto. Il falco è un po’ teso ma non si dibatte. Dopo qualche minuto, vedendolo tranquillo, mi alzo molto lentamente e faccio un breve giro con il falco sempre sul pugno verso l’ombra. Mi risiedo e noto subito che Gemma è più Gemma, femmina di astoretranquilla. Rimango sul posto una decina di minuti per poi tornare seduto dove ero prima. Questa volta ci rimango una quindicina di minuti, Gemma mette la zampa in piuma, segno che inizia ad amare il suo nuovo posatoio mobile! Altri minuti e mi riavvicino alla sua pertica, sempre da dietro le appoggio la pertica dietro la coda alla base dei tarsi e lei torna sulla pertica. Ottima esperienza!

04-07-2013

Come sempre predispongo una quaglia sul logoro, vado in bagno a prendere Gemma, trovo la cura del giorno prima e la porto con tanto di pertica fuori, sotto il patio sull’erba sintetica. Ho trovato una zona riparata dal sole ma nel bel mezzo della piena attività della famiglia. Quando la vedo tranquilla, mi metto davanti a lei, 2 giri di logoro roteandolo in verticale, fischio e faccio cadere il logoro per terra, sul tappetino a portata di falco. Non importa quanto tempo ci mette per salirci su visto che è una palla di grasso, alla fine ci salta su e la divora quasi tutta. Quando ha finito faccio sparire logoro e avanzi che le ripropongo alla sera. Noi nel frattempo, facciamo colazione e a lei non sfugge nulla. Passa tutta la mattina sulla pertica passandosi ogni piuma, una per una con una cura impressionante. Visto il caldo incessante, rifiuta il pulcino all’ora di pranzo, non importa, giovane astoremangerà alla sera. Quando rientriamo dal lavoro, mi ricordo di avere un coniglio per la traina, un simulacro di coniglio con tanto di codino bianco. Lo incarno e glielo getto sul lato della pertica. Sorprendentemente, qualche secondo dopo, ci salta su con decisione, iniziano a mangiare la carne che avevo posto su. Mi era capitato con  altri falchi che vedendo un “animale” nuovo, non si posassero sopra ma che ci si posassero vicino cercando di becchettarlo timidamente da lontano.. Mi sembra davvero un bell’approccio! Quando finisce di mangiare, torna sulla pertica e faccio sparire tutto, come al solito. Ceniamo e, delicatamente come sempre, mi metto il guanto, mi avvicino, glielo pongo dietro le zampe, sotto la coda e lei, con un passetto all’indietro ci sale su. La piccola apprende, è tranquilla e io sono contento di tutto ciò! Molto delicatamente, la porto in soggiorno davanti alla televisione e mi siedo sul divano appoggiando la parte bassa federico lavanche e gemmadel guanto sul poggiabraccio in modo che lei abbia una tenuta sul guanto senza incertezze. Si rilassa molto, a volte socchiude gli occhi, io di tanto in tanto, la accarezzo con la mano destra partendo dalle zampe, via via sempre più su fino alla testa. Ogni sera è sempre più a suo agio, ogni sera più rilassata. Quando sia lei che io siamo stanchi, prendo la pertica e la riposiziono nella doccia mentre lei è sul pugno, la poso su, la assicuro con il moschettone e.. buona notte! Sono animali metodici, abitudinari, non amano gli imprevisti e io, per ora non glieli presento. Sta reagendo bene alla socializzazione, è serena, tranquilla, equilibrata, tra pochi giorni faremo il primo giro in auto, le servirà anche questa esperienza…

13-07-2013 introduzione del bagnetto, della pertica alta e del cappuccio

astore in giardinoI giorni stanno passando in attesa che Gemma, rinominata in Ira.. completi lo sviluppo delle penne. Le primarie sono quasi completamente sviluppate tanto quanto la coda. Ha passato questi giorni mangiando a sazietà. Da pochi giorni, la mattina, la metto in giardino anzichè sotto il portico, predisponendo un grande sottovaso pieno di acqua che fungerà da bagnetto. Altra novità è che ho
introdotto la “cortesia” cioè una

condizionamento astore

zampa di quaglia che le avvicino quando la prendo dalla doccia al mattino. in pratica, la faccio salire sul pugno nel solito modo, poi con la mano destra porto al pugno guantato la zampetta di quaglia che rosicchierà nel breve tragitto bagno-giardino. Arrivato in giardino, la poso sulla pertica, prendo il logoro che già avevo guarnito con il resto della quaglia, 2 giri, fischio e glielo getto dove può arrivare. Lei ci salta su, divora la quaglia e poi va a bere o a fare il bagno. E’ molto rilassata all’aria aperta e non ha paura di nulla. Ho introdotto la cortesia per avvicinarmela un po’, amo i rapaci assolutamente domestici e in un paio di occasioni si era dimostrata troppo selvatica per i miei gusti. Se mi avvicino ad un astore sulla pertica e ha la zampa in piuma, non mi piace che al mio avvicinarmi posa la zampa e si stringe tra le spalle. Sono segnali di paura che non amo. Da quando ho introdotto le beccate al pugno, è meno permalosa.

Altra novità è la pertica alta modello Pirrotta.

astore su pertica Pirrotta

L’ho autocostruita ed è fantastica. L’astore si trova più in alto, si sente al sicuro ed è perfettamente a suo agio. L’ho posizionata sul passaggio della cucina e praticamente, ogni volta che usciamo in giardino, passando, la sfioriamo. Ora, anche se passiamo e ha la zampa in piuma, non la posa più, ma gira la testa, curiosa con le penne ben rilassate. Questa pertica è fantastica perchè il falco non si sentirà mai in pericolo e sarà più semplice per il falconiere prenderlo sul pugno.Alla sera dopo il pasto, le metto il cappuccio e glielo lascio via via di più. Piano piano ci si sta abituando. Domani andrò a comprare i primi conigli, è ora di iniziare a cacciare!

Il Diario del mio Astore seconda parte….

Copyright immagini e testi di proprietà di Federico Lavanche – www.falconeria.org- vietato l’uso di immagini e testi senza autorizzazione scritta dell’autore.

Ritrovate le due aquile del Bonelli sottratte dal loro nido nell’agrigentino

aquile bonelli

 

(AGENPARL) – Roma, 13 giu – Due pulcini (pullus) di Aquila del Bonelli (Aquila fasciata) sottratti dal loro nido nell’agrigentino lo scorso 8 maggio sono stati ritrovati dopo un mese dalla Sezione Investigativa CITES del Corpo forestale dello Stato in un rudere delle campagne di Alessandria. Individuato il presunto responsabile dell’illecito, denunciato all’Autorità Giudiziaria per violazioni alla normativa Cites e a quella sulla caccia e per maltrattamento animali. Durante la perquisizione, nell’immobile è stato scoperto anche un laboratorio clandestino per la riproduzione di anelli di marcaggio, certificati Cites olandesi falsi, corde e chiodi d’arrampicata e strumenti per il bracconaggio, oltre a numerosi animali morti conservati in congelatore.

Coordinati dalla dott.ssa Brunella Sardoni, Sostituto Procuratore della Procura della Repubblica di Agrigento, gli accertamenti condotti dalla Forestale hanno portato al rinvenimento e al sequestro oltre che dei due esemplari di Aquila del Bonelli anche di sei falchi pellegrini catturati illegalmente. Dalle indagini sarebbe emerso che tutti gli animali ritrovati sarebbero poi stati immessi nel mercato clandestino, dove un esemplare di Aquila del Bonelli accompagnato da documenti falsi o riciclati può valere fino a 15 mila euro.

La cattura dei due pulcini, ancora non abili al volo, avrebbe comportato un danno gravissimo alla conservazione di questa varietà di rapace, tutelata dalla Convenzione di Washington sul commercio internazionale delle specie di flora e fauna minacciate di estinzione. Soltanto una ventina di coppie sopravvivono nell’habitat selvatico del nostro Paese. Tutte nidificano in Sicilia, dove sono costantemente minacciate.

Nel condurre le indagini, che rientrano nelle operazioni svolte in Sicilia dalla Forestale e che, coordinate da diverse Procure, sono finalizzate a reprimere il bracconaggio e la depredazione dei siti di nidificazione, gli agenti si sono avvalsi di fonti confidenziali e del supporto informatico e specialistico dei volontari della Lipu e del personale del Coordinamento rapaci della Sicilia.

Dal 2010 ad oggi sono stati sequestrati oltre 60 rapaci protetti, tra cui Aquile del Bonelli, Gipeti, Capovaccai, Falchi lanari e pellegrini. Gli animali verranno o liberati, alcuni con la tecnica dell’hacking cioè rimettendoli vicino al nido di provenienza, o introdotti in un progetto di conservazione della specie, come è avvenuto per Turi, un maschio di aquila liberato lo scorso dicembre nel palermitano, o come avverrà per uno dei due esemplari rubati nell’agrigentino lo scorso maggio che gli esperti del Centro Recupero Fauna Selvatica della Lipu “Bosco di Ficuzza”, nel palermitano, insieme agli specialisti della Riserva Regionale del Lago di Vico, nel Lazio, hanno recentemente curato e preparato al ritorno in natura.

Sullo speciale Arca di Noè del Tg 5 di Domenica 21 Luglio è andato in onda un servizio sul ritrovamento dei pulli di Bonelli. Il video (a partire dal minuto 2.42) mostra il ritrovamento e il sequestro presso il casolare di Alessandria.

 http://www.video.mediaset.it/video/l_arca_di_noe/full/400511/puntata-del-21-luglio.html

A caccia col falco a Beirut, Libano

Foto 2 - Prima cattura

Ad una signora non si chiede mai l’eta’, ma il mio primo approccio con i rapaci avvenne dopo aver superato un paio di “anta”. Ma fin qui nulla di strano, mi sono sempre piaciuti gli animali. Pur vivendo in citta’ mi portavo a casa di tutto, topolini, passerotti, trovatelli.
Negli ultimi anni, non potendo piu’ possedere un cane a causa dei miei continui spostamenti, rimasi con dei pappagalli, piu’ o meno anche loro di recupero, un paio portati da Kabul, altri due presi qui a Beirut, dove vivo da 5 anni. E proprio qui, andando al negozio per comprare mangime incontrai il primo rapace, un gheppio europeo chiuso in una gabbia piccolissima con i posatoi di plastica zigrinata per canarini, cibo puzzolente, acqua sporca, luce scarsa di uno scantinato. Era l’inverno del 2008.
Cominciai ad informarmi superficialmente ed infine lo rilevai per pochi dollari. Ettore, un nome adatto per lo sguardo fiero di un rapace. Ovviamente riusci’ a scappare nel giro di pochi giorni, ma lo avrei rilasciato comunque, dato che qui sono tutti di cattura. Infatti lo feci in seguito con uno sparviero, un falco cuculo, lodolaio, altri gheppi, un pecchiaiolo. Poco tempo dopo arrivo’ Achille, un altro gheppio che curai per oltre 6 mesi a causa del bumblefoot ad entrambe le mani, causato probabilmente dai posatoi zigrinati del negozio. Pensavo che sarebbe sempre rimasto con me, perche’ era guarito dal bumblefoot, ma aveva anche perso l’uso di alcune dita, pur riuscendo ugualmente a predare topolini. Furono invece i falconieri a convincermi a provare con l’ammansimento ed era gia’ in filagna quando, nella primavera del 2010, riusci’ anche lui a scappare da un oblo’ semichiuso di uno stanzino adiacente la falconiera.
Foto 1 - Rufus primo volo liberoNel frattempo mi ero documentata, avevo letto libri, mi ero iscritta in Forums di Falconeria per leggere, imparare, domandare, scoprire. Avevo imparato quali accorgimenti dovevo prendere prima di rilasciare un falco, quali stratagemma attuare per evitare di incentivare il mercato dei rapaci, fortunatamente molto povero. E avevo letto molto sulla Falconeria, estasiandomi ai racconti di voli e di caccia. La passione per la Falconeria stava nascendo, specie dopo l’esperienza con il gheppio.
Alla terza poiana, dopo due comuni, una stupenda codabianca giovane e di cattura arrivata nel giugno 2011, decisi di provare! Cominciai ad ammansirla. La chiamai Rufus, dal suo nome scientifico buteo rufinus.
Qui in Libano non ci sono falconieri, non esiste la Falconeria, ma tanti cacciatori che sparano a tutto cio’ che si muove. Dovevo fare tutto da sola ed aiutarmi in Internet con gli amici falconieri, alcuni dei quali mi stettero virtualmente accanto nelle difficolta’ iniziali.
Ho la fortuna di avere una foresta di proprieta’ privata vicino a casa. Si paga l’ingresso e c’e’ un bel percorso di circa 2 km tra alberi e rocce, non sono ammessi cacciatori e il posto e’ ideale per i voli durante la settimana. Acquisto subito l’abbonamento annuale e la mia vita comincia a cambiare, radicalmente.
Subito dopo il lavoro di corsa a casa, cambiarsi, pesare il falco e via nel bosco. Niente piu’ visite ad amiche, niente piu’ shopping, PC e TV solo la sera. Che emozione il primo salto al pugno!!! Dopo il lavoro indoor, si esce in filagna. Risponde bene, che euforia, risponde male, torni a casa mogio mogio e ti domandi che cosa hai sbagliato. Ma imparo che bisogna aver pazienza, costanza, si deve conoscere l’animale e riconoscere il suo linguaggio, lui deve conoscermi ed avere fiducia in me. Dobbiamo essere in simbiosi.
In agosto parto per due settimane e lascio Rufus a chi me lo aveva venduto con la promessa di tenerlo al blocco in una stanza per lui. Purtroppo al mio ritorno lo trovo magrissimo e con tutte le penne rovinate. Era stato messo in gabbia!
Faccio costruire una voliera per casa mia e da allora i miei falchi non andranno piu’ in mano ad estranei e le mie vacanze non supereranno mai le due settimane.
Foto 3 - Passeggiata tra i cedriNonostante il danno alle penne, Rufus fortunatamente vola bene e continuiamo l’addestramento.
Il primo volo libero credo che sia sempre un traguardo ed un’emozione nello stesso tempo, che si rinnovano con lo stesso entusiasmo per ogni falco che metti in volo.
Ma la prima volta che si libera un falco la paura di perderlo e’ tanta, poi con l’esperienza gia’ al secondo falco la paura si trasforma in un esame del proprio lavoro e se sai di averlo fatto bene, sai anche che il falco ritorna da te.
Non ho la radio, non so se qui e’ permessa, per via delle frequenze, vola solo con i campanelli.
Rufus e’ tosto, fa’ quello che vuole lui, viene quando gli pare se non si sta piu’ che attenti con il peso, ma segue e l’ho sempre riportato a casa. Dopo un anno esatto, quasi al termine della muta, non armato e ben in carne, grazie ad una mia disattenzione mi vola via dalla falconiera. Non poteva scegliere periodo migliore e del resto era il suo destino, lo avrei comunque rilasciato. Falco autoctono, di cattura, facile reperibilita’ di prede, la sua sopravvivenza era quasi certa.
Era il giugno 2012 e leggevo a destra e manca delle cove e delle nascite. La mia idea era gia’ maturata mentre avevo Rufus, prendermi un falco da caccia con tutti i documenti in regola.
Ma quale? Inizialmente pensavo al pellegrino, che ti fa’ salire l’adrenalina quando picchia, all’astore, cacciatore instancabile, al sacro, falco versatile e di facile reperibilita’. Valutando il territorio, la disponibilita’ di tempo da dedicare alla caccia (solo il fine settimana) e le prede, la cerchia si restringeva notevolmente.
Quasi casualmente leggo l’annuncio di Silvio, un falconiere che seguivo da anni nel Forum e che mi entusiasmava con i suoi racconti di voli e di caccia con Vento, un harris maschio. Ha due femmine disponibili. Lo stesso giorno vengono prenotate entrambe, una sara’ la mia.
Amira (in arabo significa principessa) arriva ad agosto.
Ci metto quasi un mese a metterla in volo, con la gestione del peso bisogna veramente farci la mano!
Mi faccio fare una traina con una pelle di coniglio e comincio ad addestrarla. A novembre il primo coniglio, inseguimento e presa da manuale, per me un risultato incredibile! Poco dopo il secondo e poi cominciano i guai della territorialita’. Mi fa’ le passate sulle persone, devo interrompere i voli infrasettimanali e non trovo luoghi alternativi. Continuo a volarla, ma solo il fine settimana, troppo poco per la caccia ed infatti non prende piu’ niente!
Dopo un paio di mesi provo a riportarla nel bosco vicino a casa, dove aveva fatto territorio, con la speranza che si fosse calmata. In effetti e’ tranquilla, si comporta bene. Non la volo piu’ tutti i giorni, solo un paio di volte durante la settimana e poi caccia il fine settimana.
Pare che funzioni perche’ comincia di nuovo a predare e decido di non fermarla per la muta, visto che prende piu’ conigli ora che quest’inverno.
Ormai e’ una passione irreversibile. Ti svegli la mattina presto, guardi fuori e decidi.
Posso cacciare solo in un posto, una riserva di caccia con conigli selvatici ad un’ora di macchina da Beirut, ma in una zona a rischio. Mi hanno “sgridato” tante volte perche’ ci vado quasi sempre sola, mi tocca sostituire le targhe per mimetizzarmi con i locali, ma non rinuncerei mai alle uscite con il mio falco!
Quando sei sul campo si e’ come in trance, non parli se non a cenni, il caldo ti imperla di sudore la fronte e te lo fa’ gocciolare negli occhi, che bruciano. Ti detergi, ma non tanto per il bruciore, che quasi non senti, ma per vedere meglio. Le spine dei cardi ti sforacchiano i pantaloni, ti entrano nelle scarpe, le toglierai al ritorno. Poi il battitore urla “rabbit”, lancio Amira con un “jalla” e l’adrenalina ti sale! Non importa se preda o meno, e’ l’azione che si spera sia bella! Un bell’inseguimento da’ piu’ soddisfazione di una cattura facile. Se poi termina con la cattura e’ il massimo!
Ma anche quando vado in montagna a farla volare le emozioni non mancano. Ci vado quasi sempre sola, ho una vecchia jeep che mi porta ovunque, una pala fissata sul tettuccio per ogni evenienza. E’ gia’ successo un paio di volte di impantanarmi, per cui non vado piu’ troppo offroad se sono da sola, lascio la macchina sulla strada anche perche’ poi, arrampicandomi a piedi per sentieri dove non incontri anima viva, all’occorrenza potrebbero localizzare meglio il posto dove mi trovo.
Io e lei, nel silenzio della natura, con un panorama davanti ai tuoi occhi, un cielo azzurro, a volte la neve o un vento gelido che ti sferza la faccia, oppure il sole che ti brucia. Non sono romantica, e’ soltanto la realta’!
Una realta’ che si puo’ vivere ad ogni eta’!
Dove trovi una nonna che invece della foto del nipotino, nel portafoglio ha la foto della prima cattura del suo falco?

Margherita Sporeni, alias “volovia”

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